Sulle orme di Lawrence sperando nel Recovery
di Ivana Fulghesu
Riprendono le corse ma servono risposte dalla Regione per un vero rilancio Da Sarcidano, Barbagia Seulo e Mandrolisai una lettera al presidente Solinas
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LACONI. Riprendono i viaggi del Trenino verde, ma sul progetto di rilancio della storica ferrovia servono risposte dalla Regione. Così amministratori, operatori turistici ed economici, sindacati e associazioni del territorio di Sarcidano, Barbagia di Seulo e Mandrolisai, hanno chiesto la convocazione di un incontro urgente col presidente della giunta regionale Christian Solinas per discutere sul futuro di questa importante opportunità turistica.
A maggior ragione sarebbe importante avere conferme ufficiali sul tema – hanno scritto gli addetti ai lavori al governatore regionale – considerando che proprio in questo periodo è caldo il tema del Recovery Plan e delle scelte per l’utilizzo dei fondi in arrivo. Ma serve chiarire anche la situazione del progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS, che valorizza le ferrovie storiche e l’idea di un turismo lento e sostenibile, pensato per dare una nuova vita a dieci linee ferroviarie che attraversano la provincia italiana. E il problema è che tra queste non rientra il Trenino verde della Sardegna.
Sono, dunque, diversi gli argomenti sui quali è necessario confrontarsi, a partire dalle problematiche attuali e fino all’individuazione di validi progetti futuri che potrebbero contribuire al rilancio dei percorsi del convoglio che attraversa le aree più impervie e affascinanti dell’isola. Con il passaggio della Sardegna in zona arancione la stagione turistica del Trenino Verde è partita in leggero ritardo, da maggio però sono ripresi i viaggi e riapre finalmente anche la tratta Mandas-Sorgono, chiusa da cinque anni per consentire importanti interventi di manutenzione. Una ripartenza attesa, soprattutto per la cosiddetta “tratta di Lawrence”, ma diversa dalle aspettative in un anno speciale che avrebbe dovuto rappresentare la svolta, quello in cui si celebra il centenario del viaggio compiuto nel 1921 dallo scrittore inglese David Herbert Lawrence insieme alla moglie Frieda e descritto nel libro Sea and Sardinia (“Mare e Sardegna”). Un tipo di turismo ideale per l’isola, quello del britannico, che scelse l’interno e percorsi poco battuti e conosciuti, ma proprio per questo stimolanti per chi vuole conoscere una terra.
Il calendario 2021, infatti, soprattutto dopo lo stop forzato e le limitazioni dovute all'emergenza sanitaria, sembra non riuscire a soddisfare pienamente gli operatori del territorio, che lamentano meno corse di quelle concordate nei mesi scorsi e in particolare nella tratta Mandas-Laconi, non ci sono viaggi in calendario nel fine settimana, la domenica o in occasione di festività, quando solitamente aumenta la domanda, ma solo il mercoledì.
Queste decisioni sono legate anche alla mancanza di mezzi e personale dell’Arst, che gestisce le tratte, una situazione complessa e nota da tempo che richiede un confronto tra le parti. L'auspicio è che il presidente Solinas accolga la richiesta di incontro per ascoltare le istanze del territorio che punta al vero rilancio del Trenino verde che «se valorizzato con un buon progetto e adeguati finanziamenti – sottolineano gli amministratori dei territori interessati – può rappresentare un'opportunità di sviluppo e crescita per la Sardegna, in particolare per le zone interne».
A maggior ragione sarebbe importante avere conferme ufficiali sul tema – hanno scritto gli addetti ai lavori al governatore regionale – considerando che proprio in questo periodo è caldo il tema del Recovery Plan e delle scelte per l’utilizzo dei fondi in arrivo. Ma serve chiarire anche la situazione del progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS, che valorizza le ferrovie storiche e l’idea di un turismo lento e sostenibile, pensato per dare una nuova vita a dieci linee ferroviarie che attraversano la provincia italiana. E il problema è che tra queste non rientra il Trenino verde della Sardegna.
Sono, dunque, diversi gli argomenti sui quali è necessario confrontarsi, a partire dalle problematiche attuali e fino all’individuazione di validi progetti futuri che potrebbero contribuire al rilancio dei percorsi del convoglio che attraversa le aree più impervie e affascinanti dell’isola. Con il passaggio della Sardegna in zona arancione la stagione turistica del Trenino Verde è partita in leggero ritardo, da maggio però sono ripresi i viaggi e riapre finalmente anche la tratta Mandas-Sorgono, chiusa da cinque anni per consentire importanti interventi di manutenzione. Una ripartenza attesa, soprattutto per la cosiddetta “tratta di Lawrence”, ma diversa dalle aspettative in un anno speciale che avrebbe dovuto rappresentare la svolta, quello in cui si celebra il centenario del viaggio compiuto nel 1921 dallo scrittore inglese David Herbert Lawrence insieme alla moglie Frieda e descritto nel libro Sea and Sardinia (“Mare e Sardegna”). Un tipo di turismo ideale per l’isola, quello del britannico, che scelse l’interno e percorsi poco battuti e conosciuti, ma proprio per questo stimolanti per chi vuole conoscere una terra.
Il calendario 2021, infatti, soprattutto dopo lo stop forzato e le limitazioni dovute all'emergenza sanitaria, sembra non riuscire a soddisfare pienamente gli operatori del territorio, che lamentano meno corse di quelle concordate nei mesi scorsi e in particolare nella tratta Mandas-Laconi, non ci sono viaggi in calendario nel fine settimana, la domenica o in occasione di festività, quando solitamente aumenta la domanda, ma solo il mercoledì.
Queste decisioni sono legate anche alla mancanza di mezzi e personale dell’Arst, che gestisce le tratte, una situazione complessa e nota da tempo che richiede un confronto tra le parti. L'auspicio è che il presidente Solinas accolga la richiesta di incontro per ascoltare le istanze del territorio che punta al vero rilancio del Trenino verde che «se valorizzato con un buon progetto e adeguati finanziamenti – sottolineano gli amministratori dei territori interessati – può rappresentare un'opportunità di sviluppo e crescita per la Sardegna, in particolare per le zone interne».
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