Mezza giunta a rischio sgomitano Psd’Az e Udc
di Umberto Aime
Il rimpasto di luglio potrebbe costare la poltrona ad almeno 7-8 assessori
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La regola non cambierà, neanche per il Solinas bis, destinato a veder la luce in piena estate. Ancora una volta «ogni tre consiglieri, potrai avere un assessore». È stato questo il minimo comune denominatore nel 2019 e lo sarà anche dopo due anni e mezzo di legislatura. Però finora nessuno degli alleati del governatore ha capito se il calcolo di luglio partirà dai risultati elettorali delle Regionali, oppure terrà conto dei più o meno recenti cambi di casacca in Consiglio. Perché, nel dare-avere, sempre in corso, ci sono partiti che hanno perso pezzi: Lega, Forza Italia, Riformatori e Sardegna 20.Venti. Altri, invece, hanno raddoppiato il peso, come l’Udc passato da 3 a 7 consiglieri, e altri ancora, a cominciare dal Psd’Az, oggi sono in 10, potrebbero crescere ancora. Dunque, all’inizio delle consultazioni, il primo punto in discussione sarà proprio: «Da quale mappa si parte?» È scontato: i partiti ridimensionati difenderanno lo schema del 2019, mentre gli altri chiederanno un immediato riequilibrio. Come finirà? È presto per dare una risposta, anche se la seconda ipotesi, il ricalcolo, sembra essere già in vantaggio.
Vecchie facce. Quanti degli attuali 12 assessori resteranno al loro posto? È possibile 6-7, o forse anche qualcuno in meno. Dipenderà molto da quanto otterranno e blinderanno i partiti di riferimento. La Lega, che in corsa ha perso un consigliere, scendendo a sette, potrebbe essere costretta a rinunciare a uno degli assessorati. Fra trasporti, affari generali e sanità quelli più in bilico sembrano essere i primi due. Certo, nessuno è intoccabile ma Mario Nieddu (sanità) ha maggiori chance di rimanere dov’è rispetto a Giorgio Todde (trasporti) e Valeria Satta (affari generali), che oggi invece sembrerebbero ripartire alla pari. Anche se il coordinatore Eugenio Zoffili ha detto: «Confermeremo tutta la squadra». Il Psd’Az ha i numeri per chiedere un terzo assessorato, oltre all’urbanistica, Quirico Sanna, e al turismo, Gianni Chessa. Ma alla fine l’evidente esuberanza del partito, è in procinto di salire fino a 12 consiglieri, potrebbe essere tenuta a bada dallo stesso Solinas. Al massimo ai sardisti potrebbe essere chiesto – se fosse necessario – un valzer di deleghe. Chi è sicuro della riconferma è Andrea Biancareddu alla cultura. Anzi, l’Udc raddoppierà. Avrà l’ambiente o i lavori pubblici? Le scommesse sono aperte. Ridimensionata in aula, Forza Italia da 2 assessori – Giuseppe Fasolino al bilancio e Alessandra Zedda al lavoro – dovrebbe scendere a uno. A meno che, in Consiglio, l’ex Riformatore Giovanni Antonio Satta non si trasferisca presto dal Misto aglii Azzurri. Comunque, se Fi dovesse rinunciare a qualcuno, di sicuro l’escluso avrà un incarico pesante nel nuovo staff del governatore. Fratelli d’Italia e Riformatori avranno ancora un assessorato, ma a loro potrebbe sollecitato un cambio di casella rispetto all’ambiente, ora occupata da Gianni Lampis, e ai lavori pubblici, dove Aldo Salaris s’è insediato da poco. Alla fine di questo censimento volante, Anita Pili, industria, e Gabriella Murgia, agricoltura, che alle spalle hanno o un partito ridotto all’osso – è Sardegna 20.Venti – oppure nessuno. Sono a rischio? Forse, ma sono donne e almeno in 4 dovranno essere presenti anche nel Solinas bis.
