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Onorato: concordato e un nuovo partner per salvare Tirrenia

di Alessandro Pirina
Onorato: concordato e un nuovo partner per salvare Tirrenia

Depositata la domanda, Cin ha altri 15 giorni per i dettagli Europa investimenti metterà 60 milioni per pagare i debiti

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SASSARI. Onorato è disposto a vendere alcuni asset per salvare Tirrenia dal fallimento. L’ipotesi è contenuta nella domanda di concordato in continuità depositata via Pec lunedì notte, poco prima dello scadere del termine fissato dal tribunale. Un ultimo tentativo di respingere l’istanza di fallimento richiesta dalla procura. Un’ultima ciambella di salvataggio per non andare a fondo. Ora saranno i giudici della sezione fallimentare del tribunale di Milano a valutare la richiesta. Una decisione per la quale ci vorranno settimane, se non mesi. Anche perché ieri il tribunale ha concesso a Cin altri 15 giorni di tempo per completare tutti i dettagli tecnici della richiesta. A quel punto i giudici decideranno se ammettere o meno la società alla procedura di concordato. Se ci sarà il via libera l’iter dovrebbe durare alcuni mesi con alcuni passaggi obbligati come l’adunanza dei creditori.

Due giorni fa il gruppo Onorato si è trovato costretto a depositare la domanda di concordato, vista l’impossibilità di presentare l’accordo di ristrutturazione del debito da 180 milioni che ha nei confronti dello Stato. Il mancato via libera del Mise all’intesa con i commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria non ha lasciato altra strada a Onorato, che si è così avvalso di un piano B. Appunto una domanda di concordato in continuità. «Il piano – spiega Tirrenia in una nota – assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, il mantenimento dei servizi ai clienti, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto. Il piano, pur prevedendo la vendita di alcuni asset, si basa sulla continuità aziendale, sul mantenimento dei posti di lavoro e delle rotte non prevedendo inoltre alcun tipo di contributo pubblico da convenzioni ma operando sempre in regime di libero mercato». A fronte del mancato accordo, Cin «ringrazia il 95 per cento dei fornitori che, dando fiducia, avevano sottoscritto accordi con la compagnia ed Europa Investimenti per il supporto». Europa Investimenti, gruppo Arrow, è il partner che, a quanto comunica Cin, «è pronto a iniettare una liquidità di 60 milioni. In tal modo pagheremo 77 milioni in favore di banche e bondholders, ovvero l’intero debito di Cin nei confronti degli stessi, che saranno quindi obbligati al rilascio del consenso alla cancellazione delle ipoteche oggi esistenti in loro favore sulle navi, con la conseguente permanenza sulle stesse della sola iscrizione di ipoteca di primo grado in favore di Tirrenia in As».

La notizia della richiesta per il concordato in continuità genera un mix di soddisfazione e preoccupazione tra i sindacati. «Non abbiamo chiarezza di cosa l'azienda stia facendo ufficialmente né di quanto si voglia fare perché manca un tavolo istituzionale – dice il segretario Uiltrasporti William Zonca –. A noi questo genera una forte preoccupazione per la tutela dell'occupazione». «Speriamo che ci sia a breve la decisione da parte del tribunale – dice Ignazio Lai, Fit Cisl – e che ci sia una situazione garantista per i lavoratori e per i sardi». Per la Filt Cgil, dice il segretario nazionale Natale Colombo, «si allontanano le tensioni e si prospetta uno scenario assolutamente opposto al paventato fallimento. Misureremo il rigore e la determinazione di Cin nell'affrontare questa nuova sfida».

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