L’appello della cisl
«Il lavoro non c’è e la Regione non ci ascolta»
SASSARI. La crisi è economica ma anche diplomatica, con il mercato del lavoro in rosso e senza un canale di discussione con la Regione. Il comitato esecutivo della Cisl sarda ha messo in evidenza gli...
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SASSARI. La crisi è economica ma anche diplomatica, con il mercato del lavoro in rosso e senza un canale di discussione con la Regione. Il comitato esecutivo della Cisl sarda ha messo in evidenza gli effetti della pandemia sull’economia dell’isola, con risultati drammatici: «Si evidenzia un forte calo della forza lavoro, che a fine 2020 si attesta in complessive 639.500 unità, con segno negativo in tutti i trimestri rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente: -1,4% nel primo, -10,5% nel secondo, -5,8% nel terzo, -7% nel quarto; mentre il tasso di disoccupazione si attesta, sempre a fine 2020, al 15,3% – spiegano dal sindacato –. La stessa rilevazione ci dice che i redditi e pensioni di cittadinanza per i primi due mesi dell’anno hanno riguardato 51.312 nuclei familiari, 102.167 persone coinvolte, per un importo medio di 522 euro, mentre le pensioni in Sardegna assommano a 474.271, per un importo medio di 771 euro».
Il sindacato se la prende soprattutto con il presidente della Regione, Christian Solinas: «Da tempo la Cisl Sarda, singolarmente ed insieme a Cgil e Uil, ha ripetutamente sollecitato il presidente della Giunta ad uscire dal proprio isolamento e aprire al confronto ed al contributo delle parti sociali».
Secondo il sindacato, la pandemia ha rovesciato le priorità politiche ed economiche del mondo intero, ponendo in primo piano le vere priorità: l’emergenza climatica, lo sviluppo sostenibile, la salute, l’istruzione, il lavoro, l’inclusione e la sicurezza delle persone, come già aveva indicato la stessa Agenda 2030 dell’Onu. «È un opportunità, questa, che non possiamo perdere! Occorre in primo luogo tradurre in azioni e progetti il Programma nazionale di ripresa e resilienza, nelle sue 4 sfide: migliorare la resilienza e la capacita di ripresa del paese, ridurre l’impatto economico e sociale della crisi pandemica, sostenere la transizione verde e digitale, innalzare il potenziale di crescita. E 6 missioni: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione energetica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.
Il sindacato se la prende soprattutto con il presidente della Regione, Christian Solinas: «Da tempo la Cisl Sarda, singolarmente ed insieme a Cgil e Uil, ha ripetutamente sollecitato il presidente della Giunta ad uscire dal proprio isolamento e aprire al confronto ed al contributo delle parti sociali».
Secondo il sindacato, la pandemia ha rovesciato le priorità politiche ed economiche del mondo intero, ponendo in primo piano le vere priorità: l’emergenza climatica, lo sviluppo sostenibile, la salute, l’istruzione, il lavoro, l’inclusione e la sicurezza delle persone, come già aveva indicato la stessa Agenda 2030 dell’Onu. «È un opportunità, questa, che non possiamo perdere! Occorre in primo luogo tradurre in azioni e progetti il Programma nazionale di ripresa e resilienza, nelle sue 4 sfide: migliorare la resilienza e la capacita di ripresa del paese, ridurre l’impatto economico e sociale della crisi pandemica, sostenere la transizione verde e digitale, innalzare il potenziale di crescita. E 6 missioni: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione energetica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.
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