trasporti
Tirrenia, Cin: rischio insolvenza I sindacati chiamano il ministro
SASSARI. Il futuro di Tirrenia si deciderà dopo il 6 maggio, quando i giudici del tribunale di Milano dovranno pronunciarsi sull’istanza di fallimento presentata dalla procura. Intanto, il gruppo...
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SASSARI. Il futuro di Tirrenia si deciderà dopo il 6 maggio, quando i giudici del tribunale di Milano dovranno pronunciarsi sull’istanza di fallimento presentata dalla procura. Intanto, il gruppo Onorato ha detto no alla controproposta dei commissari di Tirrenia in As, che verso l’attuale proprietà vanta un credito di 180 milioni. Cin e Moby esprimono «viva preoccupazione a fronte del rischio concreto che la posizione assunta dai commissari possa determinare l'insolvenza dell'intero Gruppo imprenditoriale, con conseguente apertura di un'ulteriore procedura di amministrazione straordinaria in capo alla società». Per Onorato da questo «potrebbe derivare non solo una diminuzione di valore per gli stessi creditori di Tirrenia, ma anche la perdita del posto di lavoro per gli oltre 6mila addetti». In una nota Cin ricorda di aver individuato un investitore internazionale, con il cui supporto ha presentato a tutti i suoi creditori un piano di ristrutturazione da cui potrebbe conseguire il rimborso dell'80% del credito vantato da Tirrenia. «La controproposta avanzata prevede una garanzia pari a circa il doppio del credito dalla stessa vantato». Intanto, Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al ministro Giovannini per chiedere un incontro urgente «per rappresentare le problematiche della vicenda e conoscere lo stato delle interlocuzioni che si stanno sviluppando con il Gruppo in considerazione degli esiti che la vicenda potrebbe produrre sui lavoratori che sono fortemente preoccupati. Fino ad oggi le tensioni sono state contenute dai sindacati all'interno di normali processi relazionali in tutti gli ambiti territoriali interessati dalla vicenda».
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