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“Saltafila” dei vaccini: l’inchiesta si estende

di Mauro Lissia
“Saltafila” dei vaccini: l’inchiesta si estende

Dopo il caso Oristano anche la Procura di Cagliari apre un fascicolo  Al setaccio gli elenchi dell’Ats sulle somministrazioni in tutto il sud dell’isola

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CAGLIARI. Ora i saltafila tremano e dopo Oristano anche nel Cagliaritano rischiano conseguenze penali: chi ha ottenuto una siringa di Astrazeneca o Pfitzer in barba ai protocolli, passando davanti ad anziani, operatori della sanità, persone malate e fragili, verrà individuato e chiamato a giustificarsi. L’inchiesta giudiziaria, partita da un esposto dettagliatissimo e da un mare di segnalazioni anche giornalistiche, è entrata nel vivo l’altro ieri, quando i militari della Guardia di Finanza si sono presentati agli uffici cagliaritani dell’Ats sventolando un ordine di acquisizione atti firmato dal sostituto procuratore Giangiacomo Pilia. Piuttosto asciutte le richieste rivolte al commissario dell’Ats Massimo Temussi e ai suoi collaboratori: subito sulle scrivanie l’elenco completo delle persone vaccinate nelle aree di Cagliari, Campidano e Sulcis, suddivise per classi di età e categorie di appartenenza. Quindi la mappa degli hub e dei punti vaccinali sparsi nel sud dell’isola. Il materiale è già in gran parte nelle mani degli investigatori, la Procura ha affidato l’indagine alle Fiamme Gialle e ai carabinieri del Nas, questi ultimi già “allenati” a Oristano. Il passo successivo sarà l’esame delle posizioni, caso per caso. Non un’inchiesta a strascico ma puntata sui casi evidenti, alcuni elencati con precisione nell’esposto che ha originato l’iniziativa giudiziaria. Si parla di giovani e meno giovani, familiari di persone legate al mondo della sanità, funzionari e dirigenti pubblici, parenti di politici e amministratori locali. Una folla di miracolati dell’inoculazione salvavita, che per ragioni e grazie a canali da accertare hanno interrotto l’attesa di una chiamata formale dell’Ats per tagliare corto: vaccino subito e tanti saluti a chi, in caso di infezione da Covid, rischiava seriamente la pelle.

Per chi ama i dettagli giudiziari quello aperto dal pm Pilia è un fascicolo autonomo, del tutto esterno alla sequela di indagini in corso su origini e conseguenze della pandemia. È registrato contro ignoti, i reati ipotizzati dalla Procura sarebbero quelli di peculato, falso e truffa, ma su questo versante non arrivano conferme dal terzo piano del palazzo di giustizia. L’impressione è che prima di sbilanciarsi, la Procura intenda verificare col massimo rigore se quanto riferito negli esposti e nelle cronache giornalistiche corrisponda alla verità. Un approfondimento complesso ma tutto sommato possibile, perché ai finanzieri e ai carabinieri basterà mettere in fila le norme stabilite su ordine e precedenze nelle vaccinazioni, quindi vedere a chi sono andate le dosi. Se i raccomandati ci sono, i nomi salteranno fuori e per chi ha scelto la scorciatoia sul sentiero dell’immunità saranno guai.

A confermare l’arrivo delle Fiamme Gialle alla sede dell’Ats è stato il commissario Temussi, che ha garantito la massima collaborazione con la magistratura inquirente. Temussi è stato sentito in apertura di inchiesta anche per tracciare un piano di lavoro utile ad abbreviare i tempi dell’accertamento. Considerata la situazione provocata dalla pandemia non sarebbe realistico pretendere che agli uffici dell’Ats esista già un archivio elettronico aggiornatissimo sulle migliaia di vaccinazioni eseguite finora. I nomi però devono risultare, dose per dose. Come dire che i tabulati cantano e diranno se ci sono stati saltafila, quanti sono e soprattutto chi sono. Subito dopo verrà la parte più complicata dell’indagine: dietro e soprattutto sopra la campagna vaccinale si è formato un groviglio di norme e di evoluzioni di norme non facile da ricostruire. In altre parole: i beneficiari di precedenze e privilegi in molti casi sono stati vaccinati in base a considerazioni della prima ora, spesso legittimamente. Basterebbe ricordare il balletto di annunci e di successive rinunce avvenuto negli uffici giudiziari e in quelli della sanità regionale, fino al discusso bonus di vaccini assegnato al mondo dell’Università. Come dire che violare le norme etiche non necessariamente implica conseguenze penali, mentre la Procura cagliaritana è a caccia di furbi che hanno consapevolmente aggirato le gerarchie del rischio Covid a tutto svantaggio di chi rischiava di più.

Gli sviluppi non tarderanno ad arrivare, il lavoro di verifica è già cominciato.

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