L’ira delle donne: «Un maschilismo schifoso»
Il “padre nobile” del Movimento criticato anche dagli alleati di governo, l’imbarazzo dei 5 stelle
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ROMA. Quello che voleva essere lo sfogo di un padre, da due anni alle prese con una vicenda giudiziaria gravissima che vede coinvolto il figlio, si è trasformato in un boomerang politico dalle conseguenze ancora tutte da scoprire. La frase “quella ragazza era consenziente, se fosse stata stuprata non sarebbe andata a fare kitesurf” ha scatenato un mare di reazioni. I Cinque Stelle (non tutti) provano a difendere il “padre nobile” del Movimento ma su Beppe Grillo si abbattono le critiche, pesantissime anche degli alleati di governo. Il comico genovese viene accusato di utilizzare due pesi e due misure e c’è chi come Emanuele Fiano, membro della presidenza del gruppo Pd alla Camera, parla apertamente di «frasi schifose». «Grillo - sostiene il parlamentare - punta alla colpevolizzazione di colei che secondo l'accusa è stata stuprata dal figlio e questo dimostra quale sia la sua idea di giustizia: giustizialista con gli avversari, garantista con i figli, colpevolista con le donne che denunciano uno stupro. Un po’ come dire portava la minigonna, o era molto scollata. Attaccare i comportamenti delle vittime di stupro fa schifo».
Identica la posizione di Maria Elena Boschi, ex ministro di Italia Viva, e di tutte le deputate del Pd. «Non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati ma che Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso. Le sue parole – spiega la Boschi – sono piene di maschilismo e quando dice che la ragazza è sostanzialmente una bugiarda perché ci ha messo otto giorni a denunciare lo stupro fa un torto a tutte le donne vittime di violenza».
Poche, e un po’ imbarazzate, le voci a sostegno di Grillo. Vito Crimi, il capo politico del M5s si dichiara «umanamente vicino a Beppe, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando la ricerca di sensazionalismi». E anche la senatrice Paola Taverna si appella a un maggior riserbo da parte di tutti. «Ciò che prova Beppe a livello umano posso solo immaginarlo e da mamma gli sono vicina. La magistratura è al lavoro, perciò auspico che giornali e talk show lascino che questa vicenda si risolva, come è giusto che sia, in tribunale».
Identica la posizione di Maria Elena Boschi, ex ministro di Italia Viva, e di tutte le deputate del Pd. «Non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati ma che Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso. Le sue parole – spiega la Boschi – sono piene di maschilismo e quando dice che la ragazza è sostanzialmente una bugiarda perché ci ha messo otto giorni a denunciare lo stupro fa un torto a tutte le donne vittime di violenza».
Poche, e un po’ imbarazzate, le voci a sostegno di Grillo. Vito Crimi, il capo politico del M5s si dichiara «umanamente vicino a Beppe, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando la ricerca di sensazionalismi». E anche la senatrice Paola Taverna si appella a un maggior riserbo da parte di tutti. «Ciò che prova Beppe a livello umano posso solo immaginarlo e da mamma gli sono vicina. La magistratura è al lavoro, perciò auspico che giornali e talk show lascino che questa vicenda si risolva, come è giusto che sia, in tribunale».
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