Arrivano 63mila dosi Vaccini avanti tutta
In distribuzione le nuove scorte nei vari hub dell’isola, ora si può accelerare Il target è fissato il 11-12mila inoculazioni al giorno ed è destinato a salire
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CAGLIARI. Messi in sicurezza anche gli over 65, fra maggio e giugno «penseremo a tutti gli altri senza fare più distinzioni d’età». All’indomani del record nazionale appena raggiunto, con mezzo milione di vaccinazioni al giorno, il generale-commissario Francesco Paolo Figliuolo ha alzato subito l’asticella: «Dobbiamo arrivare a inoculare il 90 per cento delle dosi a disposizione di ciascuna Regione». Il messaggio è arrivato forte e chiaro anche in Sardegna: d’ora in poi la media settimanale delle vaccinazioni dovrà essere più costante e mai al di sotto delle 11-12mila quotidiane. È questo il ritmo che l’alto ufficiale degli alpini ha imposto, perché a maggio «arriveranno più dosi del previsto e quindi avremo a disposizione un enorme potenziale», ha aggiunto. Per la verità, qualche settimana fa, la Sardegna il suo record l’ha raggiunto con 13mila vaccinazioni al giorno, cioè 2mila in più rispetto al tetto a previsto, ma poi c’è stato un calo repentino fino a poco più di 10mila. Secondo una ricostruzione della cabina di regia regionale, prima del 28 aprile quel «rallentamento sarebbe stato sollecitato proprio dall’Ufficio del commissario, perché eravamo andati anche oltre, rischiando così d’intaccare le scorte». Qualunque sia stato il motivo del recente stop, nelle prime due settimane di maggio il ritmo dovrà stabilizzarsi, considerando che la stessa Ats-Ares ha dichiarato di aver messo in campo una filiera capace di garantire oltre 15mila vaccinazioni giornaliere, ma con la possibilità di arrivare a 17mila con l’apertura di altri mini-hub nei Comuni e con la partecipazione a tutto campo dei medici di famiglia. Medici che, però, sono sul piede di guerra non solo in Sardegna, ma dappertutto: si sentono ancora emarginati per le poche dosi destinate alle vaccinazioni domiciliari. Risolto anche questo problema, non da poco, la campagna dovrebbe avere il secondo scatto decisivo.
La zona grigia. Dal canto suo la Sardegna ha un secondo problema importante sul tappeto: le vaccinazioni dei pazienti fragili e fragilissimi. Le polemiche sono rimaste tali dopo l’ultimo confronto aspro fra la Regione e le associazioni di chi doveva essere convocato fra i primi, con la massima priorità, mentre molto di loro non sanno ancora quando verranno convocati. In queste ore l’Ats-Ares ha fatto sapere di essere impegnata ad evitare che si ripetano le incomprensioni della settimana scorsa, con chiamate molto mirate e prenotazioni più centrate, anche in base alle disposizioni dei medici di famiglia sulla situazione clinica dei pazienti fragili e fragilissimi. Domani, in Consiglio regionale, ci sarà un confronto proprio su questo tema fra l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, il commissario dell’Azienda, Massimo Temussi, e i partiti di maggioranza e opposizione. È molto probabile che, in quella sede, si capiranno meglio le correzioni decise per evitare nuove contrapposizioni fra la Regione e le associazioni.
La dotazione. Alla Sardegna sono stati assegnati altri 62mila e 500 vaccini. Sabato le «pizze» sono state stoccate nel centro regionale dell’ospedale Binaghi di Cagliari e la distribuzione capillare è cominciata subito dopo. In particolare sono arrivate 51.200 dosi AstraZeneca, 7mila Moderna e 4.300 Johnson&Johnson. Fra oggi e domani dovrebbe essere consegnata anche una partita consistente di Pfizer. Il grosso, comunque, dovrebbe arrivare nella seconda settimana di maggio. Figliuolo ha annunciato: «Sono in arrivo 17 milioni di dosi, ma sono sicuro che alla fine saranno 25 milioni». All’interno di questa forbice, le consegne in Sardegna dovrebbero oscillare fra 459mila e 675mila dosi suddivise fra più forniture.
La situazione. Utilizzando in media l’80 per cento delle dosi ricevute, la Sardegna – secondo il report del Governo – ha vaccinato 150.154 over 80, con una copertura molto alta rispetto al target di partenza. Poi 75.799 fra soggetti fragili e familiari che li assistono e altrettanti (mentre sarebbero 83mila secondo la Regione) nella fascia 70-79 anni, e infine poco meno della metà per quanto gli over 60. «Sulla somministrazione del vaccino agli over 80 ci siamo – ha detto il generale Figliuolo – Sugli over 70 siamo lì, sugli over 60 è opportuno insistere. Dobbiamo completare queste fasce d’età, per poi aprire, a cavallo fra maggio e giugno, alle altre classi». Per concludere con il consueto messaggio di stimolo per le Regioni: «Abbiamo a disposizione un grande potenziale per centrare il bersaglio. Dobbiamo solo affinare meglio l’organizzazione». (ua)
La zona grigia. Dal canto suo la Sardegna ha un secondo problema importante sul tappeto: le vaccinazioni dei pazienti fragili e fragilissimi. Le polemiche sono rimaste tali dopo l’ultimo confronto aspro fra la Regione e le associazioni di chi doveva essere convocato fra i primi, con la massima priorità, mentre molto di loro non sanno ancora quando verranno convocati. In queste ore l’Ats-Ares ha fatto sapere di essere impegnata ad evitare che si ripetano le incomprensioni della settimana scorsa, con chiamate molto mirate e prenotazioni più centrate, anche in base alle disposizioni dei medici di famiglia sulla situazione clinica dei pazienti fragili e fragilissimi. Domani, in Consiglio regionale, ci sarà un confronto proprio su questo tema fra l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, il commissario dell’Azienda, Massimo Temussi, e i partiti di maggioranza e opposizione. È molto probabile che, in quella sede, si capiranno meglio le correzioni decise per evitare nuove contrapposizioni fra la Regione e le associazioni.
La dotazione. Alla Sardegna sono stati assegnati altri 62mila e 500 vaccini. Sabato le «pizze» sono state stoccate nel centro regionale dell’ospedale Binaghi di Cagliari e la distribuzione capillare è cominciata subito dopo. In particolare sono arrivate 51.200 dosi AstraZeneca, 7mila Moderna e 4.300 Johnson&Johnson. Fra oggi e domani dovrebbe essere consegnata anche una partita consistente di Pfizer. Il grosso, comunque, dovrebbe arrivare nella seconda settimana di maggio. Figliuolo ha annunciato: «Sono in arrivo 17 milioni di dosi, ma sono sicuro che alla fine saranno 25 milioni». All’interno di questa forbice, le consegne in Sardegna dovrebbero oscillare fra 459mila e 675mila dosi suddivise fra più forniture.
La situazione. Utilizzando in media l’80 per cento delle dosi ricevute, la Sardegna – secondo il report del Governo – ha vaccinato 150.154 over 80, con una copertura molto alta rispetto al target di partenza. Poi 75.799 fra soggetti fragili e familiari che li assistono e altrettanti (mentre sarebbero 83mila secondo la Regione) nella fascia 70-79 anni, e infine poco meno della metà per quanto gli over 60. «Sulla somministrazione del vaccino agli over 80 ci siamo – ha detto il generale Figliuolo – Sugli over 70 siamo lì, sugli over 60 è opportuno insistere. Dobbiamo completare queste fasce d’età, per poi aprire, a cavallo fra maggio e giugno, alle altre classi». Per concludere con il consueto messaggio di stimolo per le Regioni: «Abbiamo a disposizione un grande potenziale per centrare il bersaglio. Dobbiamo solo affinare meglio l’organizzazione». (ua)
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