Lavoro a picco: donne più penalizzate
Nel 2020 persi 24mila posti, crollo degli stagionali. A Sassari i dati peggiori
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SASSARI. L’isola che si spopola è anche quella dove l’emorragia di posti di lavoro è più forte che altrove, con le donne e i giovani maggiormente penalizzati. Il Covid ha avuto in Sardegna un effetto devastante su un sistema economico fragile, che già partiva in svantaggio rispetto ad altre realtà. Per questo ripartire sarà più complesso, perché i passi avanti compiuti pre pandemia sono stati azzerati e l’isola si è risvegliata ancora più indietro di prima. Il report di Confartigianato intitolato “Prove di ripresa. Terza ondata e prospettive post pandemia per imprese e territori”, traccia un quadro impietoso della situazione, a partire dal dato principale, quello dei posti di lavoro persi: -24mila nel 2020, con una contrazione del 4,3%, la percentuale più alta tra le regioni italiane.
Tra le categorie più colpite ci sono le donne e i giovani, già contraddistinte da situazioni di svantaggio pre pandemia poiché nella gran parte dei casi ricoprono posizioni di lavoro meno tutelate e spesso in settori più esposti alle crisi. L'occupazione femminile in Sardegna perde 15 mila unità pari al -5,9% (calo superiore al -2,5% nazionale, che posiziona 20esima la nostra regione nel rank nazionale) e quella giovanile nella fascia compresa tra 15-34 anni : sono 11 mila le unità perse, pari al -9,1% (calo nettamente superiore al -5,1% nazionale, con l’isola al 19esimo posto in Italia). Al contrario, il dato dei lavoratori indipendenti, nel 2020 nella nostra regione risulta in crescita del 7,1%, in controtendenza rispetto alla dinamica nazionale in riduzione del 2,9%. Ma non basta per risollevare il quadro disastroso sul quale incide la morìa di lavoratori dipendenti. A determinare la peggior performance occupazionale è la dinamica degli occupati dipendenti che hanno registrato un calo del -8,5%: nella maggior parte dei casi (circa i due terzi) si tratta dipendenti a tempo determinato, in primis gli stagionali).
A livello provinciale chi soffre di più è Sassari dove il tasso di occupazione 15-64 anni è sceso di 5,7 punti e contemporaneamente è cresciuto in egual misura il tasso di inattività. Per quanto riguarda i giovani, 15-29 anni, anche in questo caso Sassari ha il dato più negativo: -5,3 punti di occupazione mentre Nuoro ha il valore più alto di inattività: +6,1 punti). La ripartenza post Covid deve declinarsi in una vera strategia d’attacco, a partire dalla risoluzione dei problemi più impellenti che rappresentano un freno: per esempio la scarsa digitalizzazione della Pubblica amministrazione, visto che in Sardegna addirittura il 78,2% dei comuni non offre almeno un servizio per i cittadini interamente in modalità online.
Tra le categorie più colpite ci sono le donne e i giovani, già contraddistinte da situazioni di svantaggio pre pandemia poiché nella gran parte dei casi ricoprono posizioni di lavoro meno tutelate e spesso in settori più esposti alle crisi. L'occupazione femminile in Sardegna perde 15 mila unità pari al -5,9% (calo superiore al -2,5% nazionale, che posiziona 20esima la nostra regione nel rank nazionale) e quella giovanile nella fascia compresa tra 15-34 anni : sono 11 mila le unità perse, pari al -9,1% (calo nettamente superiore al -5,1% nazionale, con l’isola al 19esimo posto in Italia). Al contrario, il dato dei lavoratori indipendenti, nel 2020 nella nostra regione risulta in crescita del 7,1%, in controtendenza rispetto alla dinamica nazionale in riduzione del 2,9%. Ma non basta per risollevare il quadro disastroso sul quale incide la morìa di lavoratori dipendenti. A determinare la peggior performance occupazionale è la dinamica degli occupati dipendenti che hanno registrato un calo del -8,5%: nella maggior parte dei casi (circa i due terzi) si tratta dipendenti a tempo determinato, in primis gli stagionali).
A livello provinciale chi soffre di più è Sassari dove il tasso di occupazione 15-64 anni è sceso di 5,7 punti e contemporaneamente è cresciuto in egual misura il tasso di inattività. Per quanto riguarda i giovani, 15-29 anni, anche in questo caso Sassari ha il dato più negativo: -5,3 punti di occupazione mentre Nuoro ha il valore più alto di inattività: +6,1 punti). La ripartenza post Covid deve declinarsi in una vera strategia d’attacco, a partire dalla risoluzione dei problemi più impellenti che rappresentano un freno: per esempio la scarsa digitalizzazione della Pubblica amministrazione, visto che in Sardegna addirittura il 78,2% dei comuni non offre almeno un servizio per i cittadini interamente in modalità online.
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