manutenzioni
Ponti e viadotti, all’isola 36 milioni da spendere nel triennio 2021-2023
SASSARI. I ministri delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e dell’Economia, Daniele Franco, hanno firmato il decreto che ripartisce 1,15 miliardi di euro per il monitoraggio e la manutenzione di...
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SASSARI. I ministri delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e dell’Economia, Daniele Franco, hanno firmato il decreto che ripartisce 1,15 miliardi di euro per il monitoraggio e la manutenzione di ponti e viadotti stradali. Alla Sardegna, nel triennio 2021-2023, andranno 36 milioni e 472mila euro (11 nel 2021, 14 nel 2022 e 11 nel 2023).
Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e poi sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale.
Si tratta di un intervento straordinario, ma che potrebbe anche diventare permanente perchè il decreto prevede già che «qualora si rendano disponibili ulteriori risorse per la stessa finalità» si seguiranno gli stessi coefficienti di distribuzione.
La ripartizione del miliardo, infatti, è stata fatta tenendo conto di consistenza della rete viaria e del parco veicoli circolanti, ma anche della vulnerabilità del territorio.
Una parte dei fondi (al massimo il 25 per cento della annualità 2021) potrà infatti essere destinata a analisi sullo stato delle strutture, sul traffico e, appunto, sulla vulnerabilità territoriale. Proprio sulla base di questi studi potranno poi essere progettati e programmati i successivi interventi.
Ma attenzione: i fondi vanno spesi in fretta: entro la fine dell’annu successivo. Altrimenti lo Stato se li riprenderà.
Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e poi sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale.
Si tratta di un intervento straordinario, ma che potrebbe anche diventare permanente perchè il decreto prevede già che «qualora si rendano disponibili ulteriori risorse per la stessa finalità» si seguiranno gli stessi coefficienti di distribuzione.
La ripartizione del miliardo, infatti, è stata fatta tenendo conto di consistenza della rete viaria e del parco veicoli circolanti, ma anche della vulnerabilità del territorio.
Una parte dei fondi (al massimo il 25 per cento della annualità 2021) potrà infatti essere destinata a analisi sullo stato delle strutture, sul traffico e, appunto, sulla vulnerabilità territoriale. Proprio sulla base di questi studi potranno poi essere progettati e programmati i successivi interventi.
Ma attenzione: i fondi vanno spesi in fretta: entro la fine dell’annu successivo. Altrimenti lo Stato se li riprenderà.
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