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In 450mila hanno ricevuto almeno una dose

In 450mila hanno ricevuto almeno una dose

Nieddu: forte accelerazione, impegni rispettati. Farina (Cisl): Figliuolo prenda in mano la campagna

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SASSARI. In cinque giorni in Sardegna sono state inoculate 53mila dosi di vaccino. Sono circa 450mila i sardi che hanno avuto almeno una dose. Nelle ultime 24 ore sono state somministrate 12.420 dosi e complessivamente in Sardegna si arriva all'85,6% delle inoculazioni rispetto alle fiale consegnate dalla struttura commissariale. Per l’Isola si dovrebbe passare dalle 11mila attuali alle 15mila per poi raggiungere le 17mila nel giro di pochi giorni. Un’accelerazione che arriverà anche dall’unica dose prevista per il siero Janssen della Johnson & Johnson che è stato distribuito dalla farmacia dell'ospedale del Binaghi a tutti gli hub e centri di prelievo territoriali.

C’è ancora un certo ritardo nella somministrazione agli anziani: sinora il 29 per cento degli over 80 non ha ancora ricevuto la prima dose mentre solo il 48 per cento ha completato il percorso con entrambe le dosi. Male anche la somministrazione ai pazienti fragili. Bene invece la situazione per personale sanitario e ospiti e personale delle Rsa. «Abbiamo dato una forte accelerazione alla campagna vaccinale - ha detto l'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, che ha inaugurato il nuovo hub a Pula insieme alla vicepresidente della Giunta, Alessandra Zedda -. La nostra capacità di vaccinazione è superiore ai quantitativi attualmente a nostra disposizione. Stiamo rispettando gli impegni. Nella giornata di lunedì siamo persino arrivati a terminare tutte le dosi a disposizione, salvo quelle necessarie per le seconde inoculazioni».

L’entusiasmo dell’assessore Nieddu non è però condiviso da tutti: «È opportuno che il generale Figliuolo prenda le redini della campagna vaccinale in Sardegna - dice Alberto Farina, segretario generale della federazione pensionati della Cisl -. Nonostante le ripetute promesse e le buone intenzioni, la Sardegna da sola non riesce a darsi una strategia razionale caratterizzata da efficacia, efficienza e velocità». Secondo il rappresentante sindacale «sono troppe le pastoie burocratiche e gli opportunismi di categoria per consentire di vincere normalmente quella che è diventata anche una guerra contro il tempo. L'Ats ha trasformato in un'inestricabile matassa perfino la vaccinazione dei “fragili”, una categoria finita in un limbo». La risposta di Nieddu non si è fatta attendere. «La Sardegna è fra le regioni che più ha accelerato nella campagna di vaccinazione – ha detto l’assessore –. Chi contesta questo fatto e parla di “caos”, invocando interventi salvifici, dimostra in primo luogo di non avere la minima cognizione dell'argomento, oltre a mancare di rispetto a tutti gli operatori sanitari e i volontari impegnati mattina e sera negli hub. Siamo assolutamente in linea con i target fissati dalla struttura commissariale e anche la campagna vaccinale dei soggetti fragili resta per noi una priorità assoluta. Su 77mila persone estremamente vulnerabili, circa 30mila hanno già ricevuto la prima dose di vaccino e il programma va avanti con la massima attenzione».

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