Speronamento a Portisco: oggi l’autopsia dello skipper
Il proprietario del motoscafo investitore indagato per omicidio colposo La moglie della vittima è ricoverata a Olbia ancora in stato confusionale
2 MINUTI DI LETTURA
PORTISCO. È il giorno dell’autopsia. Oggi il medico il legale Francesco Serra dell’Università di Sassari, cercherà di dare le prime risposte sulla tragica fine del velista Alberto Filosi, 69 anni, di Legnano. Proverà a capire se sia morto durante la collisione tra la sua barca a vela e il semicabinato da 12 metri o se a ucciderlo siano state le eliche del motore.Una verità che, nel momento in cui dovesse essere accertata, verrà subito comunicata al sostituto procuratore di Tempio Maria Paola Asara, che sta coordinando le indagini sull’incidente dell’altro ieri davanti a Portisco .
E’ ancora sotto choc ed è sempre ricoverata al Giovanni Paolo II di Olbia Elena Rizzi, moglie dello skipper. Lei è riuscita a salvarsi nello scontro avvenuto a mezzo miglio dalla costa. La donna ha riportato traumi alle costole e alle vertebre, ma le sue condizioni non sono preoccupanti.
La dinamica è ancora tutta da chiarire. E anche l’autorità marittima sta cercando di raccogliere più elementi possibili. Alberto Filosi, che aveva un posto barca alla Marina di Portisco, era uscito sabato mattina con la sua “Sea Fever 2” (Febbre di Mare) per fare una gita con la moglie. La giornata era splendida e c’era poco vento. Anche Luigi Zambaiti, lombardo pure lui e proprietario di un potente motoscafo da 12 metri, l’”Argo 1”, ha una seconda casa a Portisco e dal porto turistico, con tre persone a bordo, aveva mollato gli ormeggi per trascorrere la domenica nel mare della Costa Smeralda.
Alle 11.30 la tragedia. Il semicabinato ha travolto la barca a vela e Alberto Filosi è stato prima colpito in pieno dalla prua del motoscafo e poi è finito in acqua: le eliche del motore hanno dilaniato il suo corpo. Sul posto, appena la sala operativa della capitaneria ha ricevuto il Mayday, si sono precipitate due motovedette della guardia costiera di Olbia, una della guardia di finanza della Maddalena che stava svolgendo un servizio di vigilanza e i sommozzatori del IV nucleo subacqueo della guardia costiera.
Subito soccorsa la moglie del velista, traumatizzata e ancora sulla barca. Accompagnata alla Marina di Portisco, è stata poi trasportata da un’ambulanza del 118 in ospedale.
Le due imbarcazioni sono sotto sequestro. La barca a vela si trova nel cantiere della Marina di Porto Cervo: è stata rimorchiata da una ditta specializzata, contattata dalla guardia costiera, qualche ora dopo la tragedia. Il semicabinato, invece, è bloccato in una banchina della Marina di Portisco. Luigi Zambaiti, che si trovava al timone, è indagato per omicidio colposo. (s.p.)
E’ ancora sotto choc ed è sempre ricoverata al Giovanni Paolo II di Olbia Elena Rizzi, moglie dello skipper. Lei è riuscita a salvarsi nello scontro avvenuto a mezzo miglio dalla costa. La donna ha riportato traumi alle costole e alle vertebre, ma le sue condizioni non sono preoccupanti.
La dinamica è ancora tutta da chiarire. E anche l’autorità marittima sta cercando di raccogliere più elementi possibili. Alberto Filosi, che aveva un posto barca alla Marina di Portisco, era uscito sabato mattina con la sua “Sea Fever 2” (Febbre di Mare) per fare una gita con la moglie. La giornata era splendida e c’era poco vento. Anche Luigi Zambaiti, lombardo pure lui e proprietario di un potente motoscafo da 12 metri, l’”Argo 1”, ha una seconda casa a Portisco e dal porto turistico, con tre persone a bordo, aveva mollato gli ormeggi per trascorrere la domenica nel mare della Costa Smeralda.
Alle 11.30 la tragedia. Il semicabinato ha travolto la barca a vela e Alberto Filosi è stato prima colpito in pieno dalla prua del motoscafo e poi è finito in acqua: le eliche del motore hanno dilaniato il suo corpo. Sul posto, appena la sala operativa della capitaneria ha ricevuto il Mayday, si sono precipitate due motovedette della guardia costiera di Olbia, una della guardia di finanza della Maddalena che stava svolgendo un servizio di vigilanza e i sommozzatori del IV nucleo subacqueo della guardia costiera.
Subito soccorsa la moglie del velista, traumatizzata e ancora sulla barca. Accompagnata alla Marina di Portisco, è stata poi trasportata da un’ambulanza del 118 in ospedale.
Le due imbarcazioni sono sotto sequestro. La barca a vela si trova nel cantiere della Marina di Porto Cervo: è stata rimorchiata da una ditta specializzata, contattata dalla guardia costiera, qualche ora dopo la tragedia. Il semicabinato, invece, è bloccato in una banchina della Marina di Portisco. Luigi Zambaiti, che si trovava al timone, è indagato per omicidio colposo. (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
