Un mare di cocaina dalla Spagna all’Italia Nella banda due sardi
In cella il cagliaritano Paolo Gaviano e l’orgosolese Luca Bassu A dirigere lo spaccio un detenuto nel carcere di Biella
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NUORO. Il capo del narcotraffico comandava dal carcere. Si scambiava i pizzini con la fidanzata e la sorella durante i colloqui. E poi usava i telefonini che le donne, in qualche modo, riuscivano a passargli di nascosto. L'indagine dei carabinieri del Ros è stata lunga e laboriosa ma, alla fine, tutto il gruppo è caduto nella rete: nove arresti e sequestri conservativi di beni per 700 mila euro hanno caratterizzato un blitz scattato ieri all'alba a Torino e che si è esteso a Cagliari, Nuoro e in altre città italiane. Il boss era Giuseppe Nerbo junior, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, i sui presunti complici sardi sono Paolo Gaviano, 50 anni di Cagliari, e Luca Bassu, di 43 di Orgosolo. I due, secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbero importato la droga che poi veniva smerciata nel mercato isolano. Ora dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e per svariati episodi di produzione, detenzione e spaccio, con l'aggravante della transnazionalità.
Gaviano e Bassu sono considerati dagli inquirenti molto vicini a Giuseppe Nerbo Juonior, considerato in buoni rapporti con il clan 'ndranghetista piemontese degli Agresta ma capace di ritagliarsi la propria fetta di autonomia nel ricco business della droga. Lo avevano arrestato nel 2017 a Barcellona, in Spagna, dove si era nascosto insieme ai suoi fedelissimi per sfuggire alla cattura nelle indagini sull'omicidio di un orefice, Patrizio Piatti, ammazzato a Monteu Roero (Cuneo) nel 2015 in quello che si rivelò essere un tentativo di rapina andato male. “Junior”, una volta estradato, venne rinchiuso nel carcere di Aosta. Ma le sbarre della cella non gli impedirono di importare stupefacente dall'estero. Già alla fine del 2017 gli investigatori riuscirono a bloccare un paio di grossi carichi: uno, di 153 chili di hashish, era dentro alcuni frigoriferi (dentro i quali i trafficanti avevano piazzato dei gps per monitorarne il tragitto) in partenza da Genova per la Sardegna. Nel 2018 venne scoperto e trasferito a Biella. A quel punto, secondo gli inquirenti, furono la sorella Pamela e la fidanzata Fabiola a prendere in pugno la situazione, gestendo una banda così affiatata che i suoi componenti rifiutavano le offerte di altre gang. Il gruppo criminale si sarebbe specializzato nel traffico di droga dalla Spagna all'Italia con ramificazioni in Sardegna, Piemonte e Sicilia. Fiumi di cocaina, hascisc e anfetamine che alimentavano i mercati nazionali.
Gaviano e Bassu sono considerati dagli inquirenti molto vicini a Giuseppe Nerbo Juonior, considerato in buoni rapporti con il clan 'ndranghetista piemontese degli Agresta ma capace di ritagliarsi la propria fetta di autonomia nel ricco business della droga. Lo avevano arrestato nel 2017 a Barcellona, in Spagna, dove si era nascosto insieme ai suoi fedelissimi per sfuggire alla cattura nelle indagini sull'omicidio di un orefice, Patrizio Piatti, ammazzato a Monteu Roero (Cuneo) nel 2015 in quello che si rivelò essere un tentativo di rapina andato male. “Junior”, una volta estradato, venne rinchiuso nel carcere di Aosta. Ma le sbarre della cella non gli impedirono di importare stupefacente dall'estero. Già alla fine del 2017 gli investigatori riuscirono a bloccare un paio di grossi carichi: uno, di 153 chili di hashish, era dentro alcuni frigoriferi (dentro i quali i trafficanti avevano piazzato dei gps per monitorarne il tragitto) in partenza da Genova per la Sardegna. Nel 2018 venne scoperto e trasferito a Biella. A quel punto, secondo gli inquirenti, furono la sorella Pamela e la fidanzata Fabiola a prendere in pugno la situazione, gestendo una banda così affiatata che i suoi componenti rifiutavano le offerte di altre gang. Il gruppo criminale si sarebbe specializzato nel traffico di droga dalla Spagna all'Italia con ramificazioni in Sardegna, Piemonte e Sicilia. Fiumi di cocaina, hascisc e anfetamine che alimentavano i mercati nazionali.
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