Il Banco cambia passo, più servizi per le imprese

Potenziata l’offerta per le piccole e medie aziende, con settori dedicati 

CAGLIARI. Il Banco di Sardegna ridisegna la sua architettura aziendale per la parte che riguarda il sostegno e la consulenza alle imprese sarde. E lo fa con una riorganizzazione prevista dal piano industriale, ma definita in uno dei momenti topici per il sistema economico nazionale: l’uscita dalla pandemia e l’accesso ai fondi comunitari. Una decisione che avvicina l’organizzazione del Banco a quella delle banche del centro-nord, a cominciare dalla capogruppo Bper, che a fianco di una forte offerta di servizi alle famiglie presenta una altrettanta robusta offerta per le imprese.

Tutto parte da lunedì prossimo con otto uffici dedicati e la riorganizzazione di una area. In totale saranno una quarantina le persone coinvolte, ma non è escluso che altre ne possano far parte. L’obiettivo evidente dell’operazione è intercettare la domanda di assistenza finanziaria che arriva dal mondo imprenditoriale locale, fatto di medie aziende con una livello di alfabetizzazione finanziaria, e a maggior ragione creditizia, tutt’altro che ottimale e con la necessità di trovare sostegno autorevole nel mercato dei capitali per poter ulteriormente crescere.

Dal 31 maggio il Banco avvierà l'attività di 4 Centri Imprese a Cagliari, Sassari, Nuoro e Roma, con 4 uffici satellite rispettivamente a Olbia, Oristano, Milano e Genova.

Si tratta di strutture caratterizzate da «elevata specializzazione nella finanza d'impresa – riporta una nota del Banco – e interamente dedicate alle realtà produttive più strutturate e complesse». Il target per le imprese sarde è quelle che hanno un fatturato annuo di almeno 2,5 milioni di euro. Sono più di 1100 i potenziali clienti del Banco, anche se molti di questi già usufruiscono dei servizi della banca. Diverso il target per quelle della penisola, che fa capire anche la dimensione della nostra economia: 10 milioni di euro.

Secondo il Banco «l'adozione di questo nuovo modello consentirà di essere ancor più vicini e focalizzati sulle esigenze delle imprese, proprio nel momento in cui le aspettative di ripresa cominciano a concretizzarsi. Dal punto di vista operativo non ci saranno disagi in quanto i codici Iban resteranno gli stessi e l’attività ordinaria di routine continuerà a essere svolta presso l'attuale filiale radicataria del rapporto, mentre il valore aggiunto è che dal 31 maggio le imprese potranno avvalersi di un gestore specializzato a loro dedicato». E se da un lato un team seguirà le imprese «le altre filiali della rete si potranno meglio focalizzare sulla gestione dei privati e dei piccoli operatori economici».

Ma non questa l’unica novità organizzativa dell’istituto controllato dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna.

L’altro grande cambiamento «nell'ottica poi di rafforzare il coordinamento e la penetrazione commerciale sui territori, avvicinando i punti decisionali al cliente», è la creazione di 3 direzioni regionali (Sardegna Nord, Sardegna Centro e Sardegna Sud), che si avvarranno sul territorio di otto Area Manager (Cagliari, Sud Est, Sud Ovest, Sassari, Olbia, Nuoro, Oristano e Penisola).

Infine il potenziamento dell’Area Affari «per poter dare il necessario supporto specialistico alle Direzioni Regionali, ai Centri Imprese e alla rete».

La sua struttura centrale si articolerà in quattro Servizi (Imprese e Corporate Finance, Famiglie e Piccoli operatori economici, Wealth Management e Pianificazione distributiva/monitoraggio commerciale/marketing) che saranno anche la cinghia di trasmissione tra Capogruppo/Direzione Generale e Rete.

È lo stesso direttore generale del Banco, Giuseppe Cuccurese, ad ammettere che si tratta di un «importante cambiamento nel nostro modello distributivo, che avviene proprio nel momento in cui è assolutamente necessaria una forte focalizzazione sul territorio e sulle iniziative che verranno attuate per rilanciare l’economia e le imprese».

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



WsStaticBoxes WsStaticBoxes