Tutti a caccia del Green pass per averlo basta la prima dose
Il documento annunciato da Draghi sarà concesso 15 giorni dopo l’inoculazione Ma ancora ci sono dubbi su chi debba rilasciarlo: la Regione o l’azienda sanitaria
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. È cominciata la caccia al Green pass nazionale. Il premier Draghi l’ha annunciato, nel decreto legge «Sostegni» è previsto, ma di fatto sembra essere ancora una chimera o quasi. Innanzitutto a cosa servirà? In attesa del lasciapassare europeo, annunciato per la fine di giugno, permetterà agli italiani gli spostamenti fra Regioni di colore diverso, anche se sono arancioni o rosse. Ma a condizione che il titolare sia stato vaccinato almeno con la prima dose, oppure sia guarito dal Covid o che, con lo stesso certificato, dimostri di essersi sottoposto a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti. Ma – sempre stando al decreto – sarà l’indispensabile lasciapassare per partecipare a matrimoni, battesimi, banchetti d’ogni tipo, assistere alle manifestazioni sportive aperte al pubblico ed entrare nelle discoteche, quando riapriranno. Ed è forse proprio questa regola a interessare o preoccupare di più gran parte della gente. Perché con tutte le Regioni oggi in zona gialla, esclusa la Valle d’Aosta, la necessità di avere in tasca il Green pass non è più così impellente, ma lo potrebbe essere in futuro se dovessero cambiare i colori in peggio. A parte questo, la vera domanda è: a chi spetta rilasciare il Green pass?
Domande e riposte a metà. Nel leggere il decreto «Sostegni», il compito è affidato alle Regioni o alle Aziende sanitarie che gestiscono le campagne di vaccinazione. Attenzione, però, a chi ha ricevuto già la prima dose Pfizer, Moderna e AstraZeneca non è stato consegnato e quindi dovrà richiederlo, oppure aspettare che sia caricato (quando non si sa) nel fascicolo sanitario elettronico. A meno che, ma questo per ora non è chiaro da nessuna parte, il certificato rilasciato al momento della dose numero uno, con anche l’indicazione della data in cui sarà effettuato il richiamo, non sia considerato equivalante (e quindi sostitutivo) del Green pass nazionale. Così dovrebbe essere, nell’attesa di quello definitivo, ma di ufficiale non c’è ancora nulla. Invece, dal 18 maggio in poi la consegna del pass dovrebbe essere contestuale alla prima dose, ma bisognerà vedere se gli hub riusciranno ad adeguarsi in tempi brevi, oppure se ci saranno intoppi burocratici, con rinvii da una settimana all’altra.
L’efficacia. Dopo la prima dose, il pass dovrà essere rilasciato a partire dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione. In questo caso, varrà fino alla data della seconda dose e quindi almeno 42 giorni, Pfizer e Moderna, e tre mesi per gli AstraZeneca. È, invece, molto diverso il calcolo sulla durata del pass dopo la conclusione del ciclo con l’ultima dose. Per chi è stato vaccinato con AstraZeneca (che ha una finestra di 12 settimane tra prima e seconda somministrazione) il Green pass durerà 11 mesi e 10 giorni, con Pfizer o Moderna (richiamo dopo 42 giorni) 9 mesi e 28 giorni, qualcosa in meno, 9 mesi, se si è stati vaccinati con la monodose Johnson&Johnson. Ancora: chi è guarito dal Covid avrà diritto a un pass valido 6 mesi a partire dalla data dell’avvenuta guarigione. Il tampone negativo, infine, sarà valido per non più di 48 ore dal momento del test. Al di là di questo calendario, l’importante è che comunque, prima o poi, il pass nazionale sia rilasciato da qualcuno e al più presto. (ua)
Domande e riposte a metà. Nel leggere il decreto «Sostegni», il compito è affidato alle Regioni o alle Aziende sanitarie che gestiscono le campagne di vaccinazione. Attenzione, però, a chi ha ricevuto già la prima dose Pfizer, Moderna e AstraZeneca non è stato consegnato e quindi dovrà richiederlo, oppure aspettare che sia caricato (quando non si sa) nel fascicolo sanitario elettronico. A meno che, ma questo per ora non è chiaro da nessuna parte, il certificato rilasciato al momento della dose numero uno, con anche l’indicazione della data in cui sarà effettuato il richiamo, non sia considerato equivalante (e quindi sostitutivo) del Green pass nazionale. Così dovrebbe essere, nell’attesa di quello definitivo, ma di ufficiale non c’è ancora nulla. Invece, dal 18 maggio in poi la consegna del pass dovrebbe essere contestuale alla prima dose, ma bisognerà vedere se gli hub riusciranno ad adeguarsi in tempi brevi, oppure se ci saranno intoppi burocratici, con rinvii da una settimana all’altra.
L’efficacia. Dopo la prima dose, il pass dovrà essere rilasciato a partire dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione. In questo caso, varrà fino alla data della seconda dose e quindi almeno 42 giorni, Pfizer e Moderna, e tre mesi per gli AstraZeneca. È, invece, molto diverso il calcolo sulla durata del pass dopo la conclusione del ciclo con l’ultima dose. Per chi è stato vaccinato con AstraZeneca (che ha una finestra di 12 settimane tra prima e seconda somministrazione) il Green pass durerà 11 mesi e 10 giorni, con Pfizer o Moderna (richiamo dopo 42 giorni) 9 mesi e 28 giorni, qualcosa in meno, 9 mesi, se si è stati vaccinati con la monodose Johnson&Johnson. Ancora: chi è guarito dal Covid avrà diritto a un pass valido 6 mesi a partire dalla data dell’avvenuta guarigione. Il tampone negativo, infine, sarà valido per non più di 48 ore dal momento del test. Al di là di questo calendario, l’importante è che comunque, prima o poi, il pass nazionale sia rilasciato da qualcuno e al più presto. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
