Vaccini, scoppia il caso l’Ats accusa i medici
di Claudio Zoccheddu
Temussi: «Sono i grandi assenti». Nevisco: «Hanno pensato solo agli hub» I pazienti fragili chiedono maggiore attenzione sulle patologie rare
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SASSARI. Mentre l’isola annaspa nei bassifondi delle classifiche regionali delle vaccinazioni, dove risulta ultima anche dopo il più recente monitoraggio della cabina di regia nazionale, tornano al pettine tutti i nodi non sciolti della campagna vaccinale. Questa volta in lista d’attesa ci sono i pazienti fragili e i medici di famiglia, che hanno tirato in ballo l’Ats o che sono stati tirati in ballo dall’Ats.
Scontro con i medici. Che il clima fosse teso non è certo un mistero ma Temussi, ieri, ha sottolineato con decisione il suo punto di vista: «I medici di famiglia sono i grandi assenti di questa campagna vaccinale – attacca il commissario di Ares/Ats –. Abbiamo siglato l’accordo, abbiamo fatto la procedura, l’abbiamo pubblicizzata, abbiamo preparato le siringhe pronte per l’iniezione: cosa avremmo dovuto fare? Sa che in 12 giorni hanno ritirato mille siringhe? Neanche una testa di media. Ho chiesto all'assessorato direttive chiare sulla questione dei medici di famiglia». A Temussi risponde Umberto Nevisco, presidente della federazione italiana dei medici di medicina generale: «Ats ha pensato ai grandi hub cittadini ma ha scordato la distribuzione territoriale dei vaccini – replica Nevisco –. Temussi, poi, parla di siringhe ma non dice quante richieste i medici di base abbiano fatto per i flaconi. Questa non è un’informazione completa. Le siringhe, poi, sono poche perché ormai sono pochi anche gli allettati che non hanno ricevuto il vaccino. Ma è il sistema che non funziona: sono stati allestiti appena 13 punti di consegna per i vaccini, quando i locali disponibili, ad esempio quelli del servizio di igiene pubblica, sono molti di più. Per non parlare del mancato accesso alle liste dei vaccinati: i medici di base non sanno quali dei loro pazienti abbiano già ricevuto la dose e quali no. Lavorare in queste condizioni non è facile».
Vaccini ai fragili. Le lamentele arrivano da tutta l’isola. Nel limbo dei non vaccinati finiscono persone affette da malattie rare ma anche anziani con patologie, inspiegabilmente ancora non vaccinati. E così il cardiopatico 78enne di Cabras, regolarmente iscritto alla vaccinazione ma ancora in attesa, si affianca alla 30enne di Usini affetta da una malattia rara, che le ha provate tutte pur di accedere ad un turno di vaccinazione. Senza risultati. «La mia patologia, la cistite interstiziale, è rara e debilitante. Per questo ho creduto di essere inquadrata tra i pazienti fragili – spiega Maria Paola Bazzoni –. Quindi ho chiamato il medico di famiglia per sapere se dovesse essere lui a vaccinarmi ma il mio codice di esenzione, quello relativo alla malattia, non figurava nell’elenco dei “soggetti fragili”. Il medico non poteva fare nulla». La ragazza non demorde e si presenta al centro vaccinale di Sassari: «Stessa storia, non si può fare nulla. Nonostante io lavori a stretto contatto con il pubblico e per colpa della mia patologia presto dovrò essere operata a Pavia, non ho alcuna informazione sul vaccino. Eppure in altre Regioni, ad esempio la Lombardia ma anche il Lazio, la Campania e la Puglia, chi soffre di cistite interstiziale è stato incluso tra i pazienti fragili. In più ho 30 anni, sono giovane, dunque non posso nemmeno permettermi di attendere il mio turno perché chi ha la mia età non ha la più pallida idea di quando sarà vaccinato». La replica dell’Ats arriva tramite il commissario, Massimo Temussi: «Il sistema di prenotazione è aperto e funziona. Non sono stati segnalati problemi e chi rientra nelle categorie che hanno diritto a essere vaccinate può prenotarsi regolarmente. Il sistema di Poste Italiane sta funzionando bene – continua Temussi –, abbiamo eliminato i problemi e venerdì cominceremo anche a prenotare gli over 40. Purtroppo abbiamo capito in ritardo che questa era la strada da seguire. Se qualcuno ha delle patologie che non rientrano nelle 14 previste dal Dpcm, dai decreti dell'assessorato e dai provvedimenti dell'Ats, non può essere considerato paziente fragile e quindi deve attendere. Le disposizioni sono granitiche, non possiamo farci nulla».
