La Nuova Sardegna

La Calabria arriva dove la Sardegna non ha osato

di Roberto Petretto
La Calabria arriva dove la Sardegna non ha osato

A Reggio ok al Museo di Zaha Hadid. Invece il Museo della civiltà nuragica naufragò in un mare di veti

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CAGLIARI. A Reggio Calabria forse riusciranno a realizzare ciò che in Sardegna non si ha avuto il coraggio di sostenere e portare avanti: il Museo del Mare firmato dall’architetta Zaha Hadid, morta a Miami nel 2016, ridisegnerà il profilo della città di Reggio Calabria. Il progetto dovrebbe entrare nel Piano di ripresa e resilienza con uno stanziamento di 53 milioni di euro. A vedere i rendering della struttura non si può non far riaffiorare dalla memoria le immagini del Museo della civiltà nuragica, che sarebbe dovuto sorgere a Cagliari. Disegnato dalla stessa mano della Hadid, amato, contestato e comunque discusso quando venne proposto, è poi finito in un inesorabile dimenticatoio dal quale, con amministrazioni di vario colore sia alla Regione che al Comune capoluogo, non riuscì mai ad emergere.

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Il progetto che sembra ora destinato ad arrivare a compimento a Reggio Calabria è frutto di un concorso di progettazione vinto nel lontano 2007. Un anno dopo quello per il betile di Cagliari: nel 2006, infatti l’archistar si aggiudicò il concorso per la realizzazione del Betile, il museo dell’arte nuragica e contemporanea che sarebbe dovuto nascere a Cagliari. Un’idea della giunta regionale presieduta da Renato Soru che l’anno prima aveva varato il concorso internazionale a cui parteciparono più di cento studi, anche se alla fine una selezione li ridusse a dieci. Alla fine la giuria scelse il progetto di Zaha Hadid, che fu preferito a quelli dell’italiano Fuksas e degli svizzeri Herzog & De Meuron. Il 20 novembre 2006 l’archistar britannico-irachena presentò a Cagliari il suo progetto del museo che sarebbe dovuto sorgere sul lungomare di Sant’Elia.

C’erano anche il soldi, una cifra tra i 40 e i 50 milioni di euro. Come è andata finire è risaputo: il progetto è stato bocciato dal Comune di Cagliari e mai è stato recuperato, né da amministrazioni di destra, né da amministrazioni di sinistra. E alla Regione, tramontata l’era Soru, nessuno ha ripreso un mano quel progetto ambizioso che aveva scatenato un acceso dibattito, ma che, alla fine era stato silurato senza sollevazioni popolari.

A Reggio Calabria hanno seguito una strada diversa e negli anni hanno continuato a credere, passando attraverso giunte di vario colore, in quell’opera destinata a connotare il waterfront della città.

«La cultura darà un contributo alla ripartenza del Paese e la realizzazione del progetto del Museo del Mediterraneo di Reggio Calabria permetterà di ampliare e potenziare l'offerta turistico-culturale, dando un importane nuovo impulso al rilancio economico e sociale della città», ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini. «Il progetto è stato ritenuto dal Governo strategico per lo sviluppo dell'intero Paese, a dimostrazione di quanto sia importante investire le risorse del Recovery soprattutto nel Mezzogiorno», ha detto il sindaco, Giuseppe Falcomatà.

Così Reggio Calabria avrà il suo museo del mare, Cagliari e la Sardegna continueranno a non avere il museo della civiltà nuragica.
 

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