L’uomo dei record: 22 stelle Michelin
Il suo impero comprende una trentina di ristoranti in 11 Paesi e 3 continenti
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OLBIA. Potrebbe sembrare scontato sentirle dire che «lavorare nel gruppo di Ducasse è la cosa migliore che mi potesse capitare», ma il fatto è che si va oltre al solo prestigio: «Sono davvero felice perché – spiega Silvia Tola – si tratta di un gruppo studiato nei minimi dettagli, ciò che noto è proprio questo: la grande professionalità in tutti gli aspetti. Quel che contraddistingue il marchio è l’estrema attenzione nella selezione dei prodotti e nelle preparazioni». Il grande chef cura ogni cosa, spiega Silvia, ed è molto presente: «Gli piace essere partecipe. In questi mesi, per esempio, per i gelati abbiamo fatto tantissimi test e lui ha sempre voluto valutare in prima persona». Così come nel periodo a “Cucina” «veniva spesso a mangiare». Nell’intero gruppo, sono tanti i giovani e soprattutto tanti gli italiani felici di fare parte del gruppo. Perché Alain Ducasse è un’istituzione, la stella più grande della cucina francese contemporanea nel mondo. Vanta ben 22 stelle Michelin – è lo chef più stellato al mondo – circa una trentina di ristoranti sparsi in undici Paesi e tre continenti. Anche l’impero Ducasse nell’ultimo anno ha dovuto imparare a cambiare piani e l’ha fatto con una formula originale di delivery e take away con menu studiati ad hoc. «Nelle difficoltà l’unica azione sensata è adattarsi. Se non si progredisce si resta indietro – le sue parole una settimana fa al Corriere della Sera –. L’haute cuisine ora deve scendere in strada». La chiave del successo di Ducasse sembra essere proprio la propensione a capire i tempi. Già da qualche anno, per dire, porta avanti ricette green, basate unicamente su verdure, cereali e «pesce da pesca sostenibile». Proprio al Corriere aveva parlato dell’inaugurazione a Parigi di «una gelateria artigianale in cui offriremo un gelato mantecato davanti al cliente e realizzato con ingredienti freschi e sani». Gusti classici e creazioni inedite, ma soprattutto, si legge sul Gambero Rosso, «darà seguito a una passione di vecchia data: all’inizio della sua carriera, lavorando come apprendista in pasticceria, Ducasse sognava di diventare gelatiere». (p.a.)
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