La Nuova Sardegna

«Senza Tirrenia è la fine» allarme di Confartigianato

 «Senza Tirrenia è la fine» allarme di Confartigianato

L’associazione di categoria spezza una lancia a sostegno del gruppo Onorato: «Da anni garantisce i collegamenti con la penisola. Non possiamo rinunciarci»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Lo spettro del fallimento che aleggia sulla testa della Tirrenia rischia di trasformarsi in una debacle per l’intero sistema di trasporti marittimi sardi. Una preoccupazione fatta propria l’altro ieri da Assarmatori e rilanciata dalla Confartigianato Trasporti Sardegna. In una nota il numero uno dell’associazione, Giovanni Mellino, sottolinea la necessità di dar vita a un «sistema di trasporti via mare all’altezza delle aspettative di rilancio dell’isola». Il presidente si dichiara preoccupato dalle notizie sull’iter dellavicenda Tirrenia Cin e si augura che le parti in causa - la famiglia Onorato da un lato e i creditori dall’altro - trovino un accordo che possa portare al «salvataggio di Moby e Tirrenia-Cin, che da sempre offrono e garantiscono collegamenti con l’Isola».

«Non possiamo esimerci dal pretendere che il nostro territorio sia connesso efficacemente con il continente – scrive Mellino –, con una molteplicità di offerte e di opportunità, in estate ma anche durante tutto il corso dell’anno. Questa è una necessità più che vitale per le nostre aziende ed è un tema che Confartigianato in Sardegna ha sempre seguito da vicino».

Allo stesso modo – continua il presidente degli autotrasportatori iscritti alla Confartigianato – «seguiamo con preoccupazione le vicende che stanno coinvolgendo la Compagnia armatoriale perché, questa crisi mette a rischio una leva cruciale per il nostro territorio. Speriamo che ci siano ancora spazi di trattativa per poter giungere ad un buon esito della vicenda». Un endorsement per un gruppo che opera sulle rotte dell’isola tra tre generazioni ma che rischia di finire travolto dall’ondata di debiti che cresce giorno dopo giorno e rischia di trasformarsi in uno tsunami.

«Negli anni – conclude Mellino – abbiamo sempre avuto un rapporto franco con la Famiglia Onorato, non privo di confronti diretti. Ma all’armatore riconosciamo la capacità di aver creato una grande infrastruttura a servizio del nostro territorio e delle nostre imprese, infrastrutture cui oggi non possiamo rinunciare se vogliamo agganciare la ripresa».

Intanto la data del 6 maggio, fissata per la sentenza dal tribunale di Milano, si fa sempre più vicina.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative