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Gli infermieri: «Basta volontariato»

Gli infermieri: «Basta volontariato»

Cgil, Cisl e Uil mobilitano gli iscritti e chiedono alla Regione il rispetto dei contratti

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SASSARI. L’Ats vuole reclutare infermieri in tutta l’isola per la campagna vaccinale. Sembrerebbe una buona notizia, invece l’avviso pubblico del 31 marzo scorso firmato dal commissario straordinario Massimo Temussi è stato accolto con una valanga di proteste da parte della categoria. Motivo: gli infermieri dovranno vaccinare in qualità di volontari, quindi senza alcuna remunerazione, escluso il rimborso chilometrico e un ticket per i pasti. E al di fuori dell’orario di servizio.

A Sassari insorgono i sindacati sulla “chiamata alle armi”gratuita di personale che sul fronte dell’emergenza sanitaria si sta spendendo da un anno con turni massacranti ed enormi sacrifici. Ma scarse ricompense economiche rispetto a quelle che gli spetterebbero. Per non parlare del pregresso su cui le sigle sindacali chiedono da tempo il saldo. Perciò Cgil, Cisl e Uil diconoad Ats e all’assessore regionale Nieddu: «Non vorremo essere venali, ma pagate prima i vostri debiti sennò c’è da immaginarsi un autentico flop del reclutamento».

«Premesso che ciascun collega è libero di aderire o meno al bando Ats, anche se dalle reazioni di forte indignazione che giungono dalla categoria, dubitiamo del successo dell’iniziativa – si infiammano i segretari di Fp Cgil, Totto Terrosu, di Cisl Fp, Antonio Monni e di Uil FPL, Dario Cuccuru – ma quello che fa davvero indignare è che il bando avviene in un momento in cui siamo mobilitati sulle inadempienze contrattuali di Ats e assessorato regionale alla Sanità – dicono – . Tutto il personale sanitario, sociosanitario, tecnico ed amministrativo, attende da anni che la Regione provveda a riconoscere in busta paga i festivi infrasettimanali, lo straordinario, alcune indennità legate al disagio, le prestazioni aggiuntive, i compensi per la campagna screening "Sardi Sicuri", le risorse premiali Covid». Una beffa, insomma, volere che gli infermieri facciano le crocerossine quando sono creditori di milioni di euro.

«Basta solo pensare – aggiungono i confederali – che la delibera della giunta regionale del settembre 2020, che riconosce una “una tantum” per il maggior impegno e l'elevato rischio contagio dei sanitari chiamati ad assistere pazienti affetti da coronavirus, non solo non è stata oggetto di applicazione, ma per il territorio sassarese è profondamente ingiusta, poiché sette unità operative riconvertite in Covid, in particolare nell'unico Hub di secondo livello quale è la Aou di Sassari, ma anche in Assl nell’ospedale di Alghero, non rientrano nel beneficio. E quindi gli infermieri che sono impegnati in queste strutture si vedranno riconosciuto un premio nettamente inferiore a quello dei colleghi di altri territori».

A «boicottare il bando» invita il Nursing Up tramite il segretario Alessandro Nasone: «Così la dirigenza Ats si renderà conto della nostra importanza nella campagna vaccinale e nell’assistenza sanitaria . Questo è l’ennesimo sgarbo che si consuma nei confronti della nostra categoria, ne viene svilita e sminuita la professionalità».

All’Ats, a sentire la rabbia dei sindacati, non resta che sperare nell’adesione di infermieri in pensione. (p.f.)

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