La Nuova Sardegna

A giudizio per i maltrattamenti alla funzionaria

di Giusy Ferreli
A giudizio per i maltrattamenti alla funzionaria

Tortolì, l’ex presidente del consorzio di Bonifica Antonio Pili dovrà comparire in tribunale

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TORTOLÌ. I veleni del Consorzio di bonifica d’Ogliastra finiranno di fronte al giudice monocratico di Lanusei Nicole Serra. L’ex presidente dell’ente pubblico, Antonio Pili, è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale, Mariano Arca, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di Anna Maria Musella, funzionario amministrativo del consorzio che ha sede a Tortolì. Il giudice, ieri mattina, ha accolto la richiesta del pm, Giovanna Morra, disponendo l’inizio del dibattimento il prossimo 22 luglio per quelli che l’accusa ritiene comportamenti aggressivi e umilianti reiterati nel tempo, un anno e sei mesi nel periodo che va dal 2015 al 2016.

Comportamenti che sarebbero avvenuti in un ambiente “parafamiliare”, circostanze che sarebbero configurabili come dei veri e propri maltrattamenti in famiglia.

La vicenda, preceduta da diversi episodi, aveva registrato il suo culmine nell’estate del 2016, con l’intervento dei carabinieri nella sede di via Pirastu a Tortolì e con la denuncia da parte della dirigente che in un’occasione era stata colta da malore. Dopo l’episodio la donna aveva sporto denuncia contro l’amministratore consortile e la Procura di Lanusei in un primo tempo aveva disposto l’archiviazione.

Tuttavia la funzionaria, tutelata dall’avvocato Daniele Murru, si era opposta. E il gip aveva accolto la tesi del legale della donna secondo il quale il rapporto di lavoro intercorso tra la dirigente Musella e il presidente Pili era assai stretto e di tipo parafamiliare, «in quanto caratterizzato da relazioni intense, quotidiane ed abituali, dalla stretta comunanza del lavoro, dalla soggezione di una parte nei confronti dell’altra, dalla contiguità fisica dei rispettivi uffici».

In quell’occasione il gip aveva disposto l’imputazione coatta e ieri è arrivato il pronunciamento del gup. Anna Maria Musella si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento di 100mila euro per i danni subiti mentre Antonio Pili, difeso dall’avvocata Brigida Corbo dovrà difendersi dall’accusa di aver vessato la dipendente dell’ente consortile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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