Scontro con i medici. Che il clima fosse teso non è certo un mistero ma Temussi, ieri, ha sottolineato con decisione il suo punto di vista: «I medici di famiglia sono i grandi assenti di questa campagna vaccinale – attacca il commissario di Ares/Ats –. Abbiamo siglato l’accordo, abbiamo fatto la procedura, l’abbiamo pubblicizzata, abbiamo preparato le siringhe pronte per l’iniezione: cosa avremmo dovuto fare? Sa che in 12 giorni hanno ritirato mille siringhe? Neanche una testa di media. Ho chiesto all'assessorato direttive chiare sulla questione dei medici di famiglia». A Temussi risponde Umberto Nevisco, presidente della federazione italiana dei medici di medicina generale: «Ats ha pensato ai grandi hub cittadini ma ha scordato la distribuzione territoriale dei vaccini – replica Nevisco –. Temussi, poi, parla di siringhe ma non dice quante richieste i medici di base abbiano fatto per i flaconi. Questa non è un’informazione completa. Le siringhe, poi, sono poche perché ormai sono pochi anche gli allettati che non hanno ricevuto il vaccino. Ma è il sistema che non funziona: sono stati allestiti appena 13 punti di consegna per i vaccini, quando i locali disponibili, ad esempio quelli del servizio di igiene pubblica, sono molti di più. Per non parlare del mancato accesso alle liste dei vaccinati: i medici di base non sanno quali dei loro pazienti abbiano già ricevuto la dose e quali no. Lavorare in queste condizioni non è facile».
Vaccini ai fragili. Le lamentele arrivano da tutta l’isola. Nel limbo dei non vaccinati finiscono persone affette da malattie rare ma anche anziani con patologie, inspiegabilmente ancora non vaccinati. E così il cardiopatico 78enne di Cabras, regolarmente iscritto alla vaccinazione ma ancora in attesa, si affianca alla 30enne di Usini affetta da una malattia rara, che le ha provate tutte pur di accedere ad un turno di vaccinazione. Senza risultati. «La mia patologia, la cistite interstiziale, è rara e debilitante. Per questo ho creduto di essere inquadrata tra i pazienti fragili – spiega Maria Paola Bazzoni –. Quindi ho chiamato il medico di famiglia per sapere se dovesse essere lui a vaccinarmi ma il mio codice di esenzione, quello relativo alla malattia, non figurava nell’elenco dei “soggetti fragili”. Il medico non poteva fare nulla». La ragazza non demorde e si presenta al centro vaccinale di Sassari: «Stessa storia, non si può fare nulla. Nonostante io lavori a stretto contatto con il pubblico e per colpa della mia patologia presto dovrò essere operata a Pavia, non ho alcuna informazione sul vaccino. Eppure in altre Regioni, ad esempio la Lombardia ma anche il Lazio, la Campania e la Puglia, chi soffre di cistite interstiziale è stato incluso tra i pazienti fragili. In più ho 30 anni, sono giovane, dunque non posso nemmeno permettermi di attendere il mio turno perché chi ha la mia età non ha la più pallida idea di quando sarà vaccinato». La replica dell’Ats arriva tramite il commissario, Massimo Temussi: «Il sistema di prenotazione è aperto e funziona. Non sono stati segnalati problemi e chi rientra nelle categorie che hanno diritto a essere vaccinate può prenotarsi regolarmente. Il sistema di Poste Italiane sta funzionando bene – continua Temussi –, abbiamo eliminato i problemi e venerdì cominceremo anche a prenotare gli over 40. Purtroppo abbiamo capito in ritardo che questa era la strada da seguire. Se qualcuno ha delle patologie che non rientrano nelle 14 previste dal Dpcm, dai decreti dell'assessorato e dai provvedimenti dell'Ats, non può essere considerato paziente fragile e quindi deve attendere. Le disposizioni sono granitiche, non possiamo farci nulla».
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