Vaccini verso il milione e ora tocca agli over 16
Attese entro giugno 400mila dosi. Si potrà puntare all’immunità di gregge Prenotazioni per i nati dopo l’82 ma le convocazioni slittano a metà mese
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CAGLIARI. La soglia del milione è a un passo. Dall’inizio della campagna «liberiamoci dal Covid», il 27 dicembre, in Sardegna sono state somministrate 931.737 dosi, compresi i richiami. A questo punto mancano solo poco più di 68mila vaccinazioni per centrare l’obiettivo. Il conto alla rovescia è cominciato 24 ore fa. Con una media di 15 mila al giorno, annunciata dall’Ats-Ares, il traguardo del milione, suggestivo e storico, dovrebbe essere superato a metà della prossima settimana. Sempre che, nel frattempo, arrivino i vaccini promessi dal commissario nazionale, il generale Francesco Paolo Figliuolo: 90mila, entro martedì. Per diventare poi 100mila, intorno al 14 giugno, perché – sempre secondo l’alto ufficiale degli alpini – è «questo il momento della spallata». Tirate le somme, l’assegnazione totale per la Sardegna dovrebbe essere intorno alle 400mila dosi. Con questa dotazione, seppure ancora sulla carta, dovrebbe essere anche più facile centrare un secondo obiettivo: l’auspicata immunità di gregge. Finora, invece, è stato vaccinato con la prima dose poco più del 40 per cento della popolazione sopra i 12 anni, e quindi prima di poter annunciare «abbiamo messo al sicuro oltre la metà dei sardi», mancano ancora almeno 90-100mila prime dosi. Solo allora, va sottolineato, sarà davvero un’estate sicura.
Lo studio. Oggi, da mezzogiorno in poi, potranno prenotare il vaccino anche gli over 16 fino ai nati nel 1982 (39 anni) ma che comunque non saranno convocati prima di metà giugno. Perché, stando a uno studio di Luca Fusaro, esperto in analisi statistiche, e anche al report settimanale della Fondazione Gimbe, la Sardegna sarebbe ancora indietro per quanto riguarda le altre fasce d’età e solo il 16 per cento avrebbe completato il ciclo delle vaccinazioni. Fra gli over 70, ad esempio, due su 10 non sarebbero stati ancora convocati o comunque non risulterebbero neanche fra i prenotati, tre fra gli ultrasessantenni, cinque fra gli over 50 e oltre la metà di ultraquarantenni. È proprio a causa di questo censimento contraddittorio che il generale Figliuolo ha ricordato a tutte le Regioni: «Nella nostra sacrosanta corsa al vaccino, non dobbiamo lasciare indietro nessuno».
Sempre più bianca. Per la Fondazione Gimbe, dal 26 maggio al primo maggio, in Sardegna il rischio continua a essere molto basso. I positivi al Covid ogni 100mila abitanti sono diminuiti del 16,5 per cento rispetto alla settimana precedente. È in continua discesa anche il numero di nuovi casi, seppure – va sottolineato – le maglie del tracciamento, leggi tamponi eseguiti, si sono allargate se messe a confronto con gli stretti controlli di aprile. Ma la Sardegna, sempre secondo la Fondazione, è sempre più bianca soprattutto perché il sistema sanitario è «lontanissimo dalle soglie di rischio», per quanto riguarda i posti le letto occupati nelle terapie intensive (il 6 per cento) e in quelle sub-intensive, l’8. Oggi, come ogni venerdì, i dati dovranno essere certificati dal Comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità. È scontata la conferma della Sardegna in zona bianca per altri sette giorni. Qualche problema in più, invece, potrebbe esserci venerdì prossimo, quando gli esperti valuteranno i possibili contraccolpi dopo la prima settimana senza più il vincolo del coprifuoco alle 23 e con l’apertura a pieno regime di bar e ristoranti. Per il governatore Christian Solinas, «continuiamo a essere fra le Regioni con il più basso indice di contagio, ma attenti a non abbassare la guardia». Anzi, «visto che attraversiamo una fase determinante nella lotta al virus, è proprio questo il momento della responsabilità in cui ciascuno di noi è chiamato a difendere i risultati raggiunti, attraverso i comportamenti individuali e l’adesione alla campagna vaccinale. Oggi il ritorno a una nuova normalità è molto vicino e, a questo punto, qualunque passo indietro sarebbe un errore imperdonabile che non possiamo certo permetterci all’inizio della stagione turistica». (ua)
Lo studio. Oggi, da mezzogiorno in poi, potranno prenotare il vaccino anche gli over 16 fino ai nati nel 1982 (39 anni) ma che comunque non saranno convocati prima di metà giugno. Perché, stando a uno studio di Luca Fusaro, esperto in analisi statistiche, e anche al report settimanale della Fondazione Gimbe, la Sardegna sarebbe ancora indietro per quanto riguarda le altre fasce d’età e solo il 16 per cento avrebbe completato il ciclo delle vaccinazioni. Fra gli over 70, ad esempio, due su 10 non sarebbero stati ancora convocati o comunque non risulterebbero neanche fra i prenotati, tre fra gli ultrasessantenni, cinque fra gli over 50 e oltre la metà di ultraquarantenni. È proprio a causa di questo censimento contraddittorio che il generale Figliuolo ha ricordato a tutte le Regioni: «Nella nostra sacrosanta corsa al vaccino, non dobbiamo lasciare indietro nessuno».
Sempre più bianca. Per la Fondazione Gimbe, dal 26 maggio al primo maggio, in Sardegna il rischio continua a essere molto basso. I positivi al Covid ogni 100mila abitanti sono diminuiti del 16,5 per cento rispetto alla settimana precedente. È in continua discesa anche il numero di nuovi casi, seppure – va sottolineato – le maglie del tracciamento, leggi tamponi eseguiti, si sono allargate se messe a confronto con gli stretti controlli di aprile. Ma la Sardegna, sempre secondo la Fondazione, è sempre più bianca soprattutto perché il sistema sanitario è «lontanissimo dalle soglie di rischio», per quanto riguarda i posti le letto occupati nelle terapie intensive (il 6 per cento) e in quelle sub-intensive, l’8. Oggi, come ogni venerdì, i dati dovranno essere certificati dal Comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità. È scontata la conferma della Sardegna in zona bianca per altri sette giorni. Qualche problema in più, invece, potrebbe esserci venerdì prossimo, quando gli esperti valuteranno i possibili contraccolpi dopo la prima settimana senza più il vincolo del coprifuoco alle 23 e con l’apertura a pieno regime di bar e ristoranti. Per il governatore Christian Solinas, «continuiamo a essere fra le Regioni con il più basso indice di contagio, ma attenti a non abbassare la guardia». Anzi, «visto che attraversiamo una fase determinante nella lotta al virus, è proprio questo il momento della responsabilità in cui ciascuno di noi è chiamato a difendere i risultati raggiunti, attraverso i comportamenti individuali e l’adesione alla campagna vaccinale. Oggi il ritorno a una nuova normalità è molto vicino e, a questo punto, qualunque passo indietro sarebbe un errore imperdonabile che non possiamo certo permetterci all’inizio della stagione turistica». (ua)
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