La Nuova Sardegna

Copagri: nell’isola 500mila ettari abbandonati

L’associazione: «La Regione riprenda l’assegnazione ai giovani delle terre pubbliche non utilizzate»

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SASSARI. In Sardegna c’è un patrimonio di terre pubbliche abbandonate o sottoutilizzate di mezzo milione di ettari, circa un quinto dell’intera superficie dell’isola. A denunciarlo è Copagri Sardegna: si tratta di terre demaniali regionali, terre dei demani propri comunali, terre gravate da uso civico, terre di altri enti pubblici – dice l’assozion agricola – per le quali proponiamo da tempo l’approvazione di un grande piano di valorizzazione». Una situazione paradossale in una regione che ha enorme bisogno di sviluppo e che ha dimostrato di avere una generazione di giovani con tanta voglia di fare, ma che spesso si scontra con la burocrazia.

«Una delle maggiori criticità dell’agricoltura sarda – premette Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri – è rappresentata dall’eta media sempre più alta dei titolari di aziende rurali, il che pone in primo piano l’esigenza di favorire il processo di ringiovanimento degli addetti anche al fine di introdurre elementi di innovazione in grado di elevare la competitività delle nostre imprese. Emergono indubbiamente segnali positivi in tal senso, derivanti principalmente dal sostegno dato dal Programma di Sviluppo Rurale, o dai provvedimenti Ismea, ma spesso i giovani si trovano davanti una barriera rappresentata dalle difficoltà di acquisizione della terra».

Cirronis ricorda che Copagri «aveva salutato con favore l’impegno della Regione, nella passata legislatura, rivolto all’assegnazione di terre disponibili e non utilizzate mediante bando gestito da Laore. Con la formazione della nuova Giunta regionale, il processo si è però fermato a causa della mancata approvazione degli indirizzi per l’Agenzia». L’organizzazione chiede quindi «che l’assessora dell’agricoltura Gabriella Murgia, d’intesa con l’assessore degli enti locali Quirico Sanna, provvedano quanto prima a questa mancanza, allargando in tal modo le opportunità per i giovani che vogliono intraprendere l’attività agricola».

«Un problema più datato ma di non minore importanza – prosegue Pietro Tandeddu, direttore regionale di Copagri – è costituito dalla mancata assegnazione delle terre di “Surigheddu” e Mamuntanas”, in agro di Alghero; circa 1.200 ettari di cui 400 ettari, quelli di Mamuntanas , di grande fertilità e potenzialità. Risolto il contenzioso con un gruppo di pastori presenti nell’area da decenni, non resta che stabilire obiettivi, tipologia di destinatari, criteri e forme di assegnazione. Non necessariamente le terre dovranno essere vendute ma può prevedersi l’affitto a lungo termine, mantenendone il controllo in mano pubblica. E, soprattutto, si lasci alla terra la sua funzione primaria di produzione di beni alimentari, cui i nuovi produttori potranno affiancare le attività connesse e complementari previste dalla legge. Si evitino altre destinazioni d’uso che possono essere date ad altri terreni, da acquisire in altre aree, con investimenti a carico dei privati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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