La Nuova Sardegna

La Procura: «Rinviate a giudizio Ciro Grillo e i suoi tre amici»

di Tiziana Simula
La Procura: «Rinviate a giudizio Ciro Grillo e i suoi tre amici»

Depositata la richiesta del procuratore capo di Tempio Capasso e della sostituta Bassani L’udienza dal Gup è stata fissata per venerdì 25 giugno. I fatti contestati risalgono all’estate del 2019

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TEMPIO. La Procura di Tempio chiede il processo per Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, e per i tre suoi amici, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese, residente a Milano, all’epoca dei fatti 19enne. Per Grillo Jr, Lauria e Capitta c’è anche l’accusa di violenza sessuale nei confronti dell’amica della giovane studentessa per un video e alcune foto oscene scattate mentre lei dormiva sul divano. Dopo quasi due anni di indagini – il presunto stupro di gruppo sarebbe avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 – il procuratore Gregorio Capasso e il sostituto Laura Bassani hanno depositato la richiesta di rinvio a giudizio, notificata ieri ai difensori degli indagati.

L’udienza preliminare. Si terrà davanti al gup Caterina Interlandi il 25 giugno. Per i magistrati della procura gallurese è stata un’inchiesta particolarmente complessa e delicata dal forte impatto mediatico, caratterizzata da due chiusure di indagini preliminari, ripetuti interrogatori degli indagati e un’agguerrita difesa del figlio da parte di Beppe Grillo che aveva suscitato col suo video un vespaio di polemiche.

Proprio Ciro Grillo nei giorni scorsi si è presentato nella caserma dei carabinieri di Genova dove ha reso spontanee dichiarazioni. Era stato lui stesso, tramite il suo avvocato Enrico Grillo, a chiedere di essere sentito. Altrettanto avevano chiesto di fare Edoardo Capitta, difeso dagli avvocati Ernesto Monteverde e Mariano Mameli, e Vittorio Lauria, assistito dall’avvocato Alessandro Vaccaro, ma poi i due ragazzi hanno rinunciato in quanto i loro legali avevano chiesto che parlassero davanti ai pubblici ministeri di Tempio, ma la procura ha disposto l’audizione dai carabinieri liguri. Così hanno deciso di lasciar perdere.

Le accuse della Procura. I giovani genovesi, appena maggiorenni (nati tutti nel duemila) erano stati accusati di stupro dalla studentessa italo-norvegese che ai carabinieri di Milano, al rientro dalle vacanze in Costa Smeralda, aveva denunciato di essere stata violentata dai quattro ragazzi nella casa del comico genovese, al Pevero, dov’era andata insieme a un’amica (nata nel Regno Unito, anche lei nel 2000) dopo una nottata trascorsa insieme a loro al Billionaire. Nottata durante la quale tutti avevano bevuto in abbondanza e che era proseguita nella casa di Grillo dove le amiche erano state invitate per una spaghettata e dove sarebbe avvenuti i ripetuti abusi sessuali.

«Sesso consenziente», hanno sempre sostenuto gli indagati. Ma per la Procura di Tempio è stata violenza sessuale di gruppo.

Secondo i magistrati della procura gallurese, i quattro giovani l’avrebbero costretta subire e a compiere atti sessuali abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica dovuta all’assunzione di alcol. La ragazza sarebbe stata violentata prima da uno, Francesco Corsiglia, e successivamente, quando ormai si era fatto giorno ed erano le 9 del mattino, dagli altri tre, Lauria, Capitta e Grillo, che l’avrebbero forzata a bere vodka afferrandola per i capelli e abusando ripetutamente di lei. Secondo la ricostruzione di quella notte, Corsiglia, difeso dagli avvocati Gennaro Velle e Barbara Raimondo, avrebbe chiesto alla ragazza di accompagnarlo in una stanza da letto per prendere delle coperte e, a quel punto, l’avrebbe afferrata per le braccia e scaraventata sul letto, ma lei sarebbe riuscita a divincolarsi. Poi, si sarebbe infilato nel letto dove lei si era coricata, in un’altra stanza, e lì avrebbe abusato della giovane.

Violenza proseguita nel box doccia dove era stata raggiunta quando era riuscita ad allontanarsi da lui, mentre gli altri tre commentavano tra loro. Poi, alle 9 del mattino, ancora violenza da parte degli altri tre. A turno.

Le foto oscene. Grillo, Capitta e Lauria devono difendersi dall’accusa di violenza sessuale anche nei confronti dell’altra ragazza per essersi immortalati a vicenda girando un filmato e scattando tre fotografie col cellulare di Capitta, mentre poggiavano i propri genitali sul viso e sulla fronte della 19enne che dormiva sul divano.

Le due presunte vittime degli abusi sono assistite dagli avvocati Giulia Bongiorno (per la ragazza italo norvegese) e Vinicio Nardo (per l’amica).

Sarà ora il gup a decidere se mandare o meno a processo i quattro giovani genovesi.

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