Commercio e turismo coro di sì sulle riaperture
di Claudio Zoccheddu
La proposta del professor Babudieri accolta dalle associazioni di categoria
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SASSARI. La proposta mette tutti d’accordo, anche perché arriva dal mondo accademico che, fino a ieri, non si era mai espresso in termini così netti. L’intervento del professor Sergio Babudieri, direttore del reparto di malattie infettive dell’Aou di Sassari, è stato chiaro: riaprire tutto puntando sui progressi nella vaccinazione e sulla responsabilità dei cittadini, che dovrebbero essere ormai avvezzi alla convivenza con il virus. Il mondo delle attività produttive e quello politico si è schierato con il professore, manifestando la necessità di cambiare registro prima dell’estate.
La politica. L’assessore Mario Nieddu mantiene una linea più conservativa sulle responsabilità dei cittadini: «Non possono passare tutte sulle loro spalle ma è obbligatorio immaginare un sistema che possa garantire maggiore libertà. Adesso abbiamo gli strumenti per farlo, partendo dalla vaccinazione, e per questo abbiamo immaginato un sistema differenza che abbiamo presentato oggi (ieri, ndr) in Conferenza Stato-Regioni che prevede proprio il superamento del sistema dei colori».L’assessore, poi, entra nel dettaglio del tipo di responsabilità che la Regione sarebbe pronta a conferire ai cittadini: «Le chiusure localizzate sono sostanzialmente una richiesta di attenzione rivolta alle comunità. Chi rispetta le regole rischierà meno, chi non le rispetta potrebbe essere responsabile di una chiusura. Una sorta di competizione per la salute di tutti che, ne siamo convinti, funzionerà e porterà in dote una maggiore consapevolezza da parte di tutti».
Le associazioni. I commenti vanno dal “magari” al “dove devo firmare?”, nonostante ci sia anche qualche zona d’ombra. Pier Giuseppe Canu, responsabile territoriale di Confcommercio per Sassari, inizia dal sistema di valutazione cromatica del rischio pandemico: «I colori devono essere cancellati – attacca –, abbiamo la possibilità di localizzare i focolai e circoscriverli. Poi c’è la vaccinazione, che procede nonostante i ritardi e che potrebbe essere definita in modo da aiutare il settore del commercio, dai negozi ai supermercati, dai ristoranti ai bar. La verità è che siamo in una situazione completamente diversa rispetto a quella dello scorso anno ed è più che lecito immaginare un ritorno alla normalità. Ovviamente – conclude Canu – le regole devono essere rispettate ma i commercianti hanno speso una valanga di soldi per farlo e i clienti, a parte qualche eccezione sporadica che non manca mai, le seguono senza problemi». Roberto Bolognese, presidente regionale di Confesercenti, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Il ritorno alla normalità sarebbe terapeutico per tutti, mi sembra fuori discussione. Detto questo, a parte qualche inevitabile eccezione, mi sembra che commercianti e cittadini siano ormai pronti a camminare da soli ed è una fortuna perché siamo alle porte di una stagione estiva in cui ci giocheremo una parte significativa del nostro futuro. Le riaperture e i vaccini, strumento formidabile, saranno determinanti durante l’estate». Secondo Federalberghi non ci sono alternative alle riaperture, ma le carte a disposizione dovranno essere giocate nel migliore dei modi: «Dobbiamo iniziare il percorso di ritorno alla normalità ma non possiamo essere noi ad indicare la strada – dice il presidente Paolo Manca –. Da parte nostra possiamo dire che gli operatori e i clienti seguono le disposizioni sanitarie e si sono dimostrati più che responsabili. Nonostante gli alberghi siano aperti anche oggi, non sono mai stati segnalati focolai riconducibili alla nostra attività». Sulla prevenzione e sui protocolli di sicurezza anti contagio, il superamento del sistema dei colori è ormai diventata un’esigenza: «Un indice regionale così esteso è sicuramente dannoso. Le chiusure localizzate sono più razionali anche se non è chiaro quali possano essere i valori di riferimento su cui calcolare il rischio. In Sardegna ci sono paesi che hanno poche migliaia di residenti che durante l’estate diventano quattro volte più popolosi. Per evitare problemi servirebbero parametri molto chiari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La politica. L’assessore Mario Nieddu mantiene una linea più conservativa sulle responsabilità dei cittadini: «Non possono passare tutte sulle loro spalle ma è obbligatorio immaginare un sistema che possa garantire maggiore libertà. Adesso abbiamo gli strumenti per farlo, partendo dalla vaccinazione, e per questo abbiamo immaginato un sistema differenza che abbiamo presentato oggi (ieri, ndr) in Conferenza Stato-Regioni che prevede proprio il superamento del sistema dei colori».L’assessore, poi, entra nel dettaglio del tipo di responsabilità che la Regione sarebbe pronta a conferire ai cittadini: «Le chiusure localizzate sono sostanzialmente una richiesta di attenzione rivolta alle comunità. Chi rispetta le regole rischierà meno, chi non le rispetta potrebbe essere responsabile di una chiusura. Una sorta di competizione per la salute di tutti che, ne siamo convinti, funzionerà e porterà in dote una maggiore consapevolezza da parte di tutti».
Le associazioni. I commenti vanno dal “magari” al “dove devo firmare?”, nonostante ci sia anche qualche zona d’ombra. Pier Giuseppe Canu, responsabile territoriale di Confcommercio per Sassari, inizia dal sistema di valutazione cromatica del rischio pandemico: «I colori devono essere cancellati – attacca –, abbiamo la possibilità di localizzare i focolai e circoscriverli. Poi c’è la vaccinazione, che procede nonostante i ritardi e che potrebbe essere definita in modo da aiutare il settore del commercio, dai negozi ai supermercati, dai ristoranti ai bar. La verità è che siamo in una situazione completamente diversa rispetto a quella dello scorso anno ed è più che lecito immaginare un ritorno alla normalità. Ovviamente – conclude Canu – le regole devono essere rispettate ma i commercianti hanno speso una valanga di soldi per farlo e i clienti, a parte qualche eccezione sporadica che non manca mai, le seguono senza problemi». Roberto Bolognese, presidente regionale di Confesercenti, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Il ritorno alla normalità sarebbe terapeutico per tutti, mi sembra fuori discussione. Detto questo, a parte qualche inevitabile eccezione, mi sembra che commercianti e cittadini siano ormai pronti a camminare da soli ed è una fortuna perché siamo alle porte di una stagione estiva in cui ci giocheremo una parte significativa del nostro futuro. Le riaperture e i vaccini, strumento formidabile, saranno determinanti durante l’estate». Secondo Federalberghi non ci sono alternative alle riaperture, ma le carte a disposizione dovranno essere giocate nel migliore dei modi: «Dobbiamo iniziare il percorso di ritorno alla normalità ma non possiamo essere noi ad indicare la strada – dice il presidente Paolo Manca –. Da parte nostra possiamo dire che gli operatori e i clienti seguono le disposizioni sanitarie e si sono dimostrati più che responsabili. Nonostante gli alberghi siano aperti anche oggi, non sono mai stati segnalati focolai riconducibili alla nostra attività». Sulla prevenzione e sui protocolli di sicurezza anti contagio, il superamento del sistema dei colori è ormai diventata un’esigenza: «Un indice regionale così esteso è sicuramente dannoso. Le chiusure localizzate sono più razionali anche se non è chiaro quali possano essere i valori di riferimento su cui calcolare il rischio. In Sardegna ci sono paesi che hanno poche migliaia di residenti che durante l’estate diventano quattro volte più popolosi. Per evitare problemi servirebbero parametri molto chiari».
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