Investito e ucciso da un connazionale dopo la festa di nozze
di Luciano Onnis
Un 36enne nigeriano è stato schiacciato contro un muro Indagine lampo dei carabinieri: «Non è stato un incidente»
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QUARTU. Ha deliberatamente ucciso il connazionale schiacciandolo contro il muro con l’auto lanciata in retromarcia. Indagine lampo dei carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Quartu che hanno fatto piena luce su quello che voleva essere fatto apparire come un incidente fortuito e che invece si è poi rivelato un omicidio intenzionale. Il nigeriano 36enne Oshoman Friday, residente a Elmas e regolare in Italia dove fino a poco tempo fa faceva il manovale, è stato ucciso dal connazionale Osazee Igbinoghodua, 41 anni, anche lui regolare in Italia ma disoccupato, dopo un diverbio scoppiato per banali motivi - e forse qualche bicchiere di troppo -, avvenuto nel corso del festeggiamento di un matrimonio, nonostante i divieti di assembramento, in un locale di Quartu non distante dal luogo dell’omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, diretti dal capitano Giovanni Russo e coordinati dalla pm Virginia Grilletti, i due nigeriani sarebbero andati via separatamente a fine festa, intorno alla 1 della notte fra domenica e lunedì. La vittima si è diretta verso il centro di Quartu lungo la via Pirastu, nella zona artigianale a ridosso della statale 554, probabilmente in compagnia di altri connazionali, e mentre camminava a bordo strada è transitato il presunto omicida alla guida di una Opel Astra intestata a una società di nigeriani che a pagamento cede in uso auto ai propri connazionali. Il conducente ha intravisto il rivale e, dopo averlo superato, avrebbe fatto retromarcia a forte velocità fino a schiacciarlo contro un muro, uccidendolo all’istante. Poi la vettura, che non era assicurata, così come il conducente non aveva una patente di guida europea, ha strisciato in velocità contro un cancello, è salita sul marciapiedi abbastanza alto e si è rovesciata su un fianco, imprigionando il conducente nell’abitacolo dato che tutte le portiere si erano bloccate. Mentre la vittima è morta sul colpo con il bacino schiacciato, l’investitore è riuscito a sfondare il parabrezza anteriore con i piedi e darsi alla fuga, non curandosi del connazionale. Solo l’indomani mattina alle 9, temendo di essere stato visto dagli altri connazionali che percorrevano via Pirastu, si è presentato in caserma per raccontare la sua versione dell’incidente, sostenendo che si era trattato di un investimento involontario. Gli inquirenti, anche con l’apporto del medico legale, hanno però smontato pezzo per pezzo il suo racconto e lo hanno fermato per omicidio volontario. Il magistrato ha disposto il provvedimento restrittivo nel carcere di Uta.
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