La Nuova Sardegna

Fi: «Il Piano casa ritorni subito in aula»

Per il partito di Berlusconi «dopo lo stop del Governo regna la totale incertezza»

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CAGLIARI. Il Piano casa deve ritornare al più presto in Consiglio regionale, per uscire dall’incertezza di questi mesi dopo la bocciatura del Governo di 27 articoli su 31. È questa la richiesta urgente avanzata dal coordinatore di Forza Italia, Ugo Cappellacci, e dal gruppo consiliare di cui fanno parte Angelo Cocciu, Emanuele Cera, Giuseppe Talanas e l’assessora al lavoro Alessandra Zedda. «Il Piano – si legge in un comunicato – va definito e consolidato con regole certe, per consentire a famiglie, imprese e Comuni di avere a che fare con un quadro legislativo chiaro e definito». Perché, secondo Forza Italia, è «forte il rischio che, dopo l’impugnazione del Governo, la Sardegna rimanga in uno stato di sospensione in cui le attuali norme non sono applicate dai Comuni nel timore che il quadro possa mutare, o perché passi un clima di sospetto destinato a bloccare tutto». Sempre per Cappellacci e gli altri forzisti «ci sono poi tra l’altro degli articoli da modificare». In particolare, la norma sui divieti nei 300 metri dalle zone umide: «Sta bloccando centinaia di opere pubbliche e private. Occorre riscriverla per salvaguardare l’ambiente senza prò pregiudicare gli interventi previsti nelle zone già urbanizzate». È inoltre necessario – secondo Forza Italia – abbassare a un ettaro il limite per gli interventi nell’agro». Perché – prosegue il comunicato – «la politica non può avere tempi diversi rispetto a quelli di chi amministra una città o gestisce un’azienda e il nostro impegno è sempre stato quello di garantire regole certe, uguali per tutti, ispirate alla ragionevolezza». Per questi motivi – è la conclusione del partito di Berlusconi – «siamo pronti a presentare una proposta di legge che ripristini la chiarezza delle norme e ridia certezza del diritto, ed è proprio questo che soprattutto sollecitiamo al governatore Christian Solinas e a tutta la coalizione di centrodestra». Dopo l’impugnazione dei 27 articoli, l’assessorato all’urbanistica aveva confermato che con i vari ministeri è stata aperta e d è in corso una trattativa sulle correzioni del testo approvato a gennaio dal Consiglio regionale, con i soli voti del centrodestra. È un trattativa tutt’altro che facile alla luce delle contestazioni sollevate da Palazzo Chigi. Una su tutte: «Il Piano consente anche la realizzazione di interventi edilizi, compresi quel dal rilevante impatto, in deroga non solo alla pianificazione urbanistica comunale, ma soprattutto quella paesaggistica regionale e nazionale».

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