Staff, avanti a piccoli passi
Approvati due articoli su 11. Oggi vertice di maggioranza
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La maggioranza di centrodestra è riuscita a portare a casa il primo articolo del disegno di legge sul super staff della Regione. È stata una faticaccia, le opposizioni hanno giocato fino all’ultimo la carta dell’ostruzionismo, ma al momento della conta i contrari alla riforma sono usciti sconfitti. Però per andare avanti nella votazione, finora molto a rilento, la stessa maggioranza ha fatto sapere: «Dobbiamo confrontarci al nostro interno». E infatti oggi, a Villa Devoto, il governatore Solinas ha convocato un vertice con i segretari dei partiti che fanno parte dell’alleanza. Il super staff sarà l’unico argomento del faccia a faccia? Sicuramente no: dal caso Sardara ad alcune nomine, tutto questo e altro ancora potrebbe essere messo all’ordine del giorno del vertice.
Prova muscolare. Grazie alla forza dei numeri, leggi voti a disposizione, il centrodestra è riuscito ad approvare il primo articolo sugli undici della legge. Poi, nonostante la trappola del voto segreto, è riuscito a definire meglio, con un emendamento in corsa, compiti, funzioni e stipendio del segretario generale. Cioè di chi, secondo la riforma, dovrà organizzare, guidare e gestire l’apparato amministrativo. Innanzitutto, sarà un manager esterno all’attuale organico della Regione. Verrà scelto dalla Giunta e in particolare dal presidente, per «coordinare i futuri direttori di dipartimento ma anche le direzioni degli assessorati», e dovrà essere sempre lui ad «assicurare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, attuando gli indirizzi stabiliti dagli organi politici». Per quest’incarico fiduciario – si legge nell’emendamento – «non potrà percepire più di 240mila euro lordi l’anno». Sono obiettivi e cifre che fanno parte del nuovo articolo 2, per ora l’ultimo a essere stato approvato dal Consiglio prima del vertice di maggioranza. Come andrà avanti il dibattito sul resto della legge, lo si capirà solo dopo la riunione di stasera a Villa Devoto.
La muraglia. Le opposizioni hanno continuato nella loro tattica: l’ostruzionismo a oltranza. Perché, lo hanno ripetuto più volte, «questa legge è scandalosa, costosa e buona solo per soddisfare la bulimia di potere del centrodestra». Pd, LeU, Cinque stelle e Progressisti, ad esempio, hanno criticato la scelta esterna del segretario generale. Perché; è stata la domanda rivolta alla maggioranza, non potrà essere scelto fra gli alti dirigenti della Regione? Dirigenti, è stato sottolineato, che di recente sono stati giudicati «tutti eccellenti, ottenendo anche un significativo premio di produzione per il 2019». È invece proprio questa la prova, secondo sempre le opposizioni, che «il presidente della Regione vuole mettere su una struttura parallela di burocrati da poter tenere sempre sotto controllo, sotto scacco, e per controllare la struttura amministrativa, che invece dovrebbe essere indipendente rispetto a quella politica». All’inizio della prossima settimana, in aula, riprenderà il confronto sui costi della riforma. Sei milioni secondo le opposizioni, poco più di due per la maggioranza.
Prova muscolare. Grazie alla forza dei numeri, leggi voti a disposizione, il centrodestra è riuscito ad approvare il primo articolo sugli undici della legge. Poi, nonostante la trappola del voto segreto, è riuscito a definire meglio, con un emendamento in corsa, compiti, funzioni e stipendio del segretario generale. Cioè di chi, secondo la riforma, dovrà organizzare, guidare e gestire l’apparato amministrativo. Innanzitutto, sarà un manager esterno all’attuale organico della Regione. Verrà scelto dalla Giunta e in particolare dal presidente, per «coordinare i futuri direttori di dipartimento ma anche le direzioni degli assessorati», e dovrà essere sempre lui ad «assicurare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, attuando gli indirizzi stabiliti dagli organi politici». Per quest’incarico fiduciario – si legge nell’emendamento – «non potrà percepire più di 240mila euro lordi l’anno». Sono obiettivi e cifre che fanno parte del nuovo articolo 2, per ora l’ultimo a essere stato approvato dal Consiglio prima del vertice di maggioranza. Come andrà avanti il dibattito sul resto della legge, lo si capirà solo dopo la riunione di stasera a Villa Devoto.
La muraglia. Le opposizioni hanno continuato nella loro tattica: l’ostruzionismo a oltranza. Perché, lo hanno ripetuto più volte, «questa legge è scandalosa, costosa e buona solo per soddisfare la bulimia di potere del centrodestra». Pd, LeU, Cinque stelle e Progressisti, ad esempio, hanno criticato la scelta esterna del segretario generale. Perché; è stata la domanda rivolta alla maggioranza, non potrà essere scelto fra gli alti dirigenti della Regione? Dirigenti, è stato sottolineato, che di recente sono stati giudicati «tutti eccellenti, ottenendo anche un significativo premio di produzione per il 2019». È invece proprio questa la prova, secondo sempre le opposizioni, che «il presidente della Regione vuole mettere su una struttura parallela di burocrati da poter tenere sempre sotto controllo, sotto scacco, e per controllare la struttura amministrativa, che invece dovrebbe essere indipendente rispetto a quella politica». All’inizio della prossima settimana, in aula, riprenderà il confronto sui costi della riforma. Sei milioni secondo le opposizioni, poco più di due per la maggioranza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
