La Nuova Sardegna

Tosatrice di nome Gael per le pecore di Barbagia

di Tore Cossu
Tosatrice di nome Gael per le pecore di Barbagia

Una coppia francese dà una mano agli allevatori sardi nella raccolta della lana stipendio 1,70 euro a capo, ma in una giornata vengono rasate anche 1000 bestie

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SILANUS. Lo scorso anno c'erano i neozelandesi, quest'anno sono arrivati i francesi. In questi giorni i tosatori stanno visitando gli ovili del Nuorese e di altre zone della Sardegna per togliere il vello alle pecore. Una operazione complicata che gli esperti tosatori eseguono con grande rapidità alleviando nello stesso tempo il lavoro dei padroni di casa che possono così dedicarsi ad altre attività. Ieri mattina la squadra ha fatto tappa a Silanus nell'azienda dei fratelli Sanna, in località Badde Lacos, dove ad attenderli c'era un gregge di 800 ovini. Tempo tre-quattro ore e il “gioco” è stato fatto. Pecore tosate a tempo di record, sosta per il pranzo e poi partenza con destinazione un altro ovile. Il terzetto dei tosatori è composto da Matteo (un giovane di Donori) e da due francesi: Francois e Gael. Quest'ultima è una ragazza di appena 30 anni che dimostra di avere una grande abilità con la macchinetta elettrica. «È ormai da diversi anni che veniamo in Sardegna per svolgere questo mestiere – dicono i tosatori transalpini – ci fermiamo nell'Isola fino alla fine della stagione poi rientriamo in Francia per proseguire la tosatura nei nostri allevamenti».

I due ragazzi francesi impiegano di media una sessantina di secondi per alleggerire le pecore dalla fastidiosa lana. Non hanno neanche necessità di legarle in quanto riescono a tenerle calme stringendole tra le ginocchia. L'unico aiuto che richiedono è quello di avere qualcuno che avvicini loro le pecore e provveda alla raccolta della lana.

In una giornata riescono a tosare anche 800-1000 pecore. Il costo dell'operazione si aggira intorno a un euro e settanta centesimi per pecora. In poche parole per tosare un gregge di mille pecore la spesa è di 1700 euro. «Tutto sommato si tratta di una spesa accessibile anche perché in una mattinata risolvi il problema – dicono gli allevatori – altrimenti ne avremo per due o tre di settimane costretti a “torrare su cambiu” (restituire l'aiuto ricevuto) alle persone che sarebero venute ad aiutarci».

Naturalmente “su tusorzu” è un rito che continua a conservare il suo fascino e la tradizione. Sono infatti numerose le persone che in queste occasioni si radunano negli ovili dove poi viene consumato un sontuoso spuntino a base di prodotti tipici. Certo non è più come prima quando per fare la “barba” alle pecore si usavano “sos ferros de tundere” e venivano chiamati i ragazzi per “trobeire” (legare) le pecore e insaccare la lana. Però quello della tosatura rappresenta pur sempre un importante momento della tradizione pastorale. Anche se i coiffeur sono operai che arrivano dalla Francia o dalla Nuova Zelanda hanno 30 anni e vanno fieri di chiarasi Gael.

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