Nuove facce. I nomi degli aspiranti assessori sono un’infinità, ma per ora nessuno è uscito allo scoperto: vorrebbe dire essere bruciato. Però fra gli esterni l’Udc potrebbe puntare su Giulio Steri, politico di lungo corso, o pescare ancora fra i consiglieri. I Riformatori potrebbero mettere in campo Lucia Tidu, capo di gabinetto ai lavori pubblici, o Silvia Cadeddu, sindaca di Birori. Se in Forza Italia dovesse esserci un cambio, il consigliere regionale Giuseppe Talanas potrebbe puntare all’agricoltura. Se Fdi, invece, dovesse indicare un’assessora, potrebbe essere la coordinatrice Antonella Zedda. Fra i sardisti sono in ascesa le quotazioni di Nanni Lancioni. Ma da qui a luglio chissà quanti altri papabili salteranno fuori dal cilindro del centrodestra.
Vecchie facce. Quanti degli attuali 12 assessori resteranno al loro posto? È possibile 6-7, o forse anche qualcuno in meno. Dipenderà molto da quanto otterranno e blinderanno i partiti di riferimento. La Lega, che in corsa ha perso un consigliere, scendendo a sette, potrebbe essere costretta a rinunciare a uno degli assessorati. Fra trasporti, affari generali e sanità quelli più in bilico sembrano essere i primi due. Certo, nessuno è intoccabile ma Mario Nieddu (sanità) ha maggiori chance di rimanere dov’è rispetto a Giorgio Todde (trasporti) e Valeria Satta (affari generali), che oggi invece sembrerebbero ripartire alla pari. Anche se il coordinatore Eugenio Zoffili ha detto: «Confermeremo tutta la squadra». Il Psd’Az ha i numeri per chiedere un terzo assessorato, oltre all’urbanistica, Quirico Sanna, e al turismo, Gianni Chessa. Ma alla fine l’evidente esuberanza del partito, è in procinto di salire fino a 12 consiglieri, potrebbe essere tenuta a bada dallo stesso Solinas. Al massimo ai sardisti potrebbe essere chiesto – se fosse necessario – un valzer di deleghe. Chi è sicuro della riconferma è Andrea Biancareddu alla cultura. Anzi, l’Udc raddoppierà. Avrà l’ambiente o i lavori pubblici? Le scommesse sono aperte. Ridimensionata in aula, Forza Italia da 2 assessori – Giuseppe Fasolino al bilancio e Alessandra Zedda al lavoro – dovrebbe scendere a uno. A meno che, in Consiglio, l’ex Riformatore Giovanni Antonio Satta non si trasferisca presto dal Misto aglii Azzurri. Comunque, se Fi dovesse rinunciare a qualcuno, di sicuro l’escluso avrà un incarico pesante nel nuovo staff del governatore. Fratelli d’Italia e Riformatori avranno ancora un assessorato, ma a loro potrebbe sollecitato un cambio di casella rispetto all’ambiente, ora occupata da Gianni Lampis, e ai lavori pubblici, dove Aldo Salaris s’è insediato da poco. Alla fine di questo censimento volante, Anita Pili, industria, e Gabriella Murgia, agricoltura, che alle spalle hanno o un partito ridotto all’osso – è Sardegna 20.Venti – oppure nessuno. Sono a rischio? Forse, ma sono donne e almeno in 4 dovranno essere presenti anche nel Solinas bis.
Nuove facce. I nomi degli aspiranti assessori sono un’infinità, ma per ora nessuno è uscito allo scoperto: vorrebbe dire essere bruciato. Però fra gli esterni l’Udc potrebbe puntare su Giulio Steri, politico di lungo corso, o pescare ancora fra i consiglieri. I Riformatori potrebbero mettere in campo Lucia Tidu, capo di gabinetto ai lavori pubblici, o Silvia Cadeddu, sindaca di Birori. Se in Forza Italia dovesse esserci un cambio, il consigliere regionale Giuseppe Talanas potrebbe puntare all’agricoltura. Se Fdi, invece, dovesse indicare un’assessora, potrebbe essere la coordinatrice Antonella Zedda. Fra i sardisti sono in ascesa le quotazioni di Nanni Lancioni. Ma da qui a luglio chissà quanti altri papabili salteranno fuori dal cilindro del centrodestra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
