La Nuova Sardegna

M5s e Pd: «Basta proroghe più garanzie per l’isola»

di Alessandro Pirina
M5s e Pd: «Basta proroghe più garanzie per l’isola»

I deputati dubbiosi dopo il patto tra le grandi compagnie sulla Olbia-Civitavecchia Critiche a Solinas: la Regione deve avere più potere ma questa giunta è immobile 

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SASSARI. La pace dei mari sembra fare più gli interessi delle grandi compagnie navali che dei sardi. L’armistizio tra Cin Tirrenia, Grimaldi e Gnv sulla tratta Olbia-Civitavecchia ha fatto sobbalzare un po’ tutti, abituati ormai a uno scontro decennale - soprattutto tra Onorato e Grimaldi - in cui non veniva risparmiato nessun tipo di colpo. Ma, complice la pandemia che ha travolto anche il sistema dei collegamenti marittimi, le compagnie hanno accettato il patto che in qualche modo garantisce anche la loro sopravvivenza. Perché il ministero ha prorogato la continuità per altri due anni e Tirrenia - su cui pende l’istanza di fallimento che potrebbe essere decisa già domani - ha accettato di cedere alcuni slot a Grimaldi e Gnv. Il patto, che riguarda solo i mesi da ottobre a maggio, per ora resterà in vigore un mese, fino al 31 maggio in forma sperimentale, ma l’obiettivo è farlo diventare strutturale fino al maggio 2023.

I dubbi di Marino. Ma questa soluzione, per quanto provvisoria, non piace al deputato del Movimento 5 stelle, Nardo Marino, autore di una proposta di legge che punta a rendere la continuità marittima un punto fermo nei rapporti tra Stato e Regione. «Secondo me quella intrapresa oggi non è la direzione giusta – dice il parlamentare –. Io ero già preoccupato dall’inizio, la decisione di affidare i bandi a Invitalia non mi convinceva. E i risultati parlano chiaro. Noi abbiamo bisogno di una norma di rango primario che metta in sicurezza la continuità per gli anni addivenire». Quello a cui ambisce la sua proposta di legge. «È già calendarizzata ma non è ancora partito l’iter – spiega –. È un disegno di legge che mette al centro delle scelte la Regione, al di là di chi la governa. In questo modo invece la Regione non ha voce in capitolo e non è una cosa secondaria. Ma anche il fatto che il bando sia stato aggiudicato per soli due anni dimostra che si sta navigando a vista».

Il silenzio della Regione. Marino, dunque, insiste sulla sua proposta di legge, che potrebbe essere messa insieme a quella della collega del Pd, Romina Mura. «Serve una procedura simile a quella per la continuità aerea. Conferenza di servizi, la Regione che fa il bando, perché è una scelta che riguarda noi. Quello che mi dà più fastidio è il silenzio della Regione: siamo davanti a un piano Marshall per tutta Italia e ogni euro messo in campo arriverà anche in Sardegna. Ma da parte della Regione non c’è alcuna visione, strategia. Sono contento che abbiamo portato a casa 170 milioni per il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia, ma solo perché la giunta Pigliaru aveva stanziato 1 milione per il progetto. Da questa giunta invece anziché progetti solo linee guida». Anche Romina Mura non vede di buon occhio la proroga «ma purtroppo si sta agendo in emergenza. E quando le convenzioni scadono bisogna comunque garantire il servizio. Detto questo – aggiunge – sono d’accordo con Nardo Marino: deve esserci una disposizione di legge che stabilisce che lo Stato debba occuparsi di continuità marittima come di quella aerea. Al momento, invece, è considerata solo un fatto amministrativo. Si fa la proroga e si va avanti». Mura è decisa a portare avanti la sua battaglia in tandem con Marino. «Prima che finisca la legislatura dobbiamo riuscire a fare approvare il principio che lo Stato si fa carico della continuità marittima perché la Sardegna è un’isola. E in questa operazione deve essere coinvolta la Regione, che deve potersi sedere al tavolo con i ministeri competenti e, nel rispetto delle regole Ue, decidere su oneri, tratte e tariffe».

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