Vaccini, la Regione rilancia con un doppio open day: coinvolti anche gli over 18

Uno sarà dedicato agli over 60

SASSARI. Sono tantissimi e sono convinti di quello che fanno. A costo di correre rischi enormi. Gli oltre 150mila sardi tra i 60 e i 99 anni (ma la fascia degli assenteisti è più nutrita tra i 60 e i 79 anni) che ancora non sono stati vaccinati, e nemmeno prenotati, non è il frutto di un’anomalia del sistema ma di una fuga da un particolare tipo di siero: AstraZeneca. Il siero prodotto dalla multinazionale biofarmaceutica anglo-svedese è il brutto anatroccolo della campagna vaccinale, anche per colpa delle notizie diffuse riguardo agli spiacevoli, ma rarissimi, effetti collaterali causati dalla sua assunzione. L’ostracismo popolare nei confronti di AstraZeneca e del siero “Vaxzevria” sta causando gravi problemi alla campagna vaccinale e all’Ats, che si trova con una scorta di vaccini destinati proprio alla categoria di “anziani” in fuga dagli hub. Per intercettarli e per evitare che le dosi stoccate nell’isola possano scadere, in Sardegna saranno organizzati almeno altri due open day vaccinali.

La risposta dell’Ats. I conti non tornano nemmeno al commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi: «I pazienti over 60 sono una categoria a “priorità 1” e hanno la precedenza sulle altre classi d’età. Eppure, molti non si vaccinano. Non sono problemi legati alla mobilità o a difficoltà riscontrate nella prenotazione, non lo fanno perché temono AstraZeneca. Forse non sanno che un over 70 non vaccinato ha 750 possibilità in più di finire in ospedale rispetto ad un pari età vaccinato. Non solo, su 40 milioni di inoculazioni di AstraZeneca effettuate in tutta Europa, le trombosi riscontrate sono appena una decina. Ci sono antibiotici di uso comune che causano un numero di reazioni avverse 50 volte superiore a quello di AstraZeneca. Tuttavia molti preferiscono aspettare le dosi Pfizer». Per tamponare la fuga dal vaccino, Ats proverà ad organizzare a brevissima scadenza almeno altri due open day, uno dedicato ai cittadini tra i 60 e i 79 anni e uno al vaccino più contestato della batteria di sieri anti virus, con la possibilità di vaccinare anche gli over 18: «Abbiamo 46mila dosi di AstraZeneca a disposizione, è l’unico vaccino di cui riusciamo a fare scorte. Per intercettare gli over 60 proveremo ad organizzare una giornata di vaccinazione esclusiva e vedremo cosa accade – aggiunge Temussi –. Stiamo pensando anche ad un open day dedicato al solo vaccino AstraZeneca, che sarebbe aperto a tutti gli over 18 e per cui ci aspettiamo un boom simile a quello registrato con i quarantenni». In attesa di sdoganare una volta per tutta il siero di AstraZeneca, Temussi annuncia l’ingresso dei farmacisti nella campagna vaccinale “con almeno 350 adesioni già registrate” e un cambio di passo nel rapporto con i medici di famiglia, per cui è allo studio “un sistema di sanzioni” legato alle mancate somministrazioni ai mille pazienti allettati già iscritti alla campagna di vaccinazione ma non immunizzati.

Record e polemiche. Sabato sono state circa 23mila le vaccinazioni effettuate in Sardegna, 2mila in più di quelle registrate nelle 24 ore precedenti. Fra le Regioni è la sesta migliore performance giornaliera per dosi somministrate ogni 100mila abitanti ed è stato superato di oltre 10mila dosi il target quotidiano assegnato all’isola. Sabato sera si è chiusa la seconda giornata degli open day programmati in 6 hub che, per l'occasione, hanno prolungato l'operatività fino a mezzanotte. In Sardegna oltre il 34% della popolazione ha ricevuto la prima dose. In crescita anche le prenotazioni: superate le 335mila sulla piattaforma del sistema di Poste Italiane per la prima somministrazione. «Acceleriamo sulle vaccinazioni – dice il presidente della Regione, Christian Solinas –. I risultati restituiscono ancora una volta il segno della capacità del nostro sistema sanitario, ma soprattutto del grande senso di responsabilità dei sardi che in migliaia continuano a raggiungere gli hub e i centri di vaccinazione. Sul fronte della pandemia stiamo affrontando la sfida più importante e, ancora una volta, ognuno è chiamato a fare la propria parte. L'immunizzazione è la nostra arma più potente contro il virus. Servirà ancora il massimo impegno da parte di tutti, mantenendo fermo l'obiettivo di condurre l'isola fuori dall'emergenza nel più breve tempo possibile». «L’intero sistema – dichiara l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – sta rispondendo adeguatamente. Il lavoro per rendere sempre più efficiente e capillare la campagna di vaccinazione è incessante e per questo continueremo a mettere in campo ogni strumento e soluzione disponibili».

Molto meno concilianti le dichiarazioni di Mara Lapia, deputata del Centro democratico ed ex 5stelle: «Il commissario di Ats non può scaricare le colpe di una gestione fallimentare della campagna vaccinale sui medici di base. Non sono stati loro ad organizzare un sistema di prenotazione inefficiente, caratterizzato da ritardi e confusione. Come non stati loro a decidere di sottrarre il personale sanitario per dedicalo alla campagna di screening: servirebbe un’assunzione di responsabilità – conclude Lapia – ma non credo che l’Ats sia disposta ad ammettere di aver fallito».



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