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Air Italy, niente accordo confermati i licenziamenti

Air Italy, niente accordo confermati i licenziamenti

I liquidatori: la proroga della cassa integrazione non è una strada percorribile I sindacati: cerchiamo una soluzione alternativa. Il 3 giugno sit in a Montecitorio

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OLBIA. Il pressing di Solinas e dei sindacati su Air Italy non ha dato i frutti sperati. I liquidatori hanno detto no alla proroga della cassa integrazione e hanno confermato di volere andare avanti con i licenziamenti. Ma i sindacati non ci stanno e scrivono a Mise, ministeri dei Trasporti e del Lavoro, alle Regioni Sardegna e Lombardia per chiedere «l'apertura urgente di un tavolo di crisi». Insomma, è un vero e proprio braccio di ferro quello tra la società e le parti sociali. Nel mezzo quasi 1.450 lavoratori che dal 30 giugno rischiano di perdere anche gli ammortizzatori sociali. Per i liquidatori di Air Italy, Enrico Laghi e Franco Maurizio Lagro, non ci sono «soluzioni alternative al licenziamento». In una nota spiegano che nell'ultimo confronto tra l'azienda e i sindacati «la consultazione si è conclusa con esito negativo. La società ha illustrato, da un lato, come non paiono sussistere i presupposti giuridici per accedere a un ulteriore ammortizzatore sociale, alla luce delle attuali previsioni normative, e dall'altro, come i costi che la società ha già sostenuto nel corso del 2020 a causa della situazione di emergenza sanitaria non consentono di aggravare ulteriormente i costi della liquidazione».

Una posizione contestata da tutti i sindacati. Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporto Aereo sottolineano il rischio «che migliaia di famiglie perdano il lavoro, con ripercussioni per l'indotto del trasporto aereo». Le quattro sigle annunciano per il 3 giugno alle 14.30 in piazza Montecitorio, a Roma, un presidio per dire «no ai 1.450 licenziamenti, sì alla proroga della cassa integrazione, sì al rilancio industriale del comparto». «Serve un rilancio complessivo del trasporto aereo e almeno 6 mesi di proroga della cassa integrazione», rincara Sergio Prontu, segretario della Filt Cgil Gallura. «Adesso – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu – non rimane altro che verificare se, negli ulteriori 30 giorni che rimarranno in sede ministeriale, si riuscirà a trovare la quadra e a salvare lavoratori e professionalità». «La proroga della cig garantirebbe a governo, Regioni e parti sociali il tempo di costruire soluzioni industriali alternative al licenziamento e alla dispersione del secondo vettore aereo italiano», dice Elisabetta Manca della Uil Trasporti. «Siamo contrariati dai liquidatori, le alternative al licenziamento collettivo ci sono», afferma Gianluca Langiu della Fit Cisl territoriale. «Solo la mediazione del ministero del Lavoro potrà indurre Air Italy a prorogare la cassa integrazione e salvare i lavoratori – dichiara il segretario regionale dell'Anpav, Marco Bardini –. Se il tavolo fallisse non ci sarebbe nessun rilancio industriale». La vertenza di Air Italy si incrocia con i problemi di Air Dolomiti, Blue Panorama airlines e Neos, che manifestano al governo «assoluta necessità di sostegno», chiedono «nel Sostegni bis un rifinanziamento di almeno 150 milioni » e auspicano, «preso atto del contributo ingente per garantire il futuro di Alitalia, che non ci sia disparità di trattamento tra lavoratori e imprese dello stesso settore».

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