La Nuova Sardegna

Hai sofferto e lottato per i tuoi figli

Vorrei parlare con voi della storia della mia prima donna nella vita, mia madre. Lo so sembrerà banale, ma tengo tanto a scrivere, perché se lo merita. Come tutte le persone anche lei qualche volta...

2 MINUTI DI LETTURA





Vorrei parlare con voi della storia della mia prima donna nella vita, mia madre. Lo so sembrerà banale, ma tengo tanto a scrivere, perché se lo merita. Come tutte le persone anche lei qualche volta ha sbagliato, ha tanti difetti ma come tutte le mamme dà anima e corpo per i suoi figli. Per fortuna ha un carattere forte, una forza nata dalla sofferenza che ha vissuto sulla sua pelle.

A causarle dolore è stata la violenza subita da mio padre, suo marito, che ha provocato in mia madre, ferite ancora aperte difficili da sanare. Ma ha fatto in modo che lei acquisisse la forza che solo lei ha e sa di avere fuori e dentro le mura domestiche.

Per mia madre l’amore che provava per quell’uomo è stato per tanto tempo una benda che velava i suoi occhi e la induceva a avere verso di lui una sorta di sentimento protettivo. Qualcosa cambiò quando mamma scoprì di aspettare un bambino. In quella occasione aprì gli occhi e si rese conto che quello non era amore ma un rapporto malato. Mia madre decise di denunciare le violenze subite ma per lei purtroppo la sofferenza non era finita. Suo marito, mio padre, andò via di casa ma non smise di perseguitarla. La controllava, la seguiva, lei non si sentiva libera di vivere la sua vita, senza paura. Per questo mia madre chiese aiuto agli specialisti.

Così incontrò professionisti abituati a confrontarsi con le vittime di violenza e con le loro famiglie. Ci offrirono un rifugio sicuro in cui ci sentivamo protetti. Soprattutto lei il suo benessere fisico e psicologico, che da tempo mia madre purtroppo aveva perso.

Grazie al sostegno mia madre si rimise in sesto e cercò di guardare avanti anche se non era affatto semplice per lei, una donna sola con figli e un lavoro precario. Mia madre sin da ragazzina ha sempre lavorato, non si è mai risparmiata. Ma dopo quello che era successo aveva bisogno di un impiego stabile.

Anche in questo caso ce l’ha fatta: ha trovato un lavoro che le piace e riesce a gestire bene la famiglia anche se con fatica e grazie all’aiuto di qualche parente. La nostra non è una famiglia perfetta, di quelle che vediamo nei fil. Ma mia mamma non ci ha mai fatto mancare niente e per questo noi figli ci sentiamo molto fortunati.

Ecco a voi la donna a cui devo la vita, a cui devo tutto, sei la mamma che tutti vorrebbero, sia nel bene che nel male. E io cara mamma ti voglio tutto il bene di questo mondo.

* vista la delicatezza del tema trattato abbiamo scelto di pubblicare l’articolo in forma anonima.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative