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Morto carbonizzato nel rogo della sua roulotte

Morto carbonizzato nel rogo della sua roulotte

SAN SPERATE . Viveva in solitudine e da solo è morto atrocemente l'altra notte, carbonizzato nel rogo della roulotte che era diventata la sua abitazione dopo la separazione dalla moglie. La vittima...

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SAN SPERATE . Viveva in solitudine e da solo è morto atrocemente l'altra notte, carbonizzato nel rogo della roulotte che era diventata la sua abitazione dopo la separazione dalla moglie. La vittima si chiamava Giuseppe Carta, 62 anni di San Sperate, collaboratore scolastico nelle scuole medie del paese, conosciuto da tutti per la sua professione. I vigili del fuoco arrivati da Cagliari su segnalazione di qualcuno che aveva visto a distanza le fiamme, hanno spento l'incendio e si sono trovati davanti un corpo umano completamente carbonizzato, disteso sul letto dentro la roulotte bruciata. Sarebbe da escludere l'origine dolosa dell'incendio, così come quella di un atto delittuoso: lo hanno stabilito gli stessi vigili del fuoco e i carabinieri del Ris, giunti sul luogo della tragedia dopo i colleghi della stazione di San Sperate e della compagnia di Iglesias, così come il medico legale ha certificato che il decesso è avvenuto per intossicazione da monossido di carbonio sprigionatosi dentro la roulotte in fiamme. Poi il fuoco ha fatto il resto. Ipotesi più accreditata è che il rogo si sia sviluppato da una stufetta elettrica che l'uomo utilizzava per difendersi dal freddo. Il collaboratore scolastico, di carattere riservato, aveva scelto di fare una vita solitaria dopo la separazione dalla moglie. Era andato a vivere in roulotte, piazzata in un terreno messogli a disposizione da un amico in località Su Mori Is Sinziris. In una casupola accanto aveva ricavato un piccolo bagno e un locale di sgombero in cui conservava vecchi abiti, libri, musicassette e cianfrusaglie varie. A fargli compagnia solo tre cani, che martedì notte quando la casa su ruote del loro padrone bruciava, hanno abbaiato a lungo. Ma nessuno ha sentito il loro latrato e la tragedia si è compiuta senza si potesse far qualcosa per il povero bidello.(l.on)



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