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Nuova impennata dei contagi cresce l’allarme negli ospedali

Nuova impennata dei contagi cresce l’allarme negli ospedali

Il tasso positivi-tamponi sale al 9,3%. Cala invece il numero delle vittime La Fondazione Gimbe avverte: gli effetti delle restrizioni non saranno immediati

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CAGLIARI. Una settimana di profondo rosso non è bastata per far scendere la curva dei contagi. I dati di ieri diffusi dall’Unità di crisi regionale confermano che il virus è tutt’altro che vinto e si sta anzi diffondendo da un capo all’altro dell’isola. I casi di positività accertati dall’inizio dell’emergenza sono 51.543 e l’ultimo bollettino rivela che nella sola giornata di ieri sono stati rilevati 351 nuovi contagi su un totale di 3.777 test eseguiti. Questo significa che il tasso di positività è salito al 9,3%. Un livello preoccupante che sommato ai dati sull’occupazione dei posti letto nei reparti covid e nelle terapie intensive lascia pochi margini alla speranza di un allentamento, in tempi brevi, delle restrizioni. L’unico dato positivo è il rallentamento del numero delle vittime. Ieri le persone che hanno perso la vita sono solo due (sabato erano state sei, venerdì nove). Cresce invece il numero delle persone ricoverate in ospedale in reparti non intensivi (sono 366) e quello dei pazienti più gravi ricoverati in Terapia intensiva (sono 58, tre più di sabato).

Le persone in isolamento domiciliare sono 17.642 mentre i guariti sono complessivamente 32.159 (+131) e le persone dichiarate guarite clinicamente sono 3. Nella divisione sul territorio, dei 51.543 casi positivi complessivamente accertati, 13.352 (+90) sono stati rilevati nella città metropolitana di Cagliari, 7.798 (+56) nel sud Sardegna, 4.479 (+68) a Oristano, 10.188 (+36) a Nuoro, 15.726 (+101) a Sassari.

Insomma chi sperava di poter tornare presto in zona bianca deve ricredersi e la stessa fondazione Gimbe avverte che gli effetti del lockdown di questi ultimi giorni non si vedranno almeno sino alla metà di maggio. Nelle prossime settimane cominceranno a scendere i nuovi casi e a ridursi la pressione sugli ospedali. Ma i tempi non saranno brevi. Va detto che la crescita del numero delle persone vaccinate rallenta la diffusione del virus e, come spiegano gli esperti «l’aumento delle temperature, che riduce l'effetto aerosol, e il rispetto delle regole, possono fare molto». In ogni caso, sembra difficile che possa ridursi in tempi brevi l'incidenza settimanale dei nuovi casi al di sotto di 50 per 100.000 abitanti, soglia massima per poter riprendere un tracciamento efficace. «La Fondazione

Anche sulle possibili riaperture Gimbe sembra scettica. «E’ una scelta che spetta alla politica – ha spiegato il presidente delle Fondazione Nino Cartabellotta – e che richiede la massima collaborazione della popolazione e un adeguato supporto dei servizi sanitari perché, con l'attuale livello di circolazione del virus, il ritorno al “liberi tutti” rischia di far impennare nuovamente la curva dei contagi e di compromettere definitivamente la stagione estiva».

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