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Quasi fuori dal tunnel solo 9 i nuovi positivi

Quasi fuori dal tunnel solo 9 i nuovi positivi

Per trovare un dato più basso nell’isola si deve risalire al 17 agosto 2020 Ancora 3 morti, ma giovedì si potrebbe entrare nella zona verde europea 

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SASSARI. Per ritrovare un dato così basso bisogna fare un passo indietro di 10 mesi: era il 17 agosto, l’estate declinava verso il suo epilogo, l’epidemia mostrava i primi segni di risveglio, ma i contagi continuavano ad essere bassi. In quel giorno appena 7, nelle 24 ore precedenti 5. Ora la Sardegna è tornata a quei livelli: ieri sono stati censiti 9 nuovi casi, sulla base non trascurabile di quasi 3mila tamponi. Resta il dato, sempre drammatico, del numero delle vittime: altre 3 nell’ultimo aggiornamento, con un totale salito a 1.476. Altra nota che spinge all’ottimismo arriva dalla situazione degli ospedali: continuano a calare i ricoveri sia in area medica (attualmente sono assistite 105 persone, meno 5 rispetto al giorno prima) sia in terapia intensiva (7, con un calo di 1). Le persone in isolamento domiciliare sono 12.312 e i guariti sono complessivamente 42.986 (+59).

Zona verde europea. Nel bel mezzo della seconda settimana consecutiva nella fascia bianca nazionale, giovedì la Sardegna potrebbe entrare anche nella zona verde europea, cioè la più bassa per rischio di contagi. Sarà l’Ufficio centrale per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’Ecdc, a caricare sul sito i dati. Per entrare nell'area verde, i casi registrati nelle ultime due settimane devono essere sempre inferiori a 25 ogni 100mila abitanti e la Sardegna questo parametro lo ha centrato. Anche se – come sottolineato dall'assessore alla sanità Mario Nieddu– potrebbe esserci un rinvio, perché «abbiamo un numero basso di tamponi nello stesse due settimane e questo dato potrebbe frenare il passaggio della Sardegna dal giallo europeo al verde, dove da giovedì scorso si trova il Molise, per ora unica regione italiana». La seconda dovrebbe essere, a questo punto, proprio la Sardegna salvo che non ci sia l’intoppo dei tamponi eseguiti.

Quota un milione. Nella campagna di vaccinazione anti Covid, la Sardegna ha superato il milione di dosi somministrate. Anche se l’Isola non riesce ancora a schiodarsi dall’ultimo posto della classifica per numero di vaccini utilizzati rispetto a quelli consegnati. La media nazionale è 90,6, mentre quella sarda è 84,4. Seconda la Regione, però, il problema rimane l’incertezza sulle forniture di settimana in settimana. «Abbiamo una capacità di somministrare vaccini superiore alle dosi che riceviamo – si legge in un comunicato – purtroppo scontiamo ancora le diffidenze che esistono su AstraZeneca e Johnson&Johnson, mentre se avessimo a disposizione più fiale Pfizer e Moderna, i tempi di convocazione sarebbero molto più rapidi». A proposito di forniture: nelle ultime 24 ore sono arrivate quasi 10mila dosi del vaccino Moderna ed entro metà settimana dovrebbe essere la volta delle fiale di Pfizer (poco più di 86mila) e J&J (4mila).

Quasi metà dei sardi vaccinati. Il 45 per cento della popolazione – sempre secondo la Regione – è stato vaccinato almeno con la prima dose. «Abbiamo raggiunto un traguardo importante nell'immunizzazione di massa – fa sapere la Regione – L’obiettivo resta quello di completare la campagna nei tempi più brevi possibili. Il Covid resta comunque un pericolo e servirà ancora la massima attenzione da parte di tutti. Dobbiamo difendere gli importanti risultati raggiunti e l'immunizzazione resta la strada per ripartire in sicurezza».

La piattaforma. Da quando è attivo il sito di Poste Italiane, sono state oltre 650mila le prenotazioni. Il boom, com’era prevedibile, c’è stato con l’apertura della campagna anche ai nati dal 1982 al 2004 e infatti le ultime date di convocazione sono ormai fissate ad agosto se non addirittura a settembre. A questo punto, è evidente, sono necessarie più dosi per tenere il passo con le nuove fasce d’età ammesse. Soprattutto perché presto potrebbe scattare il via libera anche per chi ha dai 12 ai 17 anni, Moderna e Pfizer hanno chiesto di essere autorizzate dall’Agenzia europeo per il farmaco, e quindi la platea dei vaccinandi sarà ancora molto più ampia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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