Dalla ditta traslochi al calcio, la nuova vita del talent scout

Il sogno di Samuele Mura è diventato realtà: fa il procuratore sportivo a Londra. «Vado a caccia di campioni in erba per la Premier League e la Championship»

SASSARI. Nel 2018 era un progetto da tenere segreto, un sogno legato a una passione viscerale. Tre anni dopo è diventato realtà. Samuele Mura, 32enne di Jerzu, è un procuratore sportivo della società “Stars and Partners” e si occupa delle intermediazioni con i calciatori inglesi, meglio se giovani e talentuosi. Samuele li segue nei campionati di categoria ma anche nelle leghe professionistiche, dalla mitica Premier League alla Championship, la serie B inglese, sino alla League One, che corrisponde alla C italiana. Il suo teatro dei sogni è Londra, un bacino calcistico immenso dove muoversi, anche a ritmo di quattro partite al giorno, quando il calcio non aveva fatto i conti con la pandemia. Poi è iniziato lo scouting da remoto, su video, e gli incontri su zoom, a distanza. Ma il Regno Unito marcia ad alta velocità verso l’immunità di gregge, con più della metà della popolazione che ha ricevuto la prima dose di vaccino, presto gli stadi riapriranno e anche il lavoro di Samuele profumerà nuovamente di sogni e di erba fresca.



Gli inizi. Il pallone è sempre stato una passione per Samuele. Quando ha iniziato la vita da imprenditore fondando la Traslo Service, l’orizzonte era organizzare traslochi da tutta l’Europa verso l’Inghilterra. Nel 2014 l’azienda si è spostata dalla Sardegna a Londra e il calcio ha fatto la prima capatina nella vita professionale del giovane ogliastrino sotto forma di collaborazione con il Crystal Palace, storico club calcistico di Londra. La Traslo si occupava già della logistica dei trasferimenti dei calciatori, tra cui Flamini, Benatia, Okaka: «Ma quella è stata una grande vetrina che ci ha fatti conoscere», aggiunge Samuele che aveva anche sponsorizzato il club. Il mondo delle procure, però, era ancora lontano. Un passo deciso verso il nuovo orizzonte è arrivato con la nascita della seconda impresa, la Edith Media: «Ci occupiamo dello sviluppo delle attività aziendali sui social. Edith media ci ha fatto entrare in contatto con numerosi ex calciatori molto famosi», spiega ancora Samuele. Ma il contatto diretto è arrivato tramite un altro esperto di vite calcistiche, soprattutto nel caso di investimenti nel mondo del vino, una diversificazione che piace ai calciatori. Il mentore in questo caso è stato Fabio Cordella, ex direttore sportivo ed esperto di vini che ha deciso di miscelare le due passioni mettendo insieme una squadra di produttori dai piedi raffinati: nella scuderia ci sono Candela, Asprilla, Sneijder, Zamorano, Ronaldinho e l’eterno Gigi Buffon: «Fabio mi ha voluto vicino e ho visto quello che faceva. Ho conosciuto Amauri, Zamorano e Miccoli. Proprio l’agenzia dell’ex numero 10 del Palermo cercava una figura professionale con base in Inghilterra». L’occasione ha iniziato a tramutarsi in realtà una volta che Samuele ha ottenuto in Uk la licenza di “Fi Intermediary” e si è concretizzata quando le segnalazioni che arrivavano da Londra hanno convinto anche la Stars and Partners e i club che sono in contatto con l’agenzia.

Lavoro sul campo. Ci vuole passione per sorbirsi un numero illimitato di partite, anche delle serie minori. E per scoprire un talento, soprattutto se ancora fuori dai radar delle “big”, ci vuole un occhio allenato: «Non è per nulla facile, soprattutto se si considera che in Inghilterra anche i giocatori delle giovanili hanno già un procuratore, soprattutto se sono talentuosi. Per questo io cerco di valutarne la personalità, voglio capire se possono avere una chance». L’esempio arriva dalle giovanili dell’Arsenal: «Mi ha contattato il padre di un ragazzo dell’under 18 che era stato appena tagliato dalla squadra. Mi ha chiesto una mano – racconta Samuele –. Per lui sembrava non ci fosse spazio nel calcio professionistico ma non ci siamo arresi. Ha giocato per qualche mese in una squadra di dilettanti, in un torneo equiparabile all’eccellenza, facendo benissimo. Diciotto mesi dopo si è fatto vivo un club di Championship e dopo qualche settimana di ambientamento ha finalmente esordito in prima squadra». Quando si parla di Championship o di League One, la B e la C inglesi, non si deve fare l’errore di equipararle ai corrispettivi italiani: «Sono in un altro pianeta, soprattutto per quanto riguarda i settori giovanili e le strutture che hanno a disposizione – conferma Samuele –. Ci sono club di League One che sono più organizzati di alcune italiane di Serie A». Non è una forzatura, soprattutto per i settori giovanili. Lo dimostra la quantità di giovani inglesi di talento che si fanno vedere nei campo di tutta Europa: «Foden del City, Greenwood dello United, Mount del Chelsea ma anche Bellingham e Sancho del Dortmund, Rice del West Ham e perché no, Alexander-Arnold del Liverpool che ha 22 anni. E per i giovani si arrivano a spendere cifre mostruose. Faccio un esempio, probabilmente poco conosciuto in Italia: Harvey Elliott è un 2003 e il Liverpool ha speso 14 milioni per prenderlo dal Fulham. Poi lo ha dato in prestito al Blackburn». Alla fine, tutto il mondo è paese e la Manica non basta a fermare le spese pazze dei club. Nemmeno durante la pandemia. Proprio il virus ha rivoluzionato anche il mondo dei procuratori, degli agenti e dei talent scout: «Sono costretto a lavorare con i video, gli incontri si svolgono su zoom... ma tra poco si ricomincia».

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