Imprese, aumenta la richiesta di credito

In Sardegna l’importo medio è di 57mila euro, un terzo in più rispetto al 2020. Maggiore l’incremento a Sassari

CAGLIARI. Per far fronte al fabbisogno di liquidità, nel 2020 le imprese italiane hanno intensificato la propensione a rivolgersi agli istituti finanziari, tendenza che si è confermata anche nel primo trimestre del 2021 con le richieste di credito che sono cresciute complessivamente del +28,7% rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto emerge dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif, primo società in Europa nelle informazioni creditizie. La Sardegna è la quarta regione per incremento delle richieste, preceduta solo da Sicilia, Lazio e Campania, con un incremento del 35,1 per cento, un importo medio richiesto di 57mila euro, uno dei più bassi, e con una variazione dell’importo rispetto all’anno precedente di un terzo. Venendo alle singole province, ci sono forti differenze tra i territori. Se Ogliastra e Nuoro hanno il minor incremento di richieste di liquidità, con il 17 per cento, le aree dove l’incremento è stato maggiore sono Cagliari e soprattutto Sassari, con il 46 per cento.

Gli importi medi si sono invece avvicinati tra le singole province, dai 40mila euro di Olbia-Tempio ai 64mila euro di Sassari, con le altre realtà tra questi estremi: l’Ogliastra, con 40mila euro ha però raddoppiato l’importo medio richiesto, che si è ridotto arrivando a cinquantamila euro nel sud Sardegna. L’incremento ha riguardato imprese individuali di capitali. Queste richieste comprendono tutte le richieste di credito presentate, con o senza le garanzie statali. La lettura che si può dare di questi incrementi è duplice. La prima è negativa e vede nell’avvicinarsi dell’importo medio richiesto da parte delle diverse province una situazione comune di difficoltà che non risparmia alcun territorio. L’altra è più rosea e vede nell’incremento del numero di richieste non solo una difesa dalla crisi ma anche la raccolta di finanziamenti, a tassi di interesse che rimangono contenuti come non mai (e non lo saranno per molto tempo ancora) per gli investimenti programmati per la imminente ripresa.

Secondo i diversi indicatori di istituti di ricerca e istituzioni pubbliche, il 2021 sarà segnato comunque da un segno ampiamente positivo di crescita, che però non compensa il calo del 2020. La ridotta capitalizzazione delle imprese sarde obbliga queste a rivolgersi al mercato anche per investimenti limitati. «Il rallentamento del ciclo economico continua a condizionare l’andamento dei flussi di cassa delle imprese, che in questa fase patiscono anche l’allungamento dei ritardi nei pagamenti commerciali, specie nei settori più ciclici ed esposti alle dinamiche dei consumi, i più colpiti dalla pandemia. Per molte aziende aumenterà l’esigenza di reperire significativi importi di nuova finanza entro il 2021, fino a coprire il 50% del fatturato per i settori più colpiti», commenta Simone Capecchi, executive Director di Crif. (g.cen.)

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