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Ciro Grillo torna davanti ai Pm

di Tiziana Simula
Ciro Grillo torna davanti ai Pm

Presunto stupro in Costa: tre degli indagati chiedono di essere sentiti dai magistrati di Tempio

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TEMPIO. Ciro Grillo e due suoi amici, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, hanno chiesto alla Procura di Tempio di essere nuovamente sentiti. Una richiesta avanzata dalle difese alla luce della seconda chiusura delle indagini preliminari sulla presunta violenza di gruppo che ha fatto scattare venti giorni di tempo entro i quali le difese potevano presentare nuova documentazione difensiva o chiedere che gli indagati fossero nuovamente sentiti dai magistrati titolari dell’inchiesta. I tre giovani, assistiti dagli avvocati Enrico Grillo, Ernesto Monteverde, Mariano Mameli e Alessandro Vaccaro, compariranno, quindi, ancora una volta davanti al procuratore Gregorio Capasso e al sostituto Laura Bassani, per chiarire ulteriormente le loro posizioni anche in considerazione delle nuove carte depositate dal legale della presunta vittima. Non ha, invece, chiesto di essere interrogato Francesco Corsiglia, difeso dagli avvocati Gennaro Velle e Barbara Raimondo. Slitta quindi la decisione della Procura che avrebbe dovuto formulare la propria richiesta – rinvio a giudizio o archiviazione – nei confronti degli indagati. I quattro giovani genovesi, appena maggiorenni (nati tutti nel duemila) erano stati accusati di stupro nel luglio 2019, da una studentessa italo-svedese di 19 anni che ai carabinieri di Milano, al rientro dalla vacanza in Costa Smeralda, aveva denunciato di essere stata violentata dai quattro ragazzi nella casa di Beppe Grillo, al Pevero, dov’era andata insieme a un’amica dopo una serata trascorsa insieme a loro al Billionaire. Loro si sono sempre difesi sostenendo che non si trattava di stupro ma di sesso consenziente. Lo stesso Beppe Grillo, qualche giorno dopo l’interrogatorio di Ciro, si era lanciato in un’agguerrita difesa del figlio suscitando col suo video un vespaio di polemiche.

La presunta violenza sarebbe avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019. Secondo le accuse, i quattro giovani avrebbero costretto la studentessa, allora 19enne, a subire e compiere atti sessuali abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica dovuta all’assunzione di alcol. La ragazza, assistita dall’avvocato Giulia Bongiorno, aveva denunciato di essere stata violentata prima da uno, Corsiglia, e successivamente, quando ormai erano le 9 del mattino, dagli altri tre, Lauria, Capitta e Grillo, che l’avrebbero forzata a bere vodka afferrandola per i capelli e abusando ripetutamente di lei. Secondo la ricostruzione di quella notte, Corsiglia l’avrebbe violentata prima in camera da letto e poi nel box doccia. Poi, dopo ore, ancora violenza, a turno, da parte degli altri tre. Grillo, Lauria e Capitta sono accusati anche di atti di violenza nei confronti della seconda ragazza: Capitta avrebbe scattato le foto agli altri due mentre si scoprivano i genitali e li appoggiati sul viso della ragazza che dormiva sul divano.

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