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Sardegna in giallo? La Regione ci crede

Sardegna in giallo? La Regione ci crede

Dossier di Nieddu al Comitato tecnico scientifico che oggi decide il colore Il ministero raffredda le speranze, sarà un’altra settimana in arancione

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CAGLIARI. Il ministro alla salute, Roberto Speranza, è stato chiaro: «La Sardegna sarà ancora arancione, oppure diventerà gialla sin da lunedì 10 maggio, con sette giorni d’anticipo rispetto alla mia ultima ordinanza? Dipenderà tutto dal rapporto che riceverò nel pomeriggio dal Comitato tecnico scientifico». Oggi gli esperti dell’Istituto superiore di sanità scioglieranno la riserva e faranno sapere se il bonus, cioè una settimana di arancione abbuonata, sarà o meno possibile. Stando al rigido regolamento ministeriale, lo sconto non è previsto, anche se in passato è stato concesso alla Lombardia prima e alla stessa Sardegna poi, quand’era finita in zona rossa. Comunque la Regione ha provato a giocare d’anticipo. Ha inviato un corposo dossier, sempre alla Cabina di regia, per dimostrare che la Sardegna ha già numeri da zona gialla.

Il dossier. Secondo la Regione, l’epidemia si è ridimensionata e anche di molto. Non solo nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio, quella che stamattina sarà presa in considerazione dal Comitato nazionale, ma anche subito dopo essere stata dichiarata arancione, il 3 maggio, e soprattutto negli ultimi sette giorni. Basterà il dossier, firmato dall’assessore alla sanità Mario Nieddu, a convincere gli esperti ministeriali? È difficile, ma il verdetto finale arriverà comunque nel tardo pomeriggio. Nel caso dovesse arrivare un no al bonus, la Sardegna rimarrebbe arancione fino a domenica 16 maggio, per poi semmai passare in giallo a partire da lunedì 17. Mentre se da Roma arrivasse il via libera allo sconto della seconda settimana arancione, la Sardegna ritornerebbe a essere gialla sin da lunedì 10 maggio, con la riapertura immediata di bar e ristoranti.

Nuovi dati. Secondo le anticipazioni, fatte circolare anche dalla Regione, l’indice di contagio – l’R con t – sarebbe sceso ancora, passando da 0,81 a 0,74 nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio. Negli stessi giorni sarebbe stato anche molto più contenuto il report giornaliero sui nuovi casi positivi segnalati ogni 100mila abitanti: da oltre un centinaio a non poco più di settanta fino ai primi di maggio. Ancora: il rapporto fra tamponi effettuati e positivi accertati sarebbe oggi intorno al 5 per cento, mentre nella settimana precedente era molto più vicino al 7. Quasi a suggello di questa tabella ancora ufficiosa è arrivata anche la conferma della Fondazione Gimbe: «Nell’ultima settimana, in Sardegna, i casi positivi sono diminuiti del 32,9 per cento rispetto alla rilevazione precedente». Poi, come sempre, la stessa Fondazione ha valuto anche l’occupazione di posti letto nelle terapie intensive e in quelle non intensive: «I livelli di sicurezza sono sempre molto distanti e questo dato ribadisce che il sistema sanitario non è sotto stress». Dunque, le premesse ci sarebbero tutte per ottenere la promozione in zona gialla, ma è meglio non farsi illusioni, in passato le delusioni sono state più di una, e aspettare in serata il verdetto finale del Comitato tecnico scientifico nazionale.

Le prese di posizione. Alla vigilia della decisione ministeriale, il governatore Christian Solinas ha detto: «La permanenza della Sardegna ancora in zona arancione alla fine risulterebbe paradossale soprattutto alla luce dei dati registrati nelle ultime settimane. Tutti principali indicatori continuano a descrivere una situazione in miglioramento. L’attuale quadro generale è sempre più compatibile con una fascia di rischio più bassa rispetto invece a quella arancione, prevista dal 10 al 16 maggio». Per poi sottolineare: «Abbiamo già sollevato forti dubbi sul sistema di classificazione con i colori e anche le altre Regioni sono d’accordo con questa nostra presa di posizione. Noi lo sosteniamo da tempo: Le misure restrittive sono indispensabili quando rispondono a precise necessità di contenimento della diffusione del virus, diversamente il pericolo è l’applicazione delle prescrizioni solo in base agli automatismi previsti dalla tabella dei colori». Secondo l’assessore Mario Nieddu: «Una decisione favorevole alla Sardegna, invece, ristabilirebbe un equilibrio fra le misure governative, e la nostra attuale situazione epidemiologica in continuo miglioramento. Oggi, lo ripeto, la nostra permanenza in zona arancione non sarebbe in alcun modo giustificata o giustificabile».

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