Scontro tra due barche: muore dilaniato dalle eliche
di Stefania Puorro
Incidente nelle acque di Portisco: la vittima è un uomo di 69 anni di Legnano
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OLBIA. Un amore infinito per la vela, il mare e la Sardegna. Un amore che si è spezzato tragicamente ieri mattina quando la sua barca a vela, la “Sea Fever 2” (“Febbre di mare”), è stata investita in pieno da un potente motoscafo. Lo scontro, avvenuto nelle acque tra Portisco e Porto Cervo, è stato terrificante. Il velista è stato prima travolto dalla prua del semicabinato e poi è stato sbalzato in mare, dove le eliche del motore hanno dilaniato il suo corpo. Si chiamava Alberto Filosi, aveva 69 anni ed era di Legnano. La moglie, Elena Rizzi, 69 anni anche lei, si è salvata. Ha riportato un trauma lombare ed è stata trasportata dal 118 all’ospedale di Olbia, traumatizzata.
A bordo del motoscafo (“Argo 1”, un semicabinato da 12 metri) c’erano quattro persone, tra cui il proprietario - Luigi Zambaiti, che ha anche una seconda casa a Portisco - che si trovava al timone. Ora è indagato per omicidio colposo.
Il Mayday. Sono le 11.30 di ieri. La capitaneria di porto di Olbia riceve una chiamata di soccorso. Qualcuno avvisa la sala operativa che c’è appena stata una collisione tra due imbarcazioni a mezzo miglio dalla costa, nelle acque a nord di Portisco. Si mobilitano subito due motovedette della guardia costiera e se ne aggiunge una terza della guardia di finanza della Maddalena, che si trovava già fuori per un’attività di controllo e vigilanza. Viene allertato anche il IV nucleo subacqueo della guardia costiera. Lo scenario che i soccorritori si trovano di fronte dopo qualche minuto è spaventoso. Anche se la dinamica dell’incidente è tutta da chiarire (delle indagini, per il momento, si sta occupando la capitaneria di porto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio), sembra che il semicabinato abbia investito in pieno la barca a vela (lunga una decina di metri), distruggendola nella parte posteriore e scaraventando in acqua il velista: forse l’uomo era già morto prima ancora di finire in mare, in mezzo alle eliche. Ma le conferme potranno arrivare solo dall’istituto di Medicina legale. La salma è stata recuperata dai sommozzatori e adagiata dagli uomini di una motovedetta della guardia costiera sulla banchina della Marina di Portisco: da qui è stata portata a Sassari nel primo pomeriggio. Ma almeno un’ora prima (poco dopo le 14) era stata riaccompagnata sempre a Portisco la moglie: ad attenderla un’équipe del 118 che a bordo di un’ambulanza l’ha subito portata al Giovanni Paolo II di Olbia. Le sue condizioni non sono comunque preoccupanti. Non hanno invece riportato ferite i 4 membri dell’equipaggio del motoscafo.
Le imbarcazioni. Il semicabinato “Argo 1” è stato scortato dalla motovedetta della guardia di finanza della Maddalena a Portisco e qui Zambaiti e il suo equipaggio sono stati sentiti per i primi atti di indagine disposti dal magistrato. La barca a vela è stata invece rimorchiata da una ditta specializzata al cantiere della Marina di Porto Cervo, su richiesta della guardia costiera. Entrambe le imbarcazioni sono già sotto sequestro. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del reparto territoriale di Olbia.
Portisco. Luigi Zambaiti è cliente fisso da anni della Marina di Portisco. Lo era anche Alberto Filosi. Qui, ieri mattina, anche se in orari diversi, avevano entrambi mollato gli ormeggi per un giro in mare in una splendida giornate di sole e con poco vento. Alle 11.30 la tragedia.
I testimoni. Le indagini sono ancora all’inizio. E in queste ore verranno sentiti anche altri testimoni. Tra cui gli occupanti di diverse imbarcazioni che avrebbero visto la collisione e che potrebbero fornire agli inquirenti ulteriori particolari. Alcuni si sarebbero precipitati nel punto in cui è avvenuto il tragico incidente per dare soprattutto assistenza alla donna, rimasta sulla barca a vela in forte stato di choc, sino all’arrivo della guardia costiera.
A bordo del motoscafo (“Argo 1”, un semicabinato da 12 metri) c’erano quattro persone, tra cui il proprietario - Luigi Zambaiti, che ha anche una seconda casa a Portisco - che si trovava al timone. Ora è indagato per omicidio colposo.
Il Mayday. Sono le 11.30 di ieri. La capitaneria di porto di Olbia riceve una chiamata di soccorso. Qualcuno avvisa la sala operativa che c’è appena stata una collisione tra due imbarcazioni a mezzo miglio dalla costa, nelle acque a nord di Portisco. Si mobilitano subito due motovedette della guardia costiera e se ne aggiunge una terza della guardia di finanza della Maddalena, che si trovava già fuori per un’attività di controllo e vigilanza. Viene allertato anche il IV nucleo subacqueo della guardia costiera. Lo scenario che i soccorritori si trovano di fronte dopo qualche minuto è spaventoso. Anche se la dinamica dell’incidente è tutta da chiarire (delle indagini, per il momento, si sta occupando la capitaneria di porto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio), sembra che il semicabinato abbia investito in pieno la barca a vela (lunga una decina di metri), distruggendola nella parte posteriore e scaraventando in acqua il velista: forse l’uomo era già morto prima ancora di finire in mare, in mezzo alle eliche. Ma le conferme potranno arrivare solo dall’istituto di Medicina legale. La salma è stata recuperata dai sommozzatori e adagiata dagli uomini di una motovedetta della guardia costiera sulla banchina della Marina di Portisco: da qui è stata portata a Sassari nel primo pomeriggio. Ma almeno un’ora prima (poco dopo le 14) era stata riaccompagnata sempre a Portisco la moglie: ad attenderla un’équipe del 118 che a bordo di un’ambulanza l’ha subito portata al Giovanni Paolo II di Olbia. Le sue condizioni non sono comunque preoccupanti. Non hanno invece riportato ferite i 4 membri dell’equipaggio del motoscafo.
Le imbarcazioni. Il semicabinato “Argo 1” è stato scortato dalla motovedetta della guardia di finanza della Maddalena a Portisco e qui Zambaiti e il suo equipaggio sono stati sentiti per i primi atti di indagine disposti dal magistrato. La barca a vela è stata invece rimorchiata da una ditta specializzata al cantiere della Marina di Porto Cervo, su richiesta della guardia costiera. Entrambe le imbarcazioni sono già sotto sequestro. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del reparto territoriale di Olbia.
Portisco. Luigi Zambaiti è cliente fisso da anni della Marina di Portisco. Lo era anche Alberto Filosi. Qui, ieri mattina, anche se in orari diversi, avevano entrambi mollato gli ormeggi per un giro in mare in una splendida giornate di sole e con poco vento. Alle 11.30 la tragedia.
I testimoni. Le indagini sono ancora all’inizio. E in queste ore verranno sentiti anche altri testimoni. Tra cui gli occupanti di diverse imbarcazioni che avrebbero visto la collisione e che potrebbero fornire agli inquirenti ulteriori particolari. Alcuni si sarebbero precipitati nel punto in cui è avvenuto il tragico incidente per dare soprattutto assistenza alla donna, rimasta sulla barca a vela in forte stato di choc, sino all’arrivo della guardia costiera.
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