La Nuova Sardegna

Larve e grilli sulle tavole degli europei

di A. Di Mambro e G. Pacella
Larve e grilli sulle tavole degli europei

Chiesta l’autorizzazione a commercializzare insetti destinati all’alimentazione umana sia come snack sia in forma di farina come ingrediente base

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Le larve essiccate del coleottero Tenebrione mugnaio, note anche come tarme della farina, sono il primo insetto a ricevere l’autorizzazione Ue per la commercializzazione in Europa come alimento. Gli Stati membri hanno approvato la proposta di regolamento preparata dalla Commissione europea dopo il parere dell’Autorità per la sicurezza degli alimenti (Efsa) e la decisione sarà pubblicata in Gazzetta Ue nelle prossime settimane. Il «nuovo alimento» (secondo la definizione Ue) potrà essere immesso in commercio come snack, con l’insetto essiccato intero, oppure come farina, ingrediente per prodotti alimentari. Una novità-choc per i consumatori europei, mentre negli Stati Uniti l’unica limitazione imposta dalla Food and Drug Administration è che grilli, formiche, cicale e scorpioni, per essere immessi sul mercato, siano allevati specificamente in vista del consumo umano. L’autorizzazione europea stabilisce requisiti di etichettatura specifici per quanto riguarda l’allergenicità, visto che l’Efsa ha indicato che il consumo dell’insetto può portare a reazioni nei soggetti con allergie preesistenti a crostacei e acari della polvere. La decisione formale della Commissione europea sarà adottata nelle prossime settimane e fa parte della strategia «Farm to Fork».

Il piano d’azione Ue 2020-30 per i sistemi alimentari sostenibili identifica gli insetti come una fonte di proteine a basso impatto ambientale che possono sostenere la transizione “verde” della produzione. Al momento sono undici le domande per insetti come nuove alimenti all’esame dell’Efsa. E la legislazione nazionale, che per ora non autorizza gli insetti come alimenti, ma solo come mangimi, si adeguerà. Qualcosa si sta già muovendo sul fronte dei mangimi. Le idee su cui stanno lavorando poche ma determinate start-up in tutta la penisola sono state presentate in un convegno di Confagricoltura lo scorso 16 aprile. Vanno dall’allevamento di larve di mosche per produrre crocchette per cani, all’uso delle tarme della farina per realizzare mangimi ad alto tenore proteico per le galline ovaiole. E non manca chi pensa di lanciare una linea di grilli commestibili 100% made in Italy. «Non ho nessuna preclusione, anzi secondo me, gli

insetti sono tra virgolette una fonte sostenibile per il futuro. Anche se c’è da parte di molti una preclusione per quella forma o un insetto specifico. Tuttavia non trovo che sia una cosa sbagliata: come si mangiano verdure strane e puzzolenti, non vedo come non si possano mangiare insetti». Così lo chef Massimo Viglietti commenta la decisione degli Stati membri dell’Ue di autorizzare la commercializzazione come alimento delle larve gialle essiccate del tenebrione mugnaio, conosciute come tarme della farina. Secondo Viglietti «più che altro è un fatto mentale. L’importante – sottolinea – è essere liberi di testa, non farne una campagna per una cosa che dal punto vista estetico non piace. Insomma l’idea non mi trova colpevolista, anzi mi trova molto intrigato da un cibo differente».

«Per non dare opinioni bigotte e per mettere i puntini sulle I non sta a me – dice invece lo chef Antonello Colonna – dare opinioni sull’evoluzione di certi prodotti che potrebbero essere utilizzati. Mi auguro che la scienza possa fare passi avanti e l’industria pastaria possa difendere le nostre tradizioni. Anche se vedo il tutto molto incerto. Spero in definitiva che questo novel food non abbia successo, ma che abbia successo la ricerca. Insomma il mio claim è a favore della buonissima farina di legumi non a quella di larve».

Contrario anche lo chef Andrea Pasqualucci. «Non è nella nostra cultura. Pertanto fino a quando, non sarà imposto, non entreranno nelle cucine».

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