Più richiesta di energia: è il segnale della ripresa
Aumento dei consumi del 15% ad aprile in confronto allo stesso mese 2020 Il ricorso alle rinnovabili ha coperto il 47% della domanda regionale
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SASSARI. L’aumento sempre più marcato dei consumi elettrici e industriali in Sardegna è un importante testimone della ripresa in atto dopo un 2020 terribile per l’economia isolana. Aprile conferma il trend: Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, ha rilevato una domanda di energia elettrica di 700 milioni di kWh (pari a circa il 3% della domanda nazionale). Tale valore è in crescita del 15% rispetto ad aprile 2020 e dell’1,1% rispetto ad aprile 2019. Aprile meglio ancora dello scorso marzo, in cui il consumo è stato di 739 milioni di kWh (da considerare il maggiore consumo per il riscaldamento), con una crescita del 6,9% rispetto a marzo 2020 e dello 0,8% rispetto a marzo 2019. Importante anche considerare l’insieme del primo quadrimestre, in cui la domanda risulta in crescita del 5,2% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Un dato significativo riguarda le fonti rinnovabili, il ricorso alle quali è destinato a salire progressivamente: già oggi hanno coperto il 47% della domanda elettrica regionale.
I consumi industriali. Nello specifico, sale il consumo a livello industriale, ma molto meno rispetto al dato nazionale. Si registra in Sardegna una sostanziale crescita (+5%) rispetto ad aprile del 2020, tornando sostanzialmente sui livelli di aprile del 2019, trainato dal settore della meccanica e dei metalli non ferrosi, mentre risulta in calo il comparto della chimica. A dirlo l’indice Imcei elaborato da Terna – che prende in esame e monitora in maniera diretta i consumi industriali di circa 530 clienti cosiddetti energivori connessi alla rete di trasmissione elettrica nazionale (grandi industrie dei settori cemento, calce e gesso, siderurgia, chimica, meccanica, mezzi di trasporto, alimentari, cartaria, ceramica e vetraria, metalli non ferrosi). Una risalita molto meno evidente rispetto alla media italiana, che vanta un +60% rispetto ad aprile 2020 e, soprattutto un +6% rispetto ad aprile 2019. Si rileva, inoltre, una variazione congiunturale del +1% rispetto al mese precedente (marzo).
I dati nazionali. La variazione tendenziale di aprile è stata ovunque positiva: +25,8% al nord, +20,2% al centro e +14,6% al sud. In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura ha fatto registrare una sostanziale stabilità rispetto a marzo. Ad aprile la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per circa l’88% con produzione nazionale e per la quota restante (12%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) registra un incremento dell’11,5% su aprile 2020. In aumento le fonti termoelettrica (+23,6%) ed eolica (+25,6%); in flessione idrica (-12,5%), fotovoltaica (-11%) e geotermica (-3,8%). Per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione è +253,6% per un effetto combinato dell’aumento dell’import (+77,3%) e di una riduzione dell’export (-68,5%). (a.palmas)
I consumi industriali. Nello specifico, sale il consumo a livello industriale, ma molto meno rispetto al dato nazionale. Si registra in Sardegna una sostanziale crescita (+5%) rispetto ad aprile del 2020, tornando sostanzialmente sui livelli di aprile del 2019, trainato dal settore della meccanica e dei metalli non ferrosi, mentre risulta in calo il comparto della chimica. A dirlo l’indice Imcei elaborato da Terna – che prende in esame e monitora in maniera diretta i consumi industriali di circa 530 clienti cosiddetti energivori connessi alla rete di trasmissione elettrica nazionale (grandi industrie dei settori cemento, calce e gesso, siderurgia, chimica, meccanica, mezzi di trasporto, alimentari, cartaria, ceramica e vetraria, metalli non ferrosi). Una risalita molto meno evidente rispetto alla media italiana, che vanta un +60% rispetto ad aprile 2020 e, soprattutto un +6% rispetto ad aprile 2019. Si rileva, inoltre, una variazione congiunturale del +1% rispetto al mese precedente (marzo).
I dati nazionali. La variazione tendenziale di aprile è stata ovunque positiva: +25,8% al nord, +20,2% al centro e +14,6% al sud. In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura ha fatto registrare una sostanziale stabilità rispetto a marzo. Ad aprile la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per circa l’88% con produzione nazionale e per la quota restante (12%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) registra un incremento dell’11,5% su aprile 2020. In aumento le fonti termoelettrica (+23,6%) ed eolica (+25,6%); in flessione idrica (-12,5%), fotovoltaica (-11%) e geotermica (-3,8%). Per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione è +253,6% per un effetto combinato dell’aumento dell’import (+77,3%) e di una riduzione dell’export (-68,5%). (a.palmas)
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