La Nuova Sardegna

Per la zona bianca meno di 784 casi settimanali

Per la zona bianca meno di 784 casi settimanali

Sotto osservazione anche l’Rt ospedaliero, deve stare sotto il 20 per cento nelle terapie intensive

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CAGLIARI. Il traguardo del ritorno in zona bianca, a giugno, è stato ribadito dal Governo: «Alcune regioni potrebbero essere promosse sin da ora, però abbiamo deciso di muoverci con cautela per evitare improvvisi contraccolpi». Ma cosa dovrà fare la Sardegna per non frasi sfuggire l’obiettivo? In base alle nuove tabelle, già in vigore, nei prossimi 12 giorni e fino a venerdì 28, dovrà rispettare questa soglia: i nuovi casi positivi settimanali non dovranno essere più di 784. Poi, è il secondo parametro, dovrà tenere sotto controllo anche l’R con t ospedaliero, è l’occupazione dei posti letto Covid, evitando che superi il 20 per cento nelle terapie intensive e intorno al 30 in quelle sub intensive.

Ogni centomila abitanti. L’ultima tabella, approvata dal ministero della salute, prevede che le Regioni siano promossa in zona bianca se il numero di contagi settimanali è sotto 50 ogni 100mila abitanti. Quindi, nel caso della Sardegna, la soglia totale non dovrà mai superare i 784 nuovi positivi, visto che i residenti sono un milione e seicentomila. Nell’ultima settimana – dal 10 al 16 maggio – l’obiettivo è stato centrato: in tutto i casi sono stati 469, all’interno di una forbice compresa fra i 31 (lunedì 10) e i 99 (venerdì 14). Per entrare in zona bianca, quindi, la Sardegna dovrà confermare all’incirca lo stesso dato nel monitoraggio di venerdì e nel prossimo, il 28. Perché è proprio la tabella a prevedere che «l’indice di contagio a basso rischio debba essere confermato per tre settimane consecutive», e primo il tagliando è stato già conquistato. Attenzione, però, per ottenere i risultati richiesti, il numero di tamponi giornalieri dovrà oscillare sempre fra 3mila e 5mila.

Stress ospedaliero. Un altro parametro determinate sarà di sicuro quello dei posti letto. Su questo fronte la Sardegna è al sicuro da diverse settimane, con valori sempre molto più bassi delle soglie previste. Ad esempio, secondo l’ultimo monitoraggio dell’Agenzia Agenas, nelle terapie intensive il tasso di occupazione è intorno al 19 per cento e quindi inferiore di un punto rispetto al limite massimo previsto. Mentre, nelle sub intensive, è assestato da tempo intorno al 13, con un vantaggio considerevole rispetto al limite del 30. Di conseguenza, salvo clamorosi picchi nei ricoveri, ormai questo parametro dovrebbe essere in cassaforte.

L’ex Rt. Nella vecchia griglia, l’indice di contagio territoriale era decisivo per assegnare il colore alle Regioni. Con la nuova, il suo peso è stato depotenziato, perché – come sostenuto più volte dall’assessorato alla sanità – «non fotografava con esattezza la situazione reale e soprattutto era influenzato dall’insorgere d’improvvisi focolai nei Comuni». Comunque, se fosse ancora uno dei parametri cardine, non dovrebbe in ogni caso intralciare il cammino della Sardegna verso la zona bianca a partire dal primo giugno. Nelle ultime settimane, infatti, l’R con t territoriale è crollato, passando dall’1,54 (in piena zona rossa) all’attuale 0,7 (è ancora il valore più basso in Italia) registrato venerdì scorso dall’Istituto superiore di sanità. Stando a una previsione, nella settimana dal 10 al 16 maggio, l’indice R con t territoriale dovrebbe essere diminuito ancora grazie all’aumento delle vaccinazioni. (ua)

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