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[EMPTYTAG]I ristoranti pronti Ma a Milano c’è l’incubo pioggia

C'è chi misura la distanza tra i tavoli con il metro, chi allestisce i dehors e chi predispone i divisori in plexiglass per recuperare un po' di spazio e di posti. I ristoratori milanesi si preparano...

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C'è chi misura la distanza tra i tavoli con il metro, chi allestisce i dehors e chi predispone i divisori in plexiglass per recuperare un po' di spazio e di posti. I ristoratori milanesi si preparano alla ripartenza delle attività prevista per domani, dopo settimane di stop a causa della pandemia. Con l'ingresso della Lombardia in fascia gialla si potrà infatti tornare al bar e al ristorante ma solo all'esterno. A Milano però non tutti esultano perché chi non possiede spazi all'aperto dovrà proseguire con l'asporto e il delivery. In città, secondo Confcommercio, aprirà un locale su due perché il 50% delle attività non ha spazi all'aperto: la zona gialla rinforzata farà poi perdere 300 milioni in più rispetto a quella precedente in Lombardia alle imprese. Sulle riaperture c'è poi anche l'incognita del tempo perché la ripartenza a Milano coincide con previsioni di pioggia e calo delle temperature. Sui Navigli, zona della movida per eccellenza, è giornata di grandi preparativi: con i ristoratori che sono divisi tra un sentimento di speranza per la nuova riapertura e di delusione, per i provvedimenti del governo che discriminano una parte di loro. Dalla prossima settimana anche lo chef stellato, Claudio Sadler, riaprirà il suo locale a 1 stella Michelin sul Naviglio Pavese, ma il secondo ristorante che si trova lì accanto, la trattoria moderna, rimarrà chiuso perché non ha uno spazio all'aperto e continuerà con il delivery.

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