Proposta di legge
M5s: «I pazienti stomizzati abbandonati a se stessi»
CAGLIARI. La qualità della vita per gli stomizzati, sono i pazienti operati allo stomaco, è una chimera. Un percorso in salita, perché, ad esempio, l’unico centro di riabilitazione regionale è a...
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CAGLIARI. La qualità della vita per gli stomizzati, sono i pazienti operati allo stomaco, è una chimera. Un percorso in salita, perché, ad esempio, l’unico centro di riabilitazione regionale è a Cagliari, all’ospedale universitario, e quindi «chiunque viva altrove, da anni deve per forza viaggiare», è la denuncia di Lorena Porceddu, presidente dell’associazione Aistom. Per la consigliera regionale Desirè Manca dei Cinque stelle: «È arrivato il momento di mettere fine a questo calvario. I centri devono essere aperti in tutte le Province». Ha presentato una proposta di legge: «Dobbiamo mettere fine a questa palese ingiustizia non solo sanitaria ma soprattutto sociale». Per poi sottolineare «fra le malattie oncologiche la stomia è ancora un argomento tabù, eppure incide profondamente su tanti aspetti della vita dei pazienti che non devono e non possono essere lasciati soli, come invece purtroppo accade da troppo tempo».
La denuncia. Secondo l’associazione a essere «isolati sono 2.600 sardi». Non è una condizione più accettabili – secondo i Cinque stelle – i «percorsi post operatori e riabilitativi, compreso quello psicologico, devono essere vicino ai pazienti, mentre oggi un susseguirsi di viaggi della speranza». Per Desirè Manca anche «le altre regioni non hanno ancora una legge che tutela gli stomizzati e quindi la Sardegna potrebbe essere un nuovo modello da seguire». Anche questo vuoto nazionale – sempre secondo la consigliera regionale – «deve farci riflettere sulla necessità di superare, anche culturalmente, i pregiudizi, le paure e gli ostacoli che finora hanno reso ancora più complicata la vita dei pazienti colpiti da questa patologia». Ci sono poi altre zone grigie molto più sanitarie: la percentuale di invalidità civile. «Per diverse storture burocratiche, anche in questo caso i pazienti stomizzati sono di fatto emarginati e non hanno lo stesso sostegno economico e sociali riconosciuto in altre patologie oncologiche».
La denuncia. Secondo l’associazione a essere «isolati sono 2.600 sardi». Non è una condizione più accettabili – secondo i Cinque stelle – i «percorsi post operatori e riabilitativi, compreso quello psicologico, devono essere vicino ai pazienti, mentre oggi un susseguirsi di viaggi della speranza». Per Desirè Manca anche «le altre regioni non hanno ancora una legge che tutela gli stomizzati e quindi la Sardegna potrebbe essere un nuovo modello da seguire». Anche questo vuoto nazionale – sempre secondo la consigliera regionale – «deve farci riflettere sulla necessità di superare, anche culturalmente, i pregiudizi, le paure e gli ostacoli che finora hanno reso ancora più complicata la vita dei pazienti colpiti da questa patologia». Ci sono poi altre zone grigie molto più sanitarie: la percentuale di invalidità civile. «Per diverse storture burocratiche, anche in questo caso i pazienti stomizzati sono di fatto emarginati e non hanno lo stesso sostegno economico e sociali riconosciuto in altre patologie oncologiche».
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