Stop alle vaccinazioni: «Non ci sono più dosi»
di Roberto Petretto
Temussi (Ats): «Difficile programmare con esattezza realtà complesse» Ma l’intoppo di Sassari potrebbe avere conseguenze: «Qualcosa cambierà»
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SASSARI. Domenica senza dosi a Sassari, stop alle somministrazioni ad Alghero ieri. Fiale esaurite anche a Olbia: cosa sta accadendo alla campagna vaccinale nel nord Sardegna?
«Negli ultimi 10 giorni il rapporto di disponibilità di vaccini si è invertito - spiega il commissario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi -. Prima avevamo una carenza di Pfizer e Moderna e disponibilità di AstraZeneca. Tanto che avevamo deciso di iniziare le procedure di vaccinazione per over 70 e anche over 60. Poi siamo stati costretti a rallentare con gli over 70 e 60 per indirizzarci di nuovo verso pazienti fragili e i pochi over 80 che ancora ci restano. Ormai AstraZeneca ne abbiamo pochissimi. Da venerdì abbiamo chiamato i fragili che stavano aspettando da tempo. Non li avremmo potuti chiamare prima perchè non avevamo le dosi sufficienti di Pfizer e Moderna».
Qualcosa cambierà. La programmazione è fatta dagli uomini: possono esserci stati degli errori di valutazione? «Posso dire questo: stiamo ragionando sull'organizzazione dell'Hub vaccinale di Sassari. Incontrerò i responsabili nei prossimi giorni - promette Temussi - e presto potrebbero esserci modifiche».
Evitare nuovi stop. Le persone a cui è stato detto di tornare a casa, magari dopo lunghe attese, e di ritornare in un altro giorno, magari imprecisato, vorrebbero però capire meglio il perchè di questi disagi: «I disagi sono dovuti al fatto che superiamo quotidianamente la quota assegnata - dice ancora Temussi -. Facciamo più vaccini di quelli che abbiamo. In sostanza sono finiti i vaccini. Stiamo facendo in modo che non succeda più, per non essere costretti a fermarci nuovamente come è accaduto domenica a Sassari. Dobbiamo omogeneizzare le scorte, almeno fino alla prossima settimana, quando le dosi dovrebbero arrivare in modo abbondante». Ieri è arrivato un assaggio: 3.600 dosi di AstraZeneca e 6.500 di Moderna. In settimana sono attese altre 60mila dosi di Pfizer.
Alghero e Sassari. Sino a ieri Alghero ha viaggiato senza intoppi, poi lo stop è arrivato anche lì. Ma nella riviera del corallo le cose sembrano andare meglio. «Alghero ha programmato, ma bisogna ricordare che l’hub di Sassari è sette volte più grande, il più grande della Sardegna e quindi ha una complessità gestionale superiore, richiede un maggiore sforzo di programmazione - precisa il commissario dell’Ats -. A Sassari sono finiti i vaccini. Era stata fatta una programmazione settimanale e dimensionata la richiesta di vaccini sulla base di quella programmazione. Ma non sempre è facile rispettare le previsioni».
Previsioni difficili. «È capitato spesso che su AstraZeneca ci fossero molte rinunce e quindi rimanevano dosi disponibili. Quindi ora stiamo facendo un leggero overbooking, ovvero prenotiamo più persone delle dosi disponibili, ma è difficile prevedere con esattezza l’andamento. Le faccio un esempio - precisa ancora Temussi -: nei giorni scorsi a Cagliari avevamo prenotato 800 persone: se ne sono presentate 400. E chi rinuncia quasi mai ci avverte. Così il giorno dopo abbiamo rimodulato con 400 dosi. Ebbene, si sono presentati in 700. Tutto questo per dire che ci troviamo spesso ad affrontare troppe variabili. Stiamo facendo uno sforzo incredibile per ipotizzare delle medie che ci consentano di programmare con la massima precisione possibile. Però capita che ci sia una percentuale di persone che non si presenta. Succede anche con i soggetti fragili. Qualche giorno fa ne abbiamo contattato tanti, ma almeno 200 ci hanno risposto che non sarebbero venuti perché prima dovevano sentire il proprio specialista. 200, mica 3 o 4. Come la affronti una variabile di questo tipo?».
La situazione. «Di AstraZeneca non ne abbiamo praticamente più. Ce ne sono ancora delle dosi negli hub che li avevano prenotati. Ma mercoledì o giovedì dovrebbe arrivare la nuova fornitura. Comunque sia stiamo lavorando a scorte zero. Siamo stati anche ripresi dal commissario nazionale e invitati a rispettare la tabella di marcia, senza fare più vaccini di quelli stabiliti».
Strada tortuosa. I vaccini, dal loro arrivo nell’isola, seguono una strada tortuosa. Alcuni, ad esempio , arrivano ad Alghero, vanno a Cagliari e poi tornano nel nord Sardegna. Perché? «È vero che il sistema di trasporto è abbastanza complesso. Purtroppo c’è un problema: il trasporto deve essere effettuato su mezzi dotati di un datalogger che registri costantemente la temperatura, per essere sicuri che durante tutta la fase del trasporto non ci siano variazioni. Ebbene, c’è una sola ditta che ci assicura questo tipo di servizio e deve rifornire tutta la Sardegna. Tra l’altro la nostra isola ha un sistema viario complesso e tempi di percorrenza lunghi per arrivare in tutti i punti 75 punti di vaccinazione, che presto aumenteranno ulteriormente: ci sono 60 richieste dei Comuni».
«Negli ultimi 10 giorni il rapporto di disponibilità di vaccini si è invertito - spiega il commissario dell’Ats-Ares, Massimo Temussi -. Prima avevamo una carenza di Pfizer e Moderna e disponibilità di AstraZeneca. Tanto che avevamo deciso di iniziare le procedure di vaccinazione per over 70 e anche over 60. Poi siamo stati costretti a rallentare con gli over 70 e 60 per indirizzarci di nuovo verso pazienti fragili e i pochi over 80 che ancora ci restano. Ormai AstraZeneca ne abbiamo pochissimi. Da venerdì abbiamo chiamato i fragili che stavano aspettando da tempo. Non li avremmo potuti chiamare prima perchè non avevamo le dosi sufficienti di Pfizer e Moderna».
Qualcosa cambierà. La programmazione è fatta dagli uomini: possono esserci stati degli errori di valutazione? «Posso dire questo: stiamo ragionando sull'organizzazione dell'Hub vaccinale di Sassari. Incontrerò i responsabili nei prossimi giorni - promette Temussi - e presto potrebbero esserci modifiche».
Evitare nuovi stop. Le persone a cui è stato detto di tornare a casa, magari dopo lunghe attese, e di ritornare in un altro giorno, magari imprecisato, vorrebbero però capire meglio il perchè di questi disagi: «I disagi sono dovuti al fatto che superiamo quotidianamente la quota assegnata - dice ancora Temussi -. Facciamo più vaccini di quelli che abbiamo. In sostanza sono finiti i vaccini. Stiamo facendo in modo che non succeda più, per non essere costretti a fermarci nuovamente come è accaduto domenica a Sassari. Dobbiamo omogeneizzare le scorte, almeno fino alla prossima settimana, quando le dosi dovrebbero arrivare in modo abbondante». Ieri è arrivato un assaggio: 3.600 dosi di AstraZeneca e 6.500 di Moderna. In settimana sono attese altre 60mila dosi di Pfizer.
Alghero e Sassari. Sino a ieri Alghero ha viaggiato senza intoppi, poi lo stop è arrivato anche lì. Ma nella riviera del corallo le cose sembrano andare meglio. «Alghero ha programmato, ma bisogna ricordare che l’hub di Sassari è sette volte più grande, il più grande della Sardegna e quindi ha una complessità gestionale superiore, richiede un maggiore sforzo di programmazione - precisa il commissario dell’Ats -. A Sassari sono finiti i vaccini. Era stata fatta una programmazione settimanale e dimensionata la richiesta di vaccini sulla base di quella programmazione. Ma non sempre è facile rispettare le previsioni».
Previsioni difficili. «È capitato spesso che su AstraZeneca ci fossero molte rinunce e quindi rimanevano dosi disponibili. Quindi ora stiamo facendo un leggero overbooking, ovvero prenotiamo più persone delle dosi disponibili, ma è difficile prevedere con esattezza l’andamento. Le faccio un esempio - precisa ancora Temussi -: nei giorni scorsi a Cagliari avevamo prenotato 800 persone: se ne sono presentate 400. E chi rinuncia quasi mai ci avverte. Così il giorno dopo abbiamo rimodulato con 400 dosi. Ebbene, si sono presentati in 700. Tutto questo per dire che ci troviamo spesso ad affrontare troppe variabili. Stiamo facendo uno sforzo incredibile per ipotizzare delle medie che ci consentano di programmare con la massima precisione possibile. Però capita che ci sia una percentuale di persone che non si presenta. Succede anche con i soggetti fragili. Qualche giorno fa ne abbiamo contattato tanti, ma almeno 200 ci hanno risposto che non sarebbero venuti perché prima dovevano sentire il proprio specialista. 200, mica 3 o 4. Come la affronti una variabile di questo tipo?».
La situazione. «Di AstraZeneca non ne abbiamo praticamente più. Ce ne sono ancora delle dosi negli hub che li avevano prenotati. Ma mercoledì o giovedì dovrebbe arrivare la nuova fornitura. Comunque sia stiamo lavorando a scorte zero. Siamo stati anche ripresi dal commissario nazionale e invitati a rispettare la tabella di marcia, senza fare più vaccini di quelli stabiliti».
Strada tortuosa. I vaccini, dal loro arrivo nell’isola, seguono una strada tortuosa. Alcuni, ad esempio , arrivano ad Alghero, vanno a Cagliari e poi tornano nel nord Sardegna. Perché? «È vero che il sistema di trasporto è abbastanza complesso. Purtroppo c’è un problema: il trasporto deve essere effettuato su mezzi dotati di un datalogger che registri costantemente la temperatura, per essere sicuri che durante tutta la fase del trasporto non ci siano variazioni. Ebbene, c’è una sola ditta che ci assicura questo tipo di servizio e deve rifornire tutta la Sardegna. Tra l’altro la nostra isola ha un sistema viario complesso e tempi di percorrenza lunghi per arrivare in tutti i punti 75 punti di vaccinazione, che presto aumenteranno ulteriormente: ci sono 60 richieste dei Comuni».
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