La Nuova Sardegna

Una serie di drammi in pochi anni

Una serie di drammi in pochi anni

Diversi bambini hanno perso la vita scivolando o giocando nelle piscine

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SASSARI. In Sardegna sono purtroppo numerosi i casi di bimbi annegati, in particolare nelle piscine. L’ultima tragedia in ordine di tempo risale allo scorso 9 aprile quando, nel bel mezzo di una festa di matrimonio in una villetta nella zona residenziale di Flumini di Quartu, un bambino di 3 anni e mezzo è morto annegato in una piccola piscina semivuota dove era finito accidentalmente mentre giocava, da solo, nel prato attorno. I genitori non si erano accorti di quanto stava succedendo perché erano all’interno dell’abitazione, distante una decina di metri, assieme al fratellino di 6 anni della piccola vittima. Sarebbe stato proprio quest’ultimo ad accorgersi per primo della disgrazia. Quando ha visto il corpicino inanimato galleggiare nell’acqua della piscina a testa in giù, in 80 centimetri d’acqua, è corso a chiamare i genitori. Ma ormai non c’era più nulla da fare.

Nel 2019, invece, un bimbo di 7 anni di Irgoli era morto nella piscina di un residence di Orosei. Proprietaria e amministratore della struttura sono finiti a processo perché secondo l’accusa la tragedia fu dovuta alla mancanza di una grata nel bocchettone di scolo della vasca dove il bimbo stava giocando mentre la mamma lavorava. Il piccolo era rimasto incastrato dopo aver infilato la mano in uno dei bocchettoni.

Nel 2014 un altro bambino di 5 anni era annegato sempre in piscina, in una casa di un complesso turistico alla periferia di Calasetta. Stava giocando con un pallone nel cortile dell’abitazione dove la madre e lo zio erano intenti a fare le pulizie e a curare il verde del giardino. Probabilmente un calcio maldestro lo aveva fatto volare al di là dei confini della casa, fino al giardino confinante facendolo cadere in acqua.

Nell’estate del 2008, ancora, un bambino di tre anni annegò nella piscina di un hotel di Cala Gonone. Mentre il papà e la mamma chiacchieravano era sfuggito alla loro attenzione e si era avvicinato troppo ai bordi della vasca proprio nel punto in cui l’acqua è più profonda. Un attimo ed era scivolato. Ad accorgersi del corpo ormai in fondo alla piscina era stato il bagnino che si era tuffato per tirarlo fuori. All’inizio sembrava che il piccolo non respirasse più, poi dopo i primi soccorsi si era ripreso. Il bambino era stato trasportato prima al San Francesco e in seguito all’ospedale di Sassari dov’era morto. I genitori finirono a giudizio per omessa vigilanza e omissione di soccorso immediato. Dopo sette anni di dolorose udienze almeno la giustizia aveva dato loro conforto con una sentenza di assoluzione.



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