M5s, revocata l’espulsione della Cuccu
La decisione della commissione di garanzia precede la decisione del tribunale
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CAGLIARI. La consigliera regionale Carla Cuccu è rientrata a tutti gli effetti nei ranghi del M5s: è stato il comitato di garanzia grillino a revocare l’espulsione, già sospesa in via cautelare dal tribunale, senza attendere la decisione finale del giudice. La conferma della notizia è arrivata dai difensori della Cuccu, gli avvocati Patrizio Rovelli e Lorenzo Borrè, in una nota stampa in cui annunciano «un primo successo importante in una battaglia giudiziaria che comunque va avanti per far accertare anche la patente illegittimità del provvedimento di sospensione adottato nell’estate 2020, nell’ambito dello stesso procedimento disciplinare, dal collegio dei probiviri».
Nessun passo indietro dunque da parte della Cuccu e dei suoi legali, che incassata la revoca del provvedimento di cui già il tribunale aveva stabilito l’illegittimità per mancanza di motivazione, ora intendono metterne a fuoco l’origine: «Ci domandiamo - è scritto nella nota - perché prima di adottarlo non fu constatata l’illegittimità della proposta di espulsione e soprattutto da chi partì e perché». Queste ultime domande collegano la controversia civile con il procedimento penale condotto dal pm Giua Marassi, che vede al momento iscritta al registro degli indagati l’ex capogruppo in consiglio regionale Desirée Manca con l’ipotesi accusatoria di atti persecutori: è stata lei insieme al collega Michele Ciusa a esercitare pressioni sulla struttura disciplinare nazionale per far fuori la Cuccu dal M5s? Ad oggi i fatti che hanno preceduto il provvedimento di espulsione sono quelli riferiti nei tre esposti con 63 allegati depositati in Procura dagli avvocati Rovelli e Borrè, cui sono seguiti altri documenti consegnati nelle scorse settimane. Quegli esposti raccontano di «un sistema di controllo della sua attività» che avrebbe limitato fino a soffocarla l’autonomia della consigliera e della «guerra feroce» scatenata contro di lei da alcuni colleghi del gruppo, i quali le avrebbero attribuito condotte infondate sino a provocarne l’espulsione. Attività ostili che la consigliera Manca nega con forza, in attesa di difendersi nella sede giudiziaria.
Storia ancora da scrivere, dunque. E storia lunga, sulla quale la decisione di revocare il provvedimento disciplinare assunta dalla commissione di garanzia avrà forti riflessi. Il prossimo passaggio sarà la decisione del tribunale civile sulla rappresentanza legale del M5s, per ora affidata a un curatore speciale in attesa che la questione venga chiarita a livello nazionale. (m.l)
Nessun passo indietro dunque da parte della Cuccu e dei suoi legali, che incassata la revoca del provvedimento di cui già il tribunale aveva stabilito l’illegittimità per mancanza di motivazione, ora intendono metterne a fuoco l’origine: «Ci domandiamo - è scritto nella nota - perché prima di adottarlo non fu constatata l’illegittimità della proposta di espulsione e soprattutto da chi partì e perché». Queste ultime domande collegano la controversia civile con il procedimento penale condotto dal pm Giua Marassi, che vede al momento iscritta al registro degli indagati l’ex capogruppo in consiglio regionale Desirée Manca con l’ipotesi accusatoria di atti persecutori: è stata lei insieme al collega Michele Ciusa a esercitare pressioni sulla struttura disciplinare nazionale per far fuori la Cuccu dal M5s? Ad oggi i fatti che hanno preceduto il provvedimento di espulsione sono quelli riferiti nei tre esposti con 63 allegati depositati in Procura dagli avvocati Rovelli e Borrè, cui sono seguiti altri documenti consegnati nelle scorse settimane. Quegli esposti raccontano di «un sistema di controllo della sua attività» che avrebbe limitato fino a soffocarla l’autonomia della consigliera e della «guerra feroce» scatenata contro di lei da alcuni colleghi del gruppo, i quali le avrebbero attribuito condotte infondate sino a provocarne l’espulsione. Attività ostili che la consigliera Manca nega con forza, in attesa di difendersi nella sede giudiziaria.
Storia ancora da scrivere, dunque. E storia lunga, sulla quale la decisione di revocare il provvedimento disciplinare assunta dalla commissione di garanzia avrà forti riflessi. Il prossimo passaggio sarà la decisione del tribunale civile sulla rappresentanza legale del M5s, per ora affidata a un curatore speciale in attesa che la questione venga chiarita a livello nazionale. (m.l)
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