Clima estivo e zona bianca arrivano i primi turisti
di Claudio Zoccheddu
Aumenta il traffico in porti e aeroporti, numeri triplicati in pochi giorni
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SASSARI. Dal primo giugno il quadro sarà completo: zona bianca, restrizioni allentate e un’estate che si preannuncia quanto mai vivibile. Anche dal punto di vista della sicurezza sanitaria. Uno scenario turistico che appena un mese fa era difficile anche da ipotizzare. E se la tendenza di questi giorni di bassa stagione dovesse essere confermata, l’isola potrebbe ritornare a vestire i panni del paradiso turistico sostanzialmente “covid-free”. Era accaduto anche lo scorso anno, prima che il virus riprendesse improvviso vigore nel periodo agostano. Questa volta, però, in più ci dovrebbe essere l’esperienza maturata dagli errori commessi 12 mesi fa e la sicurezza garantita dalle vaccinazioni.
Arrivi in aumento. Per il momento i numeri non possono essere quelli dell’estate più “calda” ma i passeggeri in arrivo giornalmente sull’isola sono più che triplicati nel giro di un mese. Tra il 20 e il 21 aprile nei porti e negli aeroporti sardi erano controllate 1734 persone, un mese dopo il totale è arrivato a 6420 e la media dei giorni successivi ha superato abbondantemente i 4mila controlli giornalieri, con un numero di arrivi giornalieri quantificabili intorno alle diecimila unità. Un ruolo fondamentale lo gioca l’emergenza sanitaria e il clima, decisamente più accattivante quello di maggio, ma il segnale è comunque evidente: l’isola si confermerà una delle mete preferite per le vacanze degli italiani e, forse, anche degli stranieri. Per il momento è il nord della Sardegna a registrare il maggior numero di ingressi, soprattutto nei porti. Gli approdi di Olbia e Porto Torres sono i più frequentati dai turisti in ingresso. Gli aeroporti di Cagliari e Alghero sono invece gli scali più frequentati da chi sceglie l’aereo.
Il sistema dei controlli. In Sardegna è definito da un’ordinanza regionale che scade oggi. Le regole, tuttavia, sono chiare e sembrano essere state recepiti anche dai turisti più testardi. A differenza di quanto accade in diverse destinazioni continentali, in cui l’attesa del green pass europeo sembra aver mandato in tilt anche il sistema dei controlli. «Il protocollo per gli ingressi in Sardegna è chiaro – spiega Giancarlo Muntoni, direttore dell’ispettorato forestale del Nord Sardegna –. Per prima cosa i passeggeri devono registrarsi al sito Sardegna Sicura e, prima di partire, effettuare un tampone che deve avere esito negativo. Il tampone può essere effettuato anche all’arrivo, nei porti e negli aeroporti ci sono le aree deputate ai controlli. C’è anche la possibilità di effettuarlo entro 48 ore dall’arrivo, o, in alternativa, si è tenuti a rispettare dai 5 a i 10 giorni di quarantena a seconda della provenienza». C’è poi la nascitura “certificazione verde”, anche però per l’isola c’è una distinzione: «Chi ha effettuato solo una dose deve comunque fare anche il tampone. I passeggeri che hanno terminato il ciclo vaccinale con la seconda dose, invece, possono entrare senza dover effettuare un tampone di controllo», continua Muntoni. In attesa di capire cosa accadrà nei prossimi giorni, dal punto di vista delle ordinanze regionali e, soprattutto, del presumibile aumento degli arrivi, nel nord dell’isola tutto sembra filare liscio: «In questi giorni le difficoltà sono pochissime, chi arriva sa già cosa attendersi – aggiunge il direttore dell’ispettorato forestale–. Negli aeroporti circa l’85 per cento dei passeggeri arriva con l’esito di un tampone già effettuato, il resto lo fa in aeroporto sena troppi problemi. Nei porti le percentuali calano, il 60 per cento circa lo effettua prima della partenza, gli altri lo fanno una volta arrivati in Sardegna». Per il momento le rimostranze e i furbetti sono pochissimi: «Tutti i passeggeri sono controllati. Chi non effettua il tampone all’arrivo deve presentare un’autocertificazione in cui indica la sua destinazione, in modo da poter essere rintracciato. Ma c’è anche chi si rifiuta e in quel caso scatta l’identificazione. Il sistema funzione e non ci sono falle. Chi entra in Sardegna lo fa dopo essere stato controllato». conclude Muntoni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Arrivi in aumento. Per il momento i numeri non possono essere quelli dell’estate più “calda” ma i passeggeri in arrivo giornalmente sull’isola sono più che triplicati nel giro di un mese. Tra il 20 e il 21 aprile nei porti e negli aeroporti sardi erano controllate 1734 persone, un mese dopo il totale è arrivato a 6420 e la media dei giorni successivi ha superato abbondantemente i 4mila controlli giornalieri, con un numero di arrivi giornalieri quantificabili intorno alle diecimila unità. Un ruolo fondamentale lo gioca l’emergenza sanitaria e il clima, decisamente più accattivante quello di maggio, ma il segnale è comunque evidente: l’isola si confermerà una delle mete preferite per le vacanze degli italiani e, forse, anche degli stranieri. Per il momento è il nord della Sardegna a registrare il maggior numero di ingressi, soprattutto nei porti. Gli approdi di Olbia e Porto Torres sono i più frequentati dai turisti in ingresso. Gli aeroporti di Cagliari e Alghero sono invece gli scali più frequentati da chi sceglie l’aereo.
Il sistema dei controlli. In Sardegna è definito da un’ordinanza regionale che scade oggi. Le regole, tuttavia, sono chiare e sembrano essere state recepiti anche dai turisti più testardi. A differenza di quanto accade in diverse destinazioni continentali, in cui l’attesa del green pass europeo sembra aver mandato in tilt anche il sistema dei controlli. «Il protocollo per gli ingressi in Sardegna è chiaro – spiega Giancarlo Muntoni, direttore dell’ispettorato forestale del Nord Sardegna –. Per prima cosa i passeggeri devono registrarsi al sito Sardegna Sicura e, prima di partire, effettuare un tampone che deve avere esito negativo. Il tampone può essere effettuato anche all’arrivo, nei porti e negli aeroporti ci sono le aree deputate ai controlli. C’è anche la possibilità di effettuarlo entro 48 ore dall’arrivo, o, in alternativa, si è tenuti a rispettare dai 5 a i 10 giorni di quarantena a seconda della provenienza». C’è poi la nascitura “certificazione verde”, anche però per l’isola c’è una distinzione: «Chi ha effettuato solo una dose deve comunque fare anche il tampone. I passeggeri che hanno terminato il ciclo vaccinale con la seconda dose, invece, possono entrare senza dover effettuare un tampone di controllo», continua Muntoni. In attesa di capire cosa accadrà nei prossimi giorni, dal punto di vista delle ordinanze regionali e, soprattutto, del presumibile aumento degli arrivi, nel nord dell’isola tutto sembra filare liscio: «In questi giorni le difficoltà sono pochissime, chi arriva sa già cosa attendersi – aggiunge il direttore dell’ispettorato forestale–. Negli aeroporti circa l’85 per cento dei passeggeri arriva con l’esito di un tampone già effettuato, il resto lo fa in aeroporto sena troppi problemi. Nei porti le percentuali calano, il 60 per cento circa lo effettua prima della partenza, gli altri lo fanno una volta arrivati in Sardegna». Per il momento le rimostranze e i furbetti sono pochissimi: «Tutti i passeggeri sono controllati. Chi non effettua il tampone all’arrivo deve presentare un’autocertificazione in cui indica la sua destinazione, in modo da poter essere rintracciato. Ma c’è anche chi si rifiuta e in quel caso scatta l’identificazione. Il sistema funzione e non ci sono falle. Chi entra in Sardegna lo fa dopo essere stato controllato». conclude Muntoni.